- giovedì 14 maggio 2026, 00:36
Telefonate truffa ai pensionati, sgominata la banda: dieci arresti
La “fabbrica” delle truffe agli anziani, che non ha risparmiato nemmeno la provincia di Roma, era in un B&b del centro di Napoli da dove si coordinavano i colpi in tutta Italia: un call center con operatori addestrati a terrorizzare le vittime spacciandosi (simulando raffreddore per non tradirsi) per figli e nipoti nei guai che avevano bisogno di soldi subito, un ufficio addetto a fornire auto a noleggio e cellulari ai trasfertisti incaricati di arraffare il bottino, una squadra di finti marescialli e direttori delle poste.
L’ha smantellata un’indagine dei carabinieri della compagnia di Tivoli, coordinata dalla procura locale, chiusa ieri con l’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip per 10, cinque in carcere e cinque ai domiciliari: nove uomini e una donna, tra i 26 e i 59 anni, tre famiglie, ognuna delle quali gestiva uno dei settori logistici.
L’accusa: associazione per delinquere finalizzata alla truffa e all’estorsione aggravate. Colpi contestati: 116 tra il 2022 e 2023 per circa 500 mila euro. L’indagine è stata illustrata ieri dal procuratore della Repubblica di Tivoli Andrea Calice, dal comandante del gruppo carabinieri di Frascati Lorenzo Iacobone e dal comandante della compagnia Pietro Scabardi.
Il modus operandi
Una rete ricostruita a partire da due arresti fatti a Guidonia a giugno 2022: un uomo e una donna appena usciti da casa di un’anziana con 1.500 euro. Dall’analisi di cellulari sequestrati e chat emerse una struttura gerarchica forte, poi svelata grazie ad intercettazioni ambientali e telecamere.
Tutto incrociato con un database elaborato dai carabinieri proprio quell’anno a fronte di un’escalation delle truffe agli anziani: nel 2022 furono 85. Emergeva così un modus operandi che richiamava a un’unica organizzazione, compreso l’utilizzo ricorrente del nome Marco D’Ambrosio annunciando l’arrivo di finti marescialli e direttori. I trasfertisti (che prendevano circa 200 euro a colpo, più spese legali in caso di arresto e relativo mantenimento famiglia) erano obbligati a filmare tutta l’azione, usata dai capi come certificazione del bottino a fronte di eventuali ammanchi.
Le intercettazioni
«Dici più bugie tu di quelle che racconto io alle vecchiette la mattina», l’attacco a un sottoposto che secondo lui aveva fatto sparire un anello. Altre intercettazioni dei trasfertisti che si lamentano, perché sottopagati, testimoniano le ricchezze accumulate con le truffe dai vertici dell’organizzazione, quasi tutti all’epoca percettori di reddito d’inclusione: «Sono andati a Parigi a San Valentino per fare acquisti in boutique, si sono portati 10 mila euro a testa».
Quando è scattato il blitz nella “base” napoletana, trovata in piena attività, furono sequestrati telefoni, elenchi telefonici e appunti riconducibili alla rete criminale, alcuni dei quali parzialmente bruciati nel tentativo di distruggere le prove. «Un’alta capacità criminale a fronte di una scarsa possibilità di difesa, essendo le vittime particolarmente vulnerabili», ha sottolineato il procuratore capo Calice, ricordando una intercettazione choc: un’anziana che piangeva a dirotto mentre la terrorizzavano per farsi consegnare soldi e gioielli, e nessuno scrupolo successivo nel commentare deridendola.
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