immagine Pensioni, sbloccato il Tfr per l’assegno di scorta: mossa a favore dei giovani, ecco come cambiano
  • di Andrea Bassi
  • martedì 23 dicembre 2025, 23:54

Pensioni, sbloccato il Tfr per l’assegno di scorta: mossa a favore dei giovani, ecco come cambiano

Quando si parla di previdenza, spesso si dimentica un aspetto cruciale: i giovani, intrappolati nel sistema contributivo, rischiano assegni pensionistici molto più bassi rispetto alle generazioni precedenti.

Addio al sistema retributivo

I padri erano abituati a un meccanismo che garantiva una pensione quasi uguale all’ultimo stipendio, insieme alla liquidazione del Tfr. Ma quel modello, basato sulla sostituzione diretta tra salario e pensione, appartiene ormai al passato.

Chi va in pensione oggi con il sistema contributivo riceve un assegno calcolato sui contributi versati e sugli anni di lavoro. La differenza tra pensione e ultimo stipendio può essere notevole.

La spinta alla previdenza complementare

Negli ultimi anni, i governi hanno provato a incoraggiare i giovani lavoratori a destinare il Tfr alla previdenza integrativa. Ma in Italia ci sono ancora poco più di undici milioni di posizioni aperte nei fondi pensione: una cifra considerata bassa.

Ora la manovra introduce una novità decisiva: dal prossimo luglio, entra in vigore il silenzio-assenso per il Tfr. Chi sarà assunto dalla prossima estate dovrà dichiarare esplicitamente se vuole mantenere il Tfr in azienda; altrimenti, finirà automaticamente in un fondo pensione di categoria.

Le nuove regole: profili di investimento e flessibilità

La riforma prevede anche che il Tfr destinato ai fondi dai giovani lavoratori venga collocato inizialmente in un comparto di investimento più «aggressivo», con una quota maggiore di azioni e obbligazioni per sfruttare le potenzialità di crescita dei mercati nel lungo periodo. Avvicinandosi all’età pensionabile, invece, il capitale maturato sarà trasferito in comparti più «prudenti».

Si tratta di un sistema cosiddetto «ciclo di vita», pensato per massimizzare i rendimenti nelle prime fasi della carriera e proteggerli progressivamente in vista della pensione. In passato, la maggior parte dei lavoratori che spostava il Tfr nei fondi sceglieva opzioni a bassissimo rischio, con rendimenti quasi nulli: una strategia poco efficace.

Un’altra novità riguarda la flessibilità di accesso al capitale accumulato: la manovra aumenta dal 50 al 60 per cento la quota che può essere prelevata tutta in una volta al pensionamento.

Più libertà nella scelta della rendita

Adesso, è anche possibile optare per una rendita temporanea e non solo vitalizia: se si sceglie un’erogazione a durata definita, in caso di premorienza il capitale residuo non resta al fondo, ma può tornare agli eredi o essere ritirato in tempi più brevi.

Incentivi fiscali e contributivi

In materia fiscale, la manovra porta nuovi vantaggi: ai contributi volontari versati oltre al Tfr si aggiunge l’1% della retribuzione mensile versato dall’azienda. Inoltre, lo Stato consente la deduzione fiscale dei contributi volontari fino a 5.300 euro l’anno (prima erano 5.165). Grazie a questo meccanismo, il risparmio fiscale può variare dal 33% al 43% in base all’aliquota Irpef.

Non è poco: la nuova legge vuole dare finalmente ai giovani strumenti e incentivi per integrare una previdenza pubblica sempre più debole e incerta.

  • Approfondimenti
  • Annunci correlati

Trilocale, viale Aurelio Saffi

1.400 €
Affitto Trilocale a Roma (RM)
102 m2 3 stanze 2 bagni TRASTEVERE: ELEGANTE PIANO RIALZATO CON GIARDINO APPENA RISTRUTTURATO UBICAZIONE: centrale e servita dalle principali infrastrutture urbane e di quartiere (stazioni FS e Metro...

IlMessaggeroCasa.it