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  • di Vincenzo Cimmino
  • martedì 11 giugno 2024, 21:21

MACS e Rai Parlamento per mostrare i luoghi simbolo di Napoli

Una passeggiata nell’arte, attraverso i secoli della storia di Napoli. Un percorso all’insegna della cultura partenopea, nei luoghi più antichi della città. Palazzi storici ancora vivi, perché sedi di importanti istituzioni o perché recuperati da privati a favore della comunità. È questo che è stato organizzato nella mattinata di oggi dall’Associazione MACS – Mecenati per l’Arte, il Cinema, lo Sport, con Rai Parlamento. Un servizio che vuole mostrare la “bella Napoli” ma non solo. Un gruppo di imprenditori, di mecenati, che vuole soprattutto scommettere sul recupero dei monumenti napoletani, cercando di coinvolgere quante più persone possibile per investire sulla loro cura.

«Oggi c’è stato un evento con Rai Parlamento che vuole celebrare tutte le attività che fanno MACS, – ha dichiarato Riccardo Imperiali di Francavilla, Governatore del Pio Monte della Misericordia e Deputato della Real Cappella del Tesoro di San Gennaro – l’associazione di imprenditori che mira al restauro, alla conservazione e alla manutenzione dei monumenti. Oggi andiamo in visita al Pio Monte, alla Cappella del Tesoro, due monumenti storici nati nel periodo in cui Napoli, la bella Napoli, si muoveva tantissimo per l’assistenza e la beneficenza ai bisognosi».

A guidare la giornalista Rai Marina Giraldi, con Riccardo Imperiali di Francavilla sono stati Davide De Blasio, Roberto Dante Cogliandro e Lino Ranieri. Quattro i luoghi visitati, il Pio Monte della Misericordia, la Real Cappella del Tesoro di San Gennaro, la Fondazione Made in Cloister e la Villa Comunale. Posti che raccontano la Napoli dal Cinquecento a oggi, palazzi ricchi di storia e di arte. Come il Pio Monte, che custodisce le “Sette Opere di Misericordia” del Caravaggio o la Cappella del Tesoro, con i suoi argenti del Trecento. La Cappella del Tesoro, nel Duomo. Nella passeggiata di oggi la Cattedrale metropolitana di Santa Maria Assunta ha assunto un valore diverso.

«Questo è un primo incontro che MACS ha organizzato con Rai Parlamento per visitare dei luoghi – ha aggiunto Lino Ranieri, Vicepresidente di MACS e mecenate – particolarissimi della vera Napoli, nel cuore di Napoli. Per me, ma non solo, è un momento importante perché promuovere tutto ciò può far comprendere che con poco possiamo aiutare e la società civile deve impegnarsi, deve intervenire sempre. Noi siamo una associazione culturale di persone che credono nella cultura come base del futuro di tutti noi. Per questo siamo attenti a tutto ciò che ci circonda».

Il Duomo di Napoli è stato infatti testimone del lavoro silenzioso di MACS. Un lavoro necessario per la salvaguardia di uno dei tanti tesori napoletani. Lì, nella Cattedrale. Scendendo nella cappella del Succorpo, anche detta confessione di San Gennaro o cappella Carafa. In quel luogo, dove riposa il corpo di san Gennaro. A vegliare l’urna che contiene i resti del santo patrono da secoli è una statua del cardinale Carafa, “Oliviero Carafa in preghiera”. Ed è proprio la statua l’oggetto di uno degli interventi di MACS. Grazie ai mecenati, infatti, le mani del cardinale che versavano in cattive condizioni sono state restaurate e riportate alla loro antica forma.

«Mecenati per l’arte, il cinema e lo sport – ha commentato Roberto Dante Cogliandro, Presidente MACS e mecenate – ha l’intento di favorire il mecenatismo nel restauro dei beni culturali. Riprende il bello attraverso la partecipazione del cittadino e dell’imprenditore. La legge sull’art bonus ha oramai 10 anni e stabilisce la detraibilità al 65% del contributo che ogni singolo versa a favore dei restauri di opere d’arte. Abbiamo contribuito al restauro della statua del cardinale Carafa. La sua parte più danneggiata erano le mani, e l’abbiamo rimessa a nuovo».

Un esempio vincente di partenariato pubblico-privato. Un modo, contribuire alla salvaguardia del nostro patrimonio culturale, per vivere la città in modo diverso. La passeggiata si è poi conclusa nella Villa Comunale. Lì, a testimoniare ancora una volta l’azione di MACS, delle statue. Le otto statue poste all’ingresso. O, per meglio dire, le sette statue restaurate più l’ultima, l’ottava, ancora non ammirabile perché nel laboratorio a causa delle sue gravi condizioni. Si tratta del “Fauno con cembali”, per il quale si sono attivate diverse realtà: ABN Wind Energy, Alfano energia, E. Marinella, GSN, Iterga Costruzioni Generali, Pecorella marmi, Progenia Srl, Ranieri Impiantistica, Servizi Integrati, Scuotto Impianti Elettrici, Empire Building e Seawave maritime. 

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«L’azione di MACS è fondamentale, – ha concluso Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli – il partenariato pubblico-privato è determinante oggi per proteggere lo sterminato patrimonio monumentale che noi abbiamo. Il contributo dei privati è necessario ed è anche una forma di partecipazione civile. Mettere insieme il privato con l’amministrazione significa avere i cittadini protagonisti della valorizzazione della propria città. Inoltre oggi abbiamo consegnato il cantiere all’impresa per il progetto di riqualificazione dei due lotti della Villa Comunale».

A coordinare la realizzazione dei lavori è stata Lina Iadevaia, direttore dei lavori di restauro Matteo Salzano De Luna e responsabile della sicurezza Giorgio Salzano De Luna.

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