immagine Pnrr a Napoli, partono i cantieri: così tra porto e ferrovia traffico merci più veloce
  • di Antonino Pane
  • martedì 20 agosto 2024, 07:18

Pnrr a Napoli, partono i cantieri: così tra porto e ferrovia traffico merci più veloce

Altre due grandi opere strategiche saranno avviate da settembre nel porto di Napoli per completare quel complesso programma infrastrutturale finanziato per ben 361 milioni di euro con fondi complementari al Pnrr. Questo è il più tangibile segno di inversione di tendenza e del cambio di paradigma che porta oggi il porto di Napoli, insieme a quello di Salerno e Castellammare, a conseguire target fino ad oggi considerati inarrivabili. Quelli di prossimo avvio sono due interventi attesi da molti anni e che, per diversi motivi, non hanno mai visto la luce: il primo riguarda il collegamento del Terminal di Levante alla rete ferroviaria nazionale, il secondo la costruzione di un grande parcheggio interrato collocato in area portuale a ridosso di Via Colombo e a due passi da piazza Municipio. Entrambe opere di vitale di importanza non solo per il porto ma per la Città. Ma andiamo con ordine.

La darsena di levante

Il primo dei due interventi, del valore di 20 milioni di euro, consentirà di collegare alla rete ferroviaria nazionale la parte di levante del porto; parliamo di un'area di circa 260 mila metriquadri (attualmente accessibile solo dalla viabilità urbana) dotata di una banchina di 650 metri e che ha già assorbito nei precedenti 20 anni oltre 200 milioni di euro di risorse pubbliche ma che per l'assenza dei collegamenti alla rete ferroviaria ed alla rete autostradale è rimasta per lungo tempo una cattedrale del deserto. Oggi quest'area ha ripreso vita ed accoglie, almeno fino al 2026, le aree di cantiere delle opere di prolungamento e rafforzamento della diga foranea e di ripristino della cassa di Vigliena. Appena conclusi questi cantieri, grazie al collegamento ferroviario ed alla nuova viabilità di raccordo, questa area potrà accogliere finalmente un grande terminal contenitori anche delocalizzando il terminal Petroli.

Il Ministero dell'Ambiente già nel 2008 impose la realizzazione dei raccordi ferroviari senza i quali il terminal non avrebbe potuto diventare operativo. Per comprendere l'importanza di quest'opera per la città ed il territorio retrostante bisogna ripercorrere lo scenario programmatico del nuovo Piano Regolatore Portuale: la costruzione di un grande terminal contenitori e la delocalizzazione a levante del terminal petroli consentirà di liberare quei moli (Il Bausan e Flavio Gioia) posti al centro del porto, che invece saranno destinati ad accogliere il traffico Ro-Ro, liberando così l'area monumentale del porto - quella tra piazza Municipio e l'Immacolatella Vecchia - dal traffico di autotreni, contribuendo insieme al Cold Ironing con la diluizione delle emissioni a generare quei benefici ambientali tanto attesi e rendendo possibile la pedonalizzazione dell'area del porto posta a ridosso di piazza Municipio; un'area che insieme alla Stazione Marittima, al terminal Beverello ed alla stazione della Metro, verrà definitivamente consacrata al turismo.

Per questo gli operatori del terminal petrolifero si sono impegnati a propria spese e sotto la regia della Port Autority, a delocalizzare il fascio tubiero che intercetta il fuso di binari. Anche la Nuova Meccanica Navale, preso atto del prevalente interesse pubblico, non si è opposta alla demolizione di uno dei più importanti edifici del proprio compendio cantieristico, così come la Port Autority non ha esitato a revocare al Comune di Napoli, alla Conateco ed alla Soteco quelle aree interessate dal progetto. Tutti orientamenti tesi alla conquista di un risultato giudicato, evidentemente, strategico per l'asset marittimo partenopeo Un vero e proprio evento storico per il porto, tenuto conto che negli ultimi venti anni i veti incrociati non avevano consentito l'apertura dei cantieri che oggi sono una realtà. L'opera sarà realizzata dall'RTI formata dal Consorzio Stabile Medil di Benevento e la partenopea Iterga Costruzioni.

Il parcheggio interrato

L'altro grande intervento riguarda un parcheggio monopiano, completamento interrato, esteso per oltre 15 mila metriquadri e capace di ospitare 420 posti auto nell'area collocata tra Via Colombo e l'edificio opera di Marcello Canino, meglio noto come Magazzini Generali. Quest'opera che è finanziata per 26 milioni di euro ma prevede altre importanti estensioni. I lavori sono stati assegnati all'RTI costituita dalla Brancaccio Costruzioni, dalla Icomes e dalla trevisana ICOP.

Anche in questo caso non sono mancate e non mancheranno le difficoltà operative, sia per effetto dell'inserimento dell'opera in un contesto paesaggistico che non potrà trascurare la futura destinazione dell'edificio Magazzini Generali (ad oggi ancora non definita), sia per ragioni tecniche (l'opera prevede un aggottamento di oltre 48 mila metricubi di acqua), sia infine per garantire costantemente i collegamenti tra la parte orientale ed occidentale del porto, sia per salvaguardare le attività del terminal Gnv e degli operatori addetti alle attività di Parking.

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Il Presidente Andrea Annunziata assiste compiaciuto all'avvio dei tanti cantieri e snocciola con orgoglio i tangibili risultati raggiunti in questi anni: «In 36 mesi abbiamo fatto progetti, assegnato gare ed aperto cantieri per oltre 500 milioni di euro. Un risultato ragguardevole raggiunto grazie all'importante lavoro svolto dal Segretario Generale e di quella parte della struttura della Port Autority che ha creduto nella possibilità di una svolta e di un cambiamento. Questo è stato possibile anche per l'attenzione che abbiano ricevuto dalla Regione e dal Ministero dei Trasporti. A tutti operatori inclusi il mio più sentito ringraziamento».

Giuseppe Grimaldi commenta così: «Sono stati anni di durissimo e intenso lavoro svolto insieme ad una comunità, quella degli imprenditori ed armatori dei nostri porti, che ha dimostrato con i fatti di tenere più all'interesse pubblico che a quello privato. Anche io ringrazio quanti in questi mesi hanno dedicato tante energie per dar vita a cantieri che da qui a qualche anno segneranno un cambio epocale per il nostro territorio».

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