- giovedì 19 ottobre 2023, 23:48
Procura, Gratteri giura a Napoli poi l’incontro con i pm: «Resterò decisionista»
Si chiude questa mattina la lunga vacatio ai vertici della Procura di Napoli. Questa mattina, ore 12, sala Arengario, c’è il giuramento di Nicola Gratteri, nuovo procuratore di Napoli e ormai ex capo dell’ufficio di Catanzaro. Sono attese centinaia di persone, tante personalità del mondo giudiziario. Diciannove mesi di reggenza dopo, dunque, un nuovo corso. Che inizia nel pomeriggio della stessa giornata di domani. Giusto il tempo di mangiare, probabilmente in ufficio, che alle 15 è convocata una riunione tra Gratteri e i suoi cento e passa pm. Un primo confronto, che segue una serie di contatti via whatsapp, attraverso una chat creata ad hoc per rendere più rapide le comunicazioni interne. Ieri a Catanzaro, Gratteri ha spiegato ai giornalisti: «Andrò a Napoli con umiltà. Parlerò con tutti e ascolterò tutti. Poi il mio compito sarà quello di fare la sintesi ed essere decisionista, come sempre. Dopo la mia nomina - ha aggiunto Gratteri - sono stato già più volte alla Procura di Napoli. L’impressione che ne ho ricavato è che si tratta di una struttura complessa, con magistrati preparati anche anziani che hanno ormai una loro impostazione. Dialogherò con tutti, ma poi, a un certo punto, dovrò cominciare ad adottare le mie decisioni e dare i miei indirizzi. Altrimenti non avrebbe senso la mia presenza a Napoli».
Il giuramento avviene dinanzi a una sezione del Tribunale di Napoli guidata dal presidente Elisabetta Garzo, al cospetto dei vertici dell’ufficio, del Consiglio dell’ordine degli avvocati e della Camera penale. Presente a Napoli, anche il procuratore generale di Catanzaro, il magistrato napoletano Giuseppe Lucantonio, che poche settimane fa ha accompagnato Gratteri in una prima visita informale negli uffici della sua nuova Procura. Per anni in forza alla Dda di Napoli, ex capo del pool mani pulite e antiterrorismo, il pg Lucantonio sarà accanto ad almeno una ventina di magistrati calabresi, ospiti a Napoli nel primo giorno di Nicola Gratteri. In una lettera di commiato, i magistrati di Catanzaro hanno ricordato la capacità di Gratteri di «renderli parte di un progetto, che ha messo al centro delle nostre attività quotidiane non soltanto la tutela dei diritti che caratterizza ogni ufficio giudiziario, ma anche la necessità di riportare nel distretto un clima di fiducia da parte dei cittadini».
Sposato, padre di due figli (che esercitano professioni non legate alla magistratura), Nicola Gratteri è il magistrato più a rischio d’Italia. Da decenni è nel mirino della ‘ndrangheta e delle cosche che ha contribuito a smantellare, colpendo duro contro boss, gregari e narcotrafficanti in giro per il mondo. Viaggia sistematicamente accompagnato da otto o dieci uomini di scorta, è scortato da quattro auto blindate. Ogni suo spostamento è monitorato, al netto di una vita sociale ridotta al lumicino, di fronte a ovvi motivi di sicurezza, ma anche per un carattere decisamente non mondano.
Da anni scrive saggi legati a vicende giudiziarie, (ha firmato decine di libri a quattro mani con il giornalista Antonio Nicaso), ama la lettura, gli studi, ma anche la campagna, la terra da arare. Non ha mai dimenticato le sue origini contadine e i sacrifici che hanno fatto i suoi genitori per consentire a lui e ai suoi quattro fratelli di studiare e conseguire lauree e specializzazioni. Una giornata quella di oggi che, almeno nelle intenzioni del procuratore di Napoli dovrebbe servire a stemperare in modo definitivo eventuali malumori e a suscitare la giusta dose di entusiasmo tra i magistrati napoletani.
- Annunci correlati

IlMessaggeroCasa.it
Scegli su quale social condividere questo contenuto con tutti i tuoi amici.