immagine Pd, De Luca e Schlein verso la tregua forzata: «Ora basta polemiche»
  • di Dario De Martino
  • giovedì 27 giugno 2024, 07:29

Pd, De Luca e Schlein verso la tregua forzata: «Ora basta polemiche»

Qualcosa sta cambiando tra Vincenzo De Luca e il Partito democratico a guida Elly Schlein. Non è scoppiato di certo l’amore. Ma non c’è nemmeno quel clima gelido e velenoso, fatto di attacchi e contrattacchi, che ha caratterizzato la prima parte della segreteria Schlein. Ed è qualcosa in più di tregua, visto che le liti pubbliche, che tra fine 2023 e inizio 2024 si ripetevano un giorno sì e l’altro pure, si sono fermate ormai da mesi. Questione di riconoscimento dei rispettivi ruoli. La leadership della deputata di Lugano non è più in discussione, a maggior ragione dopo i risultati delle elezioni europee ed amministrative.

Ma pure la forza elettorale di De Luca è un elemento da non tenere in secondo piano. Se sotto il Garigliano il Pd, come dicono i risultati delle ultime elezioni, riesce a far meglio di Fratelli d’Italia, è anche grazie al contributo di quelli che Schlein chiamava «cacicchi», a cui è evidentemente difficile rinunciare. È vero pure, però, che i nodi sono ancora tutti lì. A partire dal terzo mandato e dal congresso regionale del partito. Questioni concrete, per le quali De Luca e i suoi hanno particolare interesse, che sono ancora lontane dall’essere risolte. Ma di concreto c’è anche la partecipazione del governatore alla manifestazione romana organizzata dalle opposizioni il giorno dopo l’approvazione dell’autonomia differenziata. E proprio il secco «no» al ddl Calderoli sembra essere l’elemento che unisce le parti.

Anche Dagospia ha notato un clima più sereno. Fino a immaginare che tra le parti le questioni siano davvero appianate: «Elly ha deciso di riappacificarsi con De Luca e usarlo come ariete contro l’autonomia differenziata». Sicuramente la segretaria avrà apprezzato la partecipazione, non scontata, del governatore alla manifestazione. De Luca in quell’occasione rivendicò il primato nell’opposizione al ddl Calderoli ricordando la sua manifestazione di febbraio, ma salutò con favore l’attenzione del suo partito alla questione: «Quattro mesi fa, quando abbiamo riempito la piazza eravamo soli. Oggi vedo consapevolezza, ed è bene che ci sia».

Dichiarazioni molto lontane dagli attacchi che si registravano a fine 2023. La presentazione del libro “Nonostante il Pd” in giro per l’Italia era un’occasione quasi quotidiana di attacchi dell’ex sindaco di Salerno al suo partito. Ma l’ultimo affondo di De Luca si registra il 22 marzo a Pozzuoli. Sono passati ormai tre mesi. Fino all’anno scorso, tra un attacco e l’altro, non trascorrevano nemmeno due giorni. D’altronde, da marzo in poi, la leadership di Schlein è andata via via rafforzandosi. La leader di Lugano è riuscita, nonostante tutto, a comporre le liste per le Europee senza creare troppi malumori.

E pure De Luca, seppur senza scendere personalmente in campo ma con una presenza importante in campagna elettorale del figlio Piero (deputato dem), non ha avuto da ridire sulle candidature. Ma soprattutto il risultato delle urne ha praticamente blindato la posizione della segretaria. Elementi che avranno fatto capire al governatore che non avrebbe potuto sperare in un cambio al timone del Pd per ragionare sul terzo mandato, tema sul quale dovrà obbligatoriamente confrontarsi con la leader. Ma non solo. De Luca, nel frattempo, ha spostato tutte le sue attenzioni sugli attacchi al Governo sui nodi dell’autonomia differenziata e dei fondi sviluppo e coesione. Questioni, queste ultime, su cui ha trovato nei dem una sponda importante, seppur vorrebbe più mordente da parte del Pd sull’accordo dei fondi Fsc per la Campania.

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Tutto rose e fiori allora? Certo che no. Di nodi al pettine ce ne sono ancora molti. Il primo da affrontare sarà quello del congresso regionale. Dopo la campagna elettorale per le primarie in cui De Luca sostenne Bonaccini, il primo di atto di Schlein da segretaria fu proprio il commissariamento del Pd campano. È passato ormai oltre un anno e di congresso ancora non si parla. All’inizio De Luca attaccò duramente la nomina di Antonio Misiani, pian piano il clima si è smorzato ma in molti all’interno dei dem vorrebbero la celebrazione del congresso almeno dopo l’estate. L’altro tema, forse il più rilevante, è ovviamente il terzo mandato.

Tanti i nodi, in particolare quelli politici. Domani Schlein incontrerà Giuseppe Conte e Gaetano Manfredi. Incontro simbolo di quel “campo largo” che è il vero obiettivo politico di Schlein. Anche il sindaco di Napoli sta avendo i suoi grattacapi nei rapporti con De Luca, che tra l’altro ha vecchie ruggini anche con il M5S. Si può conciliare tutto ciò? Pare difficile, ma «la politica è l’arte del possibile» insegnava Otto von Bismarck. E alle regionali manca più di un anno. E sicuramente il clima, tra De Luca e il suo partito, è molto meno ostico di qualche mese fa.

 

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