- giovedì 8 agosto 2024, 07:00
Scuola, rinnovato il contratto per dirigenti e presidi: aumenti medi di 260 euro
Definito l’aumento per i dirigenti dell’istruzione. Lo stipendio dei soli presidi aumenta di circa 260 euro e gli arretrati potrebbero arrivare già dai prossimi mesi. Ieri è stato firmato all’Aran, in via definitiva, il contratto collettivo nazionale dell’Area dirigenziale Istruzione e ricerca, per il triennio 2019-2021. Il Ccnl, che ha ricevuto la certificazione positiva della Corte dei Conti, riguarda circa 6.500 tra dirigenti di scuola, università, Afam e della ricerca e riconosce aumenti medi del 3,78%. Una parte degli aumenti è destinata alla retribuzione di risultato. Le singole amministrazioni potranno inoltre riconoscere ulteriori incrementi, fino ad un massimo dello 0,22% del monte salari.
I DETTAGLI
I dirigenti scolastici, la parte più consistente dei diretti interessati, avranno un incremento medio mensile di 260 euro con le risorse ordinarie e, inoltre, saranno utilizzabili anche le ulteriori risorse destinate dalle leggi di bilancio per il 2020 e il 2022, pari a 50 milioni di euro all’incremento del Fondo per la retribuzione di posizione e di risultato.
L’Anp, l’associazione nazionale dei presidi, entrando nel dettaglio sottolinea che lo stipendio tabellare aumenta da 45.260,73 euro a 47.015,73 e la parte fissa della retribuzione di posizione aumenta da 12.565,11 a 13.345,11. Quindi i dirigenti in servizio dal primo settembre del 2019 a oggi riceveranno arretrati per 10.270,35 lordi, corrispondenti a circa 6.000,00 euro netti, calcolati per il periodo da gennaio 2019 a agosto 2024. Ovviamente, come spiegano dall’Anp, l’importo preciso dipende dall’aliquota Irpef media applicata per gli arretrati riferiti agli anni precedenti. Cresce anche il Fondo unico nazionale: «Il Fun - spiega Antonello Giannelli, presidente Anp, soddisfatto dell'accordo raggiunto - viene incrementato di quasi 10 milioni di euro, a partire dal 1 gennaio 2021, e tutta la parte del fondo non utilizzata per l’incremento della parte fissa, che ammonta a circa 4 milioni di euro l’anno dal 2021, sarà riversata nel Ccnie consentirà aumenti della parte variabile della retribuzione di posizione e di risultato».
Nei prossimi mesi dovrebbero arrivare gli arretrati, per andare a compensare il ritardo della sottoscrizione del contratto. Oltre agli aumenti, decisamente attesi da parte della categoria, vanno evidenziate delle importanti novità in ambito normativo a cominciare dalla definizione della disciplina dell’istituto del lavoro agile, anche per i dirigenti per conciliare lavoro e famiglia, e dall’introduzione della figura del mentore: si tratta di un dirigente o professionista esperto che viene chiamato su base volontaria e ad affiancare - spiegano dall’Aran - il personale neo-assunto durante i primi mesi di servizio».
LE REAZIONI
Un mentore che accompagna i neo-presidi nel periodo iniziale. Sono state riviste inoltre la tutela nei confronti del personale affetto da gravi patologie, che richiede terapie salvavita, e la norma che regola i trasferimenti: con la mobilità interregionale i dirigenti scolastici potranno passare, nel limite del 60% dei posti disponibili annualmente, nei ruoli della regione richiesta, sempre nel rispetto della capacità di assunzioni e, dunque, dei contingenti dei posti regionali messi a concorso.
Il contratto è stato sottoscritto all’Aran, l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni, e si tratta della prima firma raccolta nella nuova sede di Roma: l’Agenzia infatti ha lasciato la sede storica di via del Corso per trasferirsi, dal 29 luglio scorso, in via Morgagni, dove ora si inizierà a lavorare per il contratto 2022-2024.
«Il contratto firmato oggi - spiega il presidente Aran, Antonio Naddeo - ribadisce il percorso di valorizzazione dei risultati raggiunti dai dirigenti, ponendo l’accento sulla graduazione della retribuzione accessoria. Questo contratto è l’ultimo della tornata contrattuale 2019-2021: un contratto importante per le diverse categorie rappresentate e che segna un deciso passo avanti verso la perequazione retributiva dei dirigenti scolastici nei confronti delle altre dirigenze. Ora possiamo concentrarci definitivamente sulla tornata contrattuale 2022-2024 e cercare di chiudere i rinnovi contrattuali, consci delle difficoltà che ci sono, ma fiduciosi che si possano portare a termine entro la fine dell’anno». Soddisfatti anche i sindacati: «Oltre all’aspetto economico, relativo all’aumento – ha spiegato Rosa Cirillo, responsabile nazionale Uil Scuola Dirigenti Scolastici – sono stati fatti passi in avanti nel telelavoro, sul fronte disciplinare e sulle assenze per malattia. Siamo soddisfatti, i dirigenti scolastici rappresentano una componente fondamentale della comunità educante». Sul piano del welfare integrativo, oltre al lavoro agile, è prevista anche l’estensione di particolari forme di congedo come quello per i genitori e quello per le donne vittime di violenza.
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