- mercoledì 19 giugno 2024, 08:00
Porti, sfida competitività: 40 milioni per la Campania
Alimentazione da terra per le navi da crociera. I porti di Napoli e Salerno saranno tra i primi in Italia a essere dotati di impianti «cold ironing» che consentiranno l'utilizzo di energia elettrica fornita da terra. I lavori inizieranno nel giro di un paio di settimane: dopo l'avvio del cantiere per il prolungamento della diga foranea Duca d'Aosta, un'altra importante tappa del Pnrr prende quota.
I lavori dovranno essere ultimati entro la fine del 2026. Per gli impianti di «cold ironing» il Piano nazionale di ripresa e resilienza ha finanziato 25 milioni di euro al porto di Napoli e 15 a quello di Salerno: in tutto 40 milioni. A Napoli l'elettrificazione riguarderà in massima parte il molo Angioino, quello dove attraccano le navi da crociera che sono quelle più avanti nella possibilità di sfruttare l'energia da terra. A Napoli saranno costruiti tre attracchi alla stazione marittima delle crociere, sul molo Angioino con una potenza di 45 megawatt, per ricaricare contemporaneamente fino a tre navi. A Salerno, invece, sarà fornita l'area della nuova stazione marittima. In futuro bisognerà prevedere impianti di fornitura anche per i traghetti visto che anche gli armatori di questo comparto cominciano ad investire su nuovi processi tecnologici.
La sostenibilità
Le navi da crociera, per ora, almeno per quanto riguarda le flotte che scalano i porti del Mezzogiorno, sono più avanti. Quelle che fanno da punto di riferimento, al momento, utilizzano motori elettrici e generatori di corrente che funzionano a gnl, gas naturale liquefatto. Riuscire ad alimentare queste navi da terra significa, in buona sostanza, spegnere i generatori di bordo e collegare gli impianti alla rete elettrica della banchina. In bel salto in avanti laddove si consideri che siamo arrivati a nave con oltre seimila passeggeri e con più di duemila persone di equipaggio. Una vera e propria città, insomma, capace di restare illuminata e con tutti i servizi attivi pur spegnendo i generatori di bordo. Si queste navi è già iniziata anche la sperimentazione delle cellule a combustibile spinte fino al punto di illuminare con l'idrogeno piccole aree della nave. I porti campani e più in generale i porti del Sud hanno beneficiato per il 43,1 per cento delle risorse stanziate per la portualità dal Piano nazionale di ripresa e resilienza: un bel risultato laddove si consideri che Nord e Centro, insieme, si sono fermati al 56,9 per cento. Tradotto in cifre significa che i porti del Mezzogiorno hanno a disposizione 1 miliardo e 300 milioni di euro. Complessivamente il Nord e il Centro 1 miliardo e 600 milioni di euro. E, per i nostri porti, queste disponibilità di risorse per l'ammodernamento infrastrutturale e tecnologico nonché per l'avanzamento dei criteri di sostenibilità, significano che Napoli dispone di una dotazione di 241 milioni di euro e Salerno 120 milioni di euro. Insomma, una opportunità da cogliere al volo grazie all'impulso proveniente dal Recovery plan.
Assunzioni e indotto
Ricordiamo, anche al netto dei benefici che si registreranno ad opere ultimate, la fase di cantierizzazione (che durerà circa tre anni e dovrà necessariamente concludersi nel dicembre 2026) produrrà un'occupazione diretta non inferiore a 900 unità ed una occupazione nell'indotto locale di oltre 2700 addetti. Cifre queste che sono state determinati sulla base dei valori minimi obbligatori per le verifiche di congruità della manodopera indicati dal Decreto ministeriale 143/2021. Ma in Adsp sono certi che in realtà si arriverà a un impegno di personale tecnico e manodopera molto superiore se si pensa che sono incorso ulteriori cantieri per oltre 140 milioni di euro e che la Port Autority ha candidato ai fondi Fesr 2021-2027 ulteriori 198 milioni di euro. Insomma - come più volte ha sottolineato lo stesso segretario generale Giuseppe Grimaldi - «si tratta di un dato formidabile per l'occupazione della nostra regione». Ma non basta. In questi anni l'Autorità di Sistema Portuale, dopo aver elaborato e portato alla approvazione del ministero dei Trasporti il documento di pianificazione strategica cioè il documento Programmatico di Sistema Portuale, sta lavorando alla definizione dei Piani regolatori portuali dei porti di Napoli, Salerno e Castellammare. E anche in queste procedure c'è il più ampio coinvolgimento degli stakeholders che guardano con crescente interesse alle prospettive di consolidamento della portualità campana. Tutto è ormai pronto e i documenti tecnici sono in fase di invio alle autorità competenti, mettendo fine ad una indecorosa condizione che vede per i porti della Campania ancora vigente una pianificazione che risale a 65 anni fa.- Annunci correlati

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