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  • venerdì 7 giugno 2024, 14:27

Napoli, mare e legalità: i ragazzi dell'area penale puliscono i fondali marini

Sabato 8 Giugno alle ore 8:30, i ragazzi dell’Area Penale di Napoli si immergeranno per pulire i fondali del Borgo dei Marinari. In contemporanea si svolgeranno le azioni a terra con i volontari di Archeoclub d’Italia ed altri ragazzi dell’Area Penale. La SAE Ambiente provvederà allo smaltimento dei rifiuti.

Alle ore 11 apertura al pubblico della MareNostrum Dike, un tempo motovela con la quale gli scafisti trafficavano bambini, anziani, donne sulla tratta dalla Turchia. Oggi luogo della memoria e di conoscenza. A bordo il pizzino originale scritto dagli scafisti ma anche filmati. Non è esclusa la presenza di personalità impegnate nella lotta alla criminalità!

Aniello Cuciniello (Capitano di Vascello della Marina Militare) : «Domani la Marina Militare ci sarà. Ai ragazzi si propone un modello di vita caratterizzato dai principi insiti nelle attività marinare, quali la lealtà, l’onestà e il rispetto reciproco».

Nicola Palmiero (Direttore del Centro di Giustizia Minorile della Campania) : «Ai giovani incappati in percorsi giudiziari viene data loro, la possibilità di sperimentarsi in un percorso di formazione alle tecniche subacquee avente lo scopo, tra l’altro, di avvio ad un concreto inserimento lavorativo. Immergersi e risalire può consentire ai giovani di sperimentare la possibilità di fermarsi e riflettere sul proprio operato attraverso la contemplazione del bello del mare e del nostro territorio che va preservato».

Rosario Santanastasio (Presidente Nazionale Archeoclub D’Italia) : «Domani, Sabato 8 Giugno, alle ore 8:30 daremo il via alle operazioni con briefing tra Marina Militare, MareNostrum, Archeoclub D’Italia, Arpa Campania, Protezione Civile della Campania, ragazzi dell’Area Penale di Napoli, Centro di Giustizia Minorile della Campania, Corpo Militare dell’Ordine di Malta. Seguiranno le immersioni con raccolta dei rifiuti dai fondali marini. Alle ore 11 tutti potranno visitare la MareNostrrum Dike».

Ferdinando Sarno (Amministratore di SAE Ambiente) : «Noi ci siamo. Facciamo rete con i ragazzi dell’Area Penale di Napoli, con loro, con i volontari di Archeoclub D’Italia, con le istituzioni. Questo intervento è fondamentale per la salvaguardia del delicato ecosistema marino. Ad esempio i copertoni, qualora dovessero essere trovati e recuperati, li trasformeremo in gomma e ferro, gli ombrelloni in ferro e in tessile».

Fabrizio Cattaneo Della Volta (Presidente Reale Yacht Club Canottieri Savoia) : «Mi preme sottolineare però che questo progetto va ben oltre la semplice iniziativa di pulizia dei fondali perché offre a ragazzi dell’Area Penale la possibilità di un riscatto attraverso la conoscenza di un lavoro che potrebbero svolgere anche in futuro. Per questo, saremo felici di consegnare a tutti i protagonisti, nei nostri saloni, il brevetto da sub».

E la plastica raccolta dai Ragazzi dell’Area Penale di Napoli, in varie missioni, è stata trasformata dall’Università di Bolzano.

Alle ore 12 – presso Circolo Savoia – Cerimonia di Consegna dei brevetti da sub ad altri ragazzi dell’Area Penale di Napoli. Seguirà il premio i «Guardiani del Mare» con riconoscimenti al Centro di Giustizia Minorile, alla Marina Militare, al Corpo Militare dell’Ordine di Malta, ad Arpa Campania, all’Amministrazione Comunale, alla Protezione Civile Campania, alla Lega Navale, al Circolo Savoia. Saranno presenti i rappresentanti di tutte le istituzioni.

«Domani la Marina Militare ci sarà. Come vincere il disagio oppositivo di ragazzi difficili: il Mare Educatore dall’ieri all’oggi. Porre al centro della formazione l’adolescente, farne il punto di riferimento intorno al quale far ruotare le cure di adulti e di ragazzi più grandi, guardare al mare come ad una continua e proficua lezione di vita, abituare al rispetto del lavoro, inteso come espressione di energia, crescita ed affermazione di sé. L'obiettivo prioritario è di sanare fisicamente e moralmente i fanciulli e subordinatamente avviarli alle professioni marittime; senza quest’opera di recupero fisico, affettivo e spirituale le altre di carattere professionale rimangono come costruzioni senza base». Questa l’esperienza di Civita Franceschi sulla Nave asilo Caracciolo della Marina Militare.

 

 

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