- giovedì 30 maggio 2024, 07:00
Sud, i porti e la logistica: le priorità strategiche nella nuova geopolitica
Sono rimasto particolarmente colpito da alcuni passaggi della intervista della Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni nella intervista rilasciata al Direttore Napoletano; mi riferisco in particolare a due precisazioni che riporto di seguito.
Le frasi
«Questo Governo ha messo il Mediterraneo al centro della nostra visione geopolitica, spingendo l'intera Europa a tornare a guardare al suo fronte Sud; in questo modo l'Italia è diventata centrale in una dinamica internazionale che comprende il Nord Africa ed il Mediterraneo allargato e in tal modo il Mezzogiorno è diventato il cuore pulsante di una nuova strategia».
«Penso alla maggiore centralità che il nostro sistema portuale e logistico può e deve assumere nei traffici marittimi europei e internazionali, alla necessità di sostenere la transizione energetica del trasporto marittimo».
Due passaggi che non solo testimoniano la volontà del governo a riconoscere il ruolo e la funzione della nostra offerta portuale ed interportuale ma anche, per la prima volta, sentiamo un presidente del Consiglio parlare di logistica; parlare della importanza della"logistica; parlare cioè di quella forma di ottimizzazione dei processi di trasporto che possono al tempo stesso far crescere il Pil o portarci verso forme di irreversibile recessione.
Ebbene, dopo questo sincero mio apprezzamento voglio sottolineare che ci sono dei filoni programmatici allo stato privi di misurabile consistenza, che riguardano in particolare proprio la riforma portuale ed interportuale.
Il rilancio
Un mese fa, addirittura, vista la grave criticità che vive il Mezzogiorno a causa del blocco del Canale di Suez, avevo ipotizzato anche il ricorso ad una norma mirata subito solo al sistema portuale ed interportuale del Sud.
Per evitare di assistere ad una crisi dello stesso porto transhipment di Gioia Tauro e ad un crollo irreversibile degli altri tre porti transhipment di Cagliari, Augusta e Taranto, bisogna intervenire subito proprio per attuare il rilancio strategico della nostra portualità (una offerta che assicura oltre l'80% della movimentazione import export del Paese).
Porti ed interporti, come riconosciuto dalla stessa presidente Meloni, sono il riferimento determinante della nostra logistica, sono i punti chiave la cui mancata efficienza rischia di produrre un danno rilevante alla nostra economia, alla crescita, come detto prima, del nostro Pil. Non è pensabile mantenere una norma che è stata varata trenta anni fa e che non immaginava le evoluzioni della nuova logistica, della supply chain, della essenzialità delle sinergie tra porti ed interporti, tra porti e porti dello stesso Paese o di altri Paesi.
Sicuramente le dichiarazioni della presidente Meloni produrranno nei confronti dei ministri competenti (Salvini e Musumeci) un immediato approccio ad una riforma che se attuata concretamente trasforma il nostro Mezzogiorno in una cerniera chiave dell'intero bacino del Mediterraneo e, al tempo stesso, genera anche delle condizioni di convenienza per il sistema produttivo del Mezzogiorno che nel 2022 ha avuto un danno di 53 miliardi di euro proprio a causa della sua carente offerta logistica.
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