immagine Salerno, murales sfregiato di Giancarlo Siani: la stretta del Comune sui vandali
  • di Gianluca Sollazzo
  • giovedì 6 giugno 2024, 04:00

Salerno, murales sfregiato di Giancarlo Siani: la stretta del Comune sui vandali

Negli anni hanno colpito un po’ ovunque. Lasciando quella firma d’inciviltà che ha sfregiato i muri parlanti del poeta Alfonso Gatto. Prese di mira la street art del rione Fornelle e la scala dei Mutilati. Ma un po’ dappertutto in città spuntano veri e propri monumenti all’inciviltà come scritte offensive, indegne, contro i pro-vax, contro squadre di calcio. Sfregi alla pubblica decenza che il più delle volte sfociano nella totale mancanza di memoria storica.

Basti pensare all’ultimo raid vandalico che ha colpito l’altro ieri il murale del giornalista anticamorra Giancarlo Siani: scritte offensive che sono state già ripulite. Basta. La nuova bozza del regolamento comunale di Polizia urbana ha in serbo una stangata per i cosiddetti graffitari buontemponi, colpevoli di azioni vandaliche che trasudano ignoranza e mancanza di senso civico.

Graffiti, scritte con bombolette e gessi, immagini che oltraggiano la pubblica decenza e reputazione sono perseguibili penalmente e amministrativamente secondo quanto previsto da ben 4 articoli del regolamento comunale pronto ad essere varato e portato in consiglio comunale. Gli articoli che mettono nel mirino i vandali delle scritte sui muri sono il 6, il 13, il 15 e il 18. Alla denuncia penale si aggiungono multe dai 500 euro ai 100 euro.

L’articolo 6 che ha per oggetto i divieti inerenti «Pulizia ed igiene e pubblico decoro», vieta senza giri di parole di «deturpare e danneggiare edifici pubblici o privati e imbrattare con scritte non autorizzate, incidere, danneggiare in qualsiasi altro modo il patrimonio artistico, monumentale, storico della città, le aree riconosciute di interesse archeologico, le chiese e ogni altro luogo di culto e le mura stradali anche con manifesti, cartelli ed ogni altro strumento».

Chiunque contravviene a quanto previsto dall’articolo 6 è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria di 500 euro. I danneggiamenti con scritte sui muri degli edifici artistici sono sempre più frequenti a Salerno. Ne è un esempio recente quanto accaduto a marzo scorso, quando 5 ragazze adolescenti sono state identificate per aver sfregiato le mura esterne del Complesso di Santa Sofia in piazza Abate Conforti. Il comma 1 dell’articolo 13 della bozza del regolamento chiarisce che «al fine di tutelare il patrimonio comunale e non, è espressamente vietato: imbrattare in qualsiasi modo, anche con scritte, disegni, affissioni, o danneggiare monumenti, edifici pubblici o facciate di edifici privati visibili dalla pubblica via, pertinenze o infrastrutture; rimuovere, manomettere, imbrattare in qualsivoglia modo o fare uso improprio di sedili, panchine, fontanelle, attrezzi per giochi, barriere, manufatti stradali, segnaletica stradale, cartelli recanti indicazioni di pubblico interesse, dissuasori per il traffico e sosta e altri elementi d’arredo destinati a pubblici servizi o comunque di pubblica utilità».

In caso di violazione di questi divieti «fermo restando l’applicazione delle sanzioni penali ed amministrative previste dalle leggi in vigore e fatta salva e impregiudicata la facoltà dell’amministrazione di rivalersi a danno del trasgressore in sede civile o penale per il danneggiamento subito, chiunque viola le disposizioni del presente articolo è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria di 100 euro». L’articolo 15 va più a fondo del problema, chiarendo che in presenza di imbrattamenti ai palazzi privati «nel caso di scritte, graffiti, disegni o altro, comunque ingiuriosi, denigratori, offensivi ovvero minacciosi, che alludono alla sfera sessuale, alla etnia, alla religione, alle opinioni politiche, e alle condizioni personali e sociali, il proprietario o l’amministratore dello stabile ha l’obbligo dell’immediata cancellazione oppure copertura delle stesse, evitando in ogni caso imbrattamenti».

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E infine c’è l’articolo 18 che afferma «espresso divieto di compromettere in qualsiasi maniera, anche con manifesti, cartelli, scritte e ogni altro strumento non autorizzato, il patrimonio artistico, storico e monumentale della città, le aree riconosciute di interesse archeologico, le chiese e ogni altro luogo di culto». Per chi viola l’articolo 18 sono previste multe di 500 euro.

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