- venerdì 21 giugno 2024, 06:54
Pnrr, la sfida di Napoli: a tempo di record cantieri per 751 milioni
Il Pnrr è l’alta velocità dello sviluppo e Napoli sta mantenendo il passo. Il Comune guidato dal sindaco Gaetano Manfredi ha messo a terra cantieri per 751 milioni sul miliardo e 100 milioni in dotazione, la differenza è già stata cantierizzata in precedenza, sostanzialmente ha esaurito la spesa.
La cultura è uno degli asset e da Roma il ministro Sangiuliano ha fatto sapere che i 4 miliardi del suo dicastero sono stati assegnati tutti, 120 milioni sono andati a Napoli all’Albergo dei Poveri. Che diventerà l’hub culturale più grande d’Europa. Sangiuliano 48 ore fa - a vantaggio dei giovani imprenditori - ha erogato 188 milioni per 2779 piccole e medie imprese. Una parte è andata anche a Napoli e alla Campania. Sangiuliano ieri ha incontrato il presidente degli industriali napoletani Costanzo Jannotti Pecci: «Al centro dell’incontro - si legge nella nota del Mic - i temi della rigenerazione urbana e della tutela del paesaggio alla luce dei nuovi assetti normativi nazionali e regionali che incideranno sulle future sfide delle città e dei territori». Insomma, i cantieri si accendono e Napoli ha la sua robusta quota.
Una cascata di Euro
Con il Pnrr il Comune ha messo in campo 73 progetti tutti operativi per un valore - è bene sottolinearlo - di 751 milioni. Tenendo ben presente due cose: che la data di consegna dei cantieri è inderogabilmente giugno 2026. E che il Pnrr - assieme al Patto per Napoli e al recentissimo stanziamento del Governo per Bagnoli da 1,2 miliardi - sono l’ultima chiamata per fare lo scatto verso lo sviluppo. «Su Bagnoli - spiega Manfredi - entro il 2029 tutte le bonifiche saranno completate». Poi rassicura sullo stop di alcuni cantieri per un problema di interdittiva - per una vicenda che riguarda Salerno - a una delle principali aziende che opera con il Pnrr: «Il blocco è stato di qualche settimana, abbiamo tutto il margine per recuperare nei tempi previsti dal Pnrr. Abbiamo cercato di concentrare in queste poche settimane anche delle attività progettuali che erano necessarie e che sono state completate». I tre piani di investimenti – Pnrr, Patto per Napoli e Bagnoli - valgono nell’insieme ben 3,6 miliardi.
La scuola
Sulla scuola il Comune si è concentrato su 28 asili per renderli antisismici e dotarli di palestre. Investimenti per 83 milioni. A questi si aggiungono però altri 75 milioni arrivati dalla Città metropolitana di cui è sempre presidente Manfredi. A Napoli è partito un maxi piano per il pianeta scuola.
Rigenerazione urbana
Riqualificare, recuperare e valorizzare quello che già esiste è il filo conduttore del Pnrr per ridurre le disuguaglianze e i divari sud-nord ma anche sud-sud. Se si tolgono - questo il ragionamento - le persone da condizioni di degrado, da case fatiscenti e si ricostruisce un contesto urbano positivo migliore la coesione sociale. Ed è questa l’operazione messa in campo a Scampìa dove Gomorra è in via di smantellamento. Ora già è parzialmente “Un nuovo ecoquartiere nell’area dell’ex lotto M quello delle Vele. Ne resterà in piedi una sola e sarà utilizzata per scopi istituzionali. L’obiettivo è riqualificare le infrastrutture e la logistica dell’intera area, nonché creare nuovi servizi per i cittadini, trasformando così un territorio particolarmente vulnerabile in smart city e realtà sostenibili. Gli interventi finanziati prevedono la realizzazione di 215 alloggi, un complesso scolastico e l’attrezzatura di interesse pubblica. È inoltre finanziata la realizzazione di opere di urbanizzazione primaria come sottoservizi, viabilità, pubblica illuminazione, parcheggi. La cifra messa in campo è di 85 milioni ai quali se ne devono aggiungere altri 40 già finanziati da fonti nazionali. Lo stesso schema a Taverna del Ferro un orrore affacciato sul mare e con di fronte il Vesuvio le cui operazioni di demolizione e ricostruzione sono già iniziate da tre mesi. Siamo nell’area est a San Giovanni a Teduccio quartiere noto come “il Bronx”. L’investimento è di ben 65 milioni per quello che riguarda il Pnrr più 42 milioni aggiuntivi dal bilancio dello Stato. Perché il Pnrr ha un effetto moltiplicatore se lo si sa usare. Il progetto prevede la sostituzione delle due file di “mostri di cemento” con 28 edifici di media dimensione, a scala umana.
I trasporti
La transizione ecologica passa per una mobilità sostenibile. L’investimento è di quasi 300 milioni. Soldi con i quali sono stati acquistati 256 bus elettrici - molti già sono nei parcheggi dell’Anm - costati 144 milioni. Collegato all’acquisto degli autobus elettrici un altro stanziamento da 36 milioni per adeguare depositi di Anm a ospitare questi nuovi mezzi. Progetto che si articola in tre linee di intervento: la realizzazione delle infrastrutture di ricerca, adeguamento di opere civili e opere per l’alimentazione degli stessi bus. Per il complemento della flotta della Linea 1 della metro c’è l’acquisto di ulteriori 3 treni che si aggiungeranno entro il 2026 agli altri 20 già ordinati di cui 10 in funzione il costo è di 41,5 milioni. La stessa operazione - 30 milioni -è in atto per l’acquisto di 3 treni per la linea 6 che inizierà l’esercizio a luglio. Per l’ampliamento del deposito dell’officina della Linea 1 a Piscinola calati a terra altri 68 milioni. Per rifare la linea del tram - inclusi l’acquisto di 5 tram - che va da San Giovanni a piazza Sannazaro investiti 45 milioni.
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