- venerdì 28 giugno 2024, 23:04
Napoli, via ai lavori per il Polo tecnologico di Bagnoli: «Investiti 90 milioni»
È un momento storico per Bagnoli. Dopo decenni di nodi irrisolti, entro due settimane partirà quello che può essere definito il primo cantiere della ricostruzione. La prima pietra della nuova area occidentale. Alcune lavorazioni, in zona, già in corso d’opera, infatti, riguardano al momento le opere di bonifica. Ma la realizzazione del Polo tecnologico ambientale (Pta) che prenderà il via entro metà luglio - filtra dalla società interessata - sarà una creazione edilizia ex novo.
In sostanza, entro il 2027 la periferia ovest di Napoli potrà contare su un nuovo epicentro della ricerca nei settori dell’energia e della sostenibilità. La sede in via di costruzione diventerà, tra le altre cose, un posto di lavoro per trecento dipendenti: la Pta, il cui edificio centrale sarà circondato da 10 prefabbricati da 5 piani ciascuno, raccoglierà infatti una trentina delle migliori aziende napoletane che operano nel green e nella sperimentazione energetica. E diventerà anche una location per i congressi.
La meeting-industry, non a caso, è un altro ramo del turismo in forte crescita in città, con 600 milioni di indotto all’anno e un più 30% di eventi rispetto al pre-Covid. Non solo Pta, a Bagnoli: gli appuntamenti importanti per l'area ovest sono tanti, e tutti imminenti: nei prossimi anni questa fetta così cruciale di città avrà un aspetto del tutto rinnovato.
Il progetto
Il nullaosta per la realizzazione del Polo tecnologico ambientale è arrivato poco più di sei mesi fa, precisamente a dicembre del 2023, da parte dell’amministrazione Manfredi, la cui azione è stata decisiva per sbloccare il progetto. Ma l’investimento iniziale per la costruzione del Pta risale a ben 16 anni fa. Era il 2008 quando gli investitori (tutti privati, che contano una partecipazione di minoranza anche della Camera di Commercio di Napoli), acquistarono i suoli da Bagnolifutura.
Stiamo parlando di 100mila metri cubi di spazio, nella zona, appunto, dell’ex palazzina di Bagnolifutura, che verrà demolita per fare spazio al Polo tecnologico ambientale. Gli investitori, dopo 16 anni di attesa, sono pronti a partire. Il progetto è imponente, in termini economici più o meno 90 milioni totali. Ai 40 milioni iniziali spesi per l’acquisto dei suoli, si aggiungono i 50 per la costruzione del Pta. Allo stato attuale delle cose - trapela sempre dalla società - è in corso il progetto esecutivo. Nel rendering, che Il Mattino presenta in anteprima, si vedono un’area verde, una rotonda, un parcheggio con pannelli fotovoltaici e un grande edificio color ruggine. Quest’ultimo sarà il Centro Servizi, che sarà circondato da 10 prefabbricati di cinque piani ciascuno.
I contenuti
Sono anche altre le novità positive all’orizzonte per la periferia occidentale della città, attesa da una riqualificazione che porterà studentati, decoro urbano e, finalmente, l'apertura del Parco dello Sport di via Cattolica. La svolta attesa da decenni è quasi realtà. Proprio in quest’ottica, l’apertura del cantiere del Polo tecnologico ambientale diventa la prima pietra concreta della rinascita. Come anticipato sopra, il Polo tecnologico ambientale si occuperà di ricerca nel campo dell’energia e della sostenibilità.
Fotovoltaico e green: entrambi, naturalmente, sono temi cruciali della società contemporanea. Ma non solo. Ai laboratori, alle sperimentazioni e alla ricerca si aggiungerà l’aspetto culturale.
In particolare, all’interno del Pta sorgerà un’area museale, dedicata ai reperti di archeologia industriale di cui il territorio è zeppo. I reperti industriali ritrovati durante le lavorazioni verranno rigenerati ed esposti nel Parco tecnologico. Un museo dell’industria napoletana, in altre parole. I lavori, secondo il cronoprogramma attuale, saranno finiti entro il 2027. Fra tre anni, in buona sostanza, Bagnoli potrà contare su un nuovo complesso scientifico, non lontano da quello di Coroglio, a Città della Scienza.
Tra 36 mesi, verosimilmente, l’area dell’ex Italsider - con gli 1,2miliardi di risorse annunciati ad aprile dal ministro della Coesione e del Pnrr Raffaele Fitto per gli interventi di bonifica e riqualificazione di Bagnoli - sarà molto diversa da come appare oggi. Alberghi, aziende, parchi e spazi verdi per un rilancio dell’“altro lungomare”, non meno bello di quello di via Partenope e via Caracciolo. La svolta concreta è alle porte. Anzi, è già iniziata. Tra finanziamenti, partnership pubblico-privati e unità di intenti politici, le premesse per la rinascita ci sono tutte. E, se non si aggiungeranno nuove complicazioni, Bagnoli, uno dei quartieri più poetici della città, raccoglierà presto l’indotto, il decoro e la bellezza che merita.
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