immagine «Insetti e cibo buttato», la rabbia dei genitori per le mense scolastiche
  • di Bruno D'Alfonso
  • venerdì 30 maggio 2025, 08:27

«Insetti e cibo buttato», la rabbia dei genitori per le mense scolastiche

PESCARA È una zanzara a far traboccare il vaso dei problemi delle mense scolastiche, che dopo la formica nei biscotti, le blatte nel centro cottura, arance e pane ammuffito, ha suscitato un’ondata di protesta del comitato dei genitori che denuncia anche un rilevante spreco alimentare. Davanti all’edificio di via Rubicone, la scuola dell’infanzia dove è stata rinvenuta l’altro ieri una zanzara viva nella confezione sigillata di pane destinata ai bambini, ieri mattina alcuni rappresentanti dei genitori degli studenti di Pescara non solo hanno denunciato l’ennesima falla della gestione delle mense con gli annessi problemi igienico-sanitari; ma anche sottolineato, e documentato, un’enorme quantità di cibo avanzato e gettato nell’immondizia senza regolare comunicazione prevista, come spiegato dalla portavoce del Comitato dei genitori, Roberta Aquilani: «Paghiamo 6 euro a pasto – dice lei - per un servizio che oggettivamente fa parecchia acqua da tutte le parti, ma soprattutto ora denunciamo lo spreco dei rifiuti che è altresì una cosa estremamente grave. E non è vero che, come ipotizzato dall’assessore Toppetti, i rifiuti sono all'esterno delle scuole e a quei bidoni può accedere chiunque. Lo abbiamo documentato, il cibo che viene buttato corrisponde sempre al menù del giorno servito nelle scuole; parliamo quantità rilevanti. Quindi adesso dobbiamo capire se si tratti di cibo non gradito dai bambini oppure di quantità fuori controllo. In ogni caso, per legge, loro devono tracciare quello che viene gettato».

IL GESTORE

Dall’inizio del 2025 è l’azienda Elior a gestire le mense scolastiche di Pescara, subentrata alla precedente Serenissima la quale, dopo aver fatto ricorso al Tar per l’esclusione dalla gara poi non accolto, si è appellata di recente al Consiglio di Stato. Sotto la lente dei genitori, inoltre, c’è anche il metodo con cui la ditta effettua il trasporto dei prodotti alimentari: «Siamo preoccupati anche per il trasporto degli alimenti, perché i furgoni utilizzati dai centri cottura che poi distribuiscono nelle scuole, anche secondo il verbale del Nas, sono furgoni a noleggio, sono isotermici e non sono censiti neanche secondo l'Hcpp; ad esempio, quando consegnano i gelati non sono contenute nelle scatole di polistirolo e non c'è una conservazione ipotermica idonea, quindi la catena del freddo non è mantenuta in maniera adeguata». E non da meno, è da sottolineare l’aspetto economico di tutto ciò che si traduce in un aumento di quasi il doppio dei costi di ogni pasto rispetto all’anno precedente: «Siamo passati da 3,71 euro a 6 euro a pasto – precisato Roberta Aquilani –, un aumento delle tariffe così elevato per un cambio di mensa, che doveva essere un miglioramento e che non c'è stato per niente. Oltretutto, l'unica verità è che il Comune prima metteva il contributo e poi ha deciso di non metterlo più, caricando l’intero costo sulle famiglie». Le famiglie con un Isee superiore a 30 mila euro pagano infatti 6 euro a pasto per bambino; sono previste agevolazioni per diverse fasce di redditi, ma anche casistiche particolari di svantaggio come per i residenti nei comuni limitrofi, rientranti loro malgrado nella massima fascia e obbligati a pagare 6 euro a pasto.

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