- sabato 5 agosto 2023, 17:05
Natan al Napoli, ecco chi è: attore mancato, fu a un passo dal ritiro
Un mese dopo l’avvio delle ricerche, il Napoli sembra aver individuato il nuovo difensore da regalare a Rudi Garcia per la prossima stagione. Sarà Natan Bernardo de Souza l’erede di Kim Min Jae: il brasiliano classe 2001 che piaceva già ai top club europei, ora è a un passo dalla chiusura con il club azzurro per affiancare Amir Rrahmani e diventare il nuovo pilastro della difesa napoletana.
Chi è
Natan nasce nel febbraio del 2001 a Itapecerica da Serra, comune dello stato di San Paolo. La famiglia si trasferisce presto a Serra, nel comune di Espirito Santo, con mamma, papà e quattro figli. Felipe, il maggiore dei fratelli del calciatore, è affetto da una paralisi e costretto alla carrozzina per un incidente da bambino. Uno sprone in più per lo stesso Natan - 188 centimetri con un educato piede mancino - che non smette mai di ricordare il fratello e dedicare a lui ogni step della sua carriera.
La carriera
Comincia giovanissimo il suo percorso calcistico. A 7 anni è già in campo con la maglia della Escolinha Aert, poi passando per Rio Branco e Porto Vitoria. Le prestazioni tra i giovanissimi accendono la lampadina del Ponte Preta: sarà il primo vero amore calcistico della sua vita, ma come ogni amore nasconderà una forte delusione. A 15 anni, infatti, dopo appena una stagione in squadra, il club brasiliano lo svincola e lui pensa di lasciare il calcio. La rinascita gliela regala il Flamengo, che qualche mese dopo lo accoglierà a braccia aperte: è il primo passo verso la risalita. Gli elementi sono due: trova fiducia e continuità con i rossoneri e dall’altra parte cambia ruolo. Nato come terzino sinistra, cresce e diventa un centrale affidabile in difesa. Diventa capitano delle squadre giovanili e vince tutto nella categoria, guadagnandosi anche la chiamata della nazionale verdeoro Under 20.
La svolta
Il Covid diventa un’opportunità per il giovane Natan, che esordirà tra i “grandi” proprio nel settembre 2020: la prima volta arriva nel pareggio 1-1 in campionato contro il Palmeiras. L’ottimo impatto porta il Flamengo a confermarlo e rinnovarlo: firma il nuovo contratto fino al 2024 con una clausola rescissoria da 70 milioni per evitare le prime avances dei top club sudamericani e europei. Le ottime prestazioni portano su di lui il Bragantino: nel 2021 passa in prestito al club che è ormai diventato parte integrante della famiglia Red Bull, pronto a acquistarlo definitivamente un anno più tardi per quasi 4 milioni di euro. Con il Bragantino non ha bisogno di ambientarsi: è diventato subito protagonista, raggiungendo anche la finale della Copa Sudamericana 2021 (persa poi 0-1 contro l’Athletico Paranaense) e affermandosi tra i calciatori più importanti della squadra.
Il mercato
Le prestazioni oltre oceano non restano confinate al Brasile. Da un paio d’anni, ormai, il nome di Natan Bernardo de Souza è sul taccuino dei più importanti scout europei. Un anno fa avrebbe potuto dire sì al Barcellona - sempre attento ai giovani brasiliani di talento - o anche alla Roma di Mourinho. Anche il Verona sembrava interessato al calciatore. Di trattative ce ne furono poche, però, e soprattutto la sembre ambiziosa scuderia Red Bull non sembrava pronta a lasciarlo partire. Il Napoli di De Laurentiis potrebbe convincere il Bragantino con una offerta da 10 milioni (e al calciatore un ingaggio di poco superiore al milione di euro annuo), ma anche il Flamengo potrebbe esserne felice: il club rossonero infatti conserva il 12% sulla futura rivendita del calciatore.
La curiosità
Le sue caratteristiche in campo sono chiare: non ha mai dimenticato come si fa il terzino, ma il quasi metro e 90 di altezza lo hanno fatto affermare come centrale di alto rendimento. Nella stagione in corso in Brasile ha messo insieme 26 presenze tra campionato e coppe brasiliane, partendo per 23 volte da titolare. Da bambino, però, la strada poteva essere diversa: dopo il trasferimento familiare, infatti, conobbe il calcio ma anche e soprattutto la il teatro, che diventa una vera passione. Tra un allenamento e l’altro, ha recitato da giovanissimo in diversi spettacoli delle locali comunità religiose della zona prima di dire definitivamente sì al pallone. Un lungo viaggio che oggi lo porta fino a Napoli.
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