- sabato 20 dicembre 2025, 00:20
PagoPa a Zecca e Poste per mezzo miliardo
L'Istituto poligrafico e Zecca dello Stato (Ipzs) e Poste italiane hanno acquistato dal ministero dell'Economia, per 500 milioni di euro, l'intero capitale sociale di PagoPa. Si tratta della società incaricata dal Mef di spingere la digitalizzazione della Pubblica amministrazione e che gestisce diversi servizi e piattaforme (in primis di pagamento) per dialogare con la Pa, tra cui l’app Io.
Proprio sull’app Io, nella sezione Portafoglio, c’è l’It-Wallet (gestito assieme al Dipartimento di Palazzo Chigi per l’Innovazione, guidato dal sottosegretario Alessio Butti) e uno degli obiettivi della nuova gestione sarà velocizzarne lo sviluppo. Con più documenti online nel 2026 dopo tessera sanitaria, carta della disabilità e patente. Ipzs avrà la quota di maggioranza del 51%, mentre Poste avrà il 49%.
LO SLANCIO
Il via libera all’operazione era nell’aria da qualche mese, ma è arrivato a sorpresa prima di Natale, mentre gli analisti prevedevano un closing solo all’inizio del prossimo anno.
«L’acquisizione di PagoPa - fa sapere l’Istituto poligrafico in una nota - rappresenta un investimento di natura strategica, con l’obiettivo di efficientare e semplificare la gestione dei servizi digitali pubblici, dall’identità ai pagamenti, e sviluppare il sistema It-Wallet», a cui si potrebbe legare nei prossimi anni anche l’euro digitale.
D’altronde già lo scorso 3 novembre l’Ipzs aveva indicato come direttore generale Maurizio Fatarella, già dg proprio di PagoPa: una scelta compiuta per garantire continuità operativa e strategica nell'azienda. «L’ingresso in PagoPa è una scelta industriale - aggiunge l'ad di Ipzs, Michele Sciscioli - l’Istituto porta competenze, affidabilità e una solida cultura della sicurezza. Puntiamo ad accelerare in modo concreto l’evoluzione dei servizi pubblici. Più efficienza per lo Stato, più fiducia per cittadini e imprese». «L'operazione - chiarisce però Poste italiane - è sospensivamente condizionata all'autorizzazione dell'Antitrust, alla quale sarà tempestivamente comunicata ai sensi della disciplina sul controllo delle concentrazioni tra imprese». Proprio l’Antitrust aveva fatto alcuni rilievi nei mesi scorsi sull’operazione (così anche l’Abi) e aveva chiesto che la cessione avvenisse con una gara. Il governo aveva invece imposto a Poste di entrare con una quota di minoranza. L'operazione rientra nel piano di privatizzazione dell’esecutivo per recuperare 20 miliardi entro la fine del 2026. L’obiettivo, per la società guidata dall’ad Matteo Del Fante, è «generare valore per l'Italia e per Poste italiane, attraverso il rafforzamento del processo di trasformazione digitale e il miglioramento dell'esperienza dei cittadini. Vogliamo favorire la diffusione capillare dei servizi e dei pagamenti digitali, contribuendo al tempo stesso a ridurre progressivamente il digital divide».
I NUMERI
PagoPa gestisce alcune delle principali piattaforme tecnologiche abilitanti la trasformazione digitale della Pa (tra cui la piattaforma pagoPa per i pagamenti elettronici) e fornisce soluzioni avanzate a servizio del Paese, rappresentando il raccordo tra cittadini, operatori privati e Pubblica Amministrazione. Dal 2016 la piattaforma pagoPa ha gestito oltre 1,8 miliardi di transazioni, per un valore di 400 miliardi (con una crescita esponenziale dal 2020 a oggi). L’importo medio delle transazioni è di 212 euro ognuna. Il fatturato della società PagoPa nel 2024 ha raggiunto i 117,8 milioni (+52% rispetto al 2023) e quest’anno potrebbe salire fino a quota 232 milioni.
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