- domenica 13 luglio 2025, 10:50
Napoli, l'ex Masi: «Starace, il caffè nello spogliatoio già nell'83 e quella paura di Krol per le iniezioni»
Marco Masi ha giocato in maglia azzurra in una sola stagione nel campionato 1983-'84, quella prima dell'arrivo di Maradona. Era un libero dotato tecnicamente cresciuto nelle giovanili del Torino. Con i granata riuscì a conquistarsi la stima di Gigi Radice e in seguito di Ercole Rabitti. Dopo l'esperienza in azzurro l'anno dopo vinse il campionato di serie B con il Pisa e qualche stagione successiva quello di C con il Catanzaro.
«Come arrivai a Napoli? Era l'estate del 1983 l'anno in cui si era operato Rudy Krol e gli azzurri cercavano un giovane in attesa del recupero dell'olandese nel ruolo di libero. Mi chiamò direttamente il direttore Antonio Juliano. Avevo giocato nella Pistoiese in prestito dal Torino. Fu una cosa inaspettata per me perché dovevo tornare con i granata, poi, non esitai e accettai l'offerta della società azzurra».
Il ritiro di Abbadia San Salvatore
«Andammo in ritiro ad Abbadia San Salvatore, che il caso ha voluto diversi anni dopo ho allenato la squadra locale la Pianese, vincendo il campionato di serie D. Quando arrivai da tecnico ritrovai nella sede del campo tutte le foto di quel ritiro del Napoli. Ricordi? Fu emozionante, perché mi allenavo con giocatori come Dirceu e Krol: persone umili prima che grandi campioni. Ma anche Bruscolotti e Castellini, quest'ultimo lo conoscevo perché avevo giocato insieme col Torino. E' stata un'esperienza formativa soprattutto per la passione del pubblico rispetto alle piazze in cui avevo giocato fino ad allora, perché al sud non c'ero mai stato. Me la conservo tutt'ora».
La gara con la Juventus decisa da Platini
«La partita che ricordo di più è quella che perdemmo contro la Juventus a Torino. Un match incredibile perché ad un certo punto nel primo tempo eravamo sullo 0-0 e giocammo molto bene. Poi, venimmo sconfitti perché Platini iniziò a fare cose fuori dal normale. Ricordo lo marcò Costanzo Celestini che si scusava ogni volta che lo toccava, ma il fuoriclasse francese gli rispose non preoccuparti tu stai facendo il tuo. Io e Krol giocammo anche una gara insieme, lui nel suo ruolo ed io a centrocampo. Per me fu un'annata positiva. Sbagliai solo la gara contro l'Ascoli quando arrivò Rino Marchesi in panchina e feci male. Persi una palla e fece goal Juary. Ci tenevo a continuare a fare bene. Ma dopo quell'errore giocai poco».
La moglie resta incinta a Napoli
«Abitavo in via Petrarca in un ambiente tranquillo e ogni giorno dopo l'allenamento andavo a visitare la città. Pensi che mia moglie rimase incinta a Napoli. Mio figlio un po' di ascendenza napoletana l'ha presa».
Starace, la cultura del caffè e la paura di Krol per le iniezioni
«C'era uno spogliatoio affiatatissimo con tante persone che vi gravitavano attorno come Carmando e i vari magazzinieri. Era come entrare in un film di Totò tutti i giorni. Pensi che fino a Napoli non ho mai bevuto il caffè e me lo fecero assaggiare per forza. Me lo fece con la classica caffettiera moka dentro lo spogliatoio Tommaso Starace e oggi sono diventato un consumatore di caffè seriale. Ricordo che Krol prima delle partite mangiava ad, esempio, riso con lo zucchero. Un aneddoto? Carmando quando doveva fare un'iniezione a Krol, l'olandese aveva molta paura, gli lasciava la siringa inserita e, poi, andava via».
I successi con Pontedera e Pianese da tecnico
«Appese le scarpette al chiodo ho intrapreso la carriera di allenatore vincendo due campionati di serie D con Pianese e Pontedera. Guidando, poi, anche squadre in serie C e la Primavera di Pisa, Sampdoria e Lucchese. In questi giorni sono in ferie in attesa di una nuova squadra».
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