immagine La Tasi? La paga chiunque possieda un immobile
  • di Oliviero Franceschi e Daniele Cuppone
  • lunedì 15 giugno 2015, 10:01

La Tasi? La paga chiunque possieda un immobile

Le abitazioni principali esentate solo dal pagamento dell'Imu


Entro martedì prossimo milioni di contribuenti dovranno versare l’acconto per l’Imu e per la Tasi per l’anno 2015 per un gettito stimato di circa dodici miliardi di euro. Concludiamo la nostra panoramica sui tributi meno amati dagli italiani..
Che cos’è la Tasi
Dopo aver esaminato la scorsa puntata le regole più importanti da conoscere sull’Imu, cercheremo di approfondire le cose fondamentali che riguardano la Tasi, la tassa che con un autentico gioco di prestigio si è materializzata l’anno passato nelle vite dei contribuenti. La Tasi dovrebbe coprire le spese relative ai cosiddetti servizi indivisibili, ad esempio l’illuminazione e la manutenzione delle strade, servizi che almeno nel Comune capitolino non vivono certo momenti di gloria. La Tasi è dovuta da chiunque possieda o detenga a qualsiasi titolo un’unità immobiliare e a differenza dell’Imu colpisce anche le abitazioni principali non di lusso e le relative pertinenze. Sono invece esentati i terreni agricoli e le aree scoperte ma non gli immobili merce delle imprese costruttrici e i fabbricati rurali strumentali. L’importo del tributo si calcola in modo pressoché identico all’Imu: occorre partire dalla rendita catastale dell’immobile al 1° gennaio 2015, rivalutarla del 5% e moltiplicarla per il moltiplicatore catastale che varia a seconda della categoria catastale. Si ottiene così il valore catastale del bene che deve essere moltiplicato per l’aliquota stabilita dal Comune per ottenere finalmente l’importo lordo. L’importo va rapportato alla quota e al periodo di possesso. I Comuni possono introdurre delle detrazioni per alcuni tipi di immobili come ad esempio le abitazioni principali.
Acconto facile: si versa il 50% del 2014
In generale, per pagare il tributo i cittadini, proprio come per l’Imu, sono obbligati a rintracciare la delibera del Comune, leggere con pazienza le decine di pagine di cui spesso si compone, evitare gli eventuali tranelli contenuti, interpretarla e individuare le regole che fanno al caso loro. Per l’acconto però i contribuenti possono pagare sia per la Tasi che per l’Imu il 50% dell’importo calcolato con le aliquote 2014: a dicembre in occasione del saldo si faranno i conteggi con le aliquote 2015. Se non ci sono state variazioni negli immobili (come acquisti, vendite, variazioni delle percentuali di possesso, modifica della rendita catastale, ecc.) e se nel 2014 si è posseduto l’immobile per tutto l’anno, in linea generale per ottenere l’acconto si può dividere a metà l’importo totale del 2014.
Pagheranno pro quota anche gli inquilini
Rispetto all’Imu, tuttavia, c’è una grossa complicazione in più: poiché la Tasi è dovuta da chiunque possieda o detenga a qualsiasi titolo un’unità immobiliare, sono tenuti al pagamento pro quota anche gli inquilini, i comodatari e chiunque detenga l’immobile soggetto alla Tasi. E naturalmente la percentuale che deve pagare il proprietario e quella che deve pagare ad esempio l’inquilino varia a seconda del Comune… La Tasi, costituisce un obbligazione tributaria autonoma ed è quindi obbligo dell’inquilino preoccuparsi dei calcoli e provvedere al pagamento. Va da se che è auspicabile la collaborazione del proprietario nel fornire i dati catastali.
Le regole a Roma
Nella capitale sono state stabilite le seguenti aliquote: • 2,5 per mille per le abitazioni principali e relative pertinenze (e agli immobili assimilati) con l’eccezione degli immobili accatastati come A1, A8, A9;• 1,0 per mille per le abitazioni principali e relative pertinenze classificate A1, A8 e A9 e per i fabbricati rurali ad uso strumentale; • 0,8 per mille per tutti gli altri immobili.
Detrazioni
Nel comune capitolino all’abitazione principale e agli immobili assimilati si applicano le seguenti detrazioni che come per l’Imu vanno rapportate al periodo dell’anno durante il quale si protrae la destinazione ad abitazione principale (nel calcolo della detrazione vanno sommate la rendite catastali dell’abitazione e delle pertinenze): - 110,00 Euro agli immobili con rendita catastale al 1° gennaio, fino a 450,00 Euro; - 60,00 Euro agli immobili con rendita al 1° gennaio, fra 451,00 Euro e 650,00 Euro; - 30,00 Euro agli immobili con rendita al 1° gennaio, fra 651,00 Euro e 1.500,00 Euro.
Ripartire la Tasi
Nel Comune Capitolino, infine, nel caso in cui l’unità immobiliare sia occupata da un soggetto diverso dal titolare del diritto reale sull'immobile, il valore del 20% della Tasi è dovuto dall’occupante.
Esempio
Il signor Paolo possiede un immobile a Roma, utilizzato come abitazione principale e con rendita catastale pari a 900 euro. Il calcolo della Tasi è il seguente: Rendita Abitazione principale 900, Rivalutazione 900 x 1,05 = 945, moltiplicatore catastale 160, Base imponibile 945 x 160 = 151.200.
Tasi lorda con aliquota. Comune di Roma 2,5 per mille 151.200 x 2,5 per mille = 378 . Detrazione per immobile con  rendita tra 651 e 1500 euro 30, Tasi netta 378 – 30 = 348, Acconto Tasi 16 giugno 174.


Hanno collaborato Alberto Martinelli e Enrico Rabitti


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