immagine Turismo, il Sud mette il turbo: 25 miliardi di indotto e valore aggiunto
  • di Nando Santonastaso
  • martedì 9 luglio 2024, 07:00

Turismo, il Sud mette il turbo: 25 miliardi di indotto e valore aggiunto

In termini di valore aggiunto, e cioè di ricchezza reale, il Pil italiano non può che guardare con realistico ottimismo al turismo del Mezzogiorno. È qui che matura infatti la spinta più significativa all'ulteriore crescita del settore prevista per quest'anno da tutti gli osservatori. La differenza la fa proprio il peso del valore aggiunto: il Sud, che rappresenta il 24% del Pil turistico nazionale, garantisce 24,9 miliardi di moltiplicatore e una quota aggiuntiva sul Pil pari al 6,4% che arriva all'11,6% se si considera l'impatto complessivo. Siamo oltre la media nazionale (contributo al Pil del 5,9% che arriva al 10,8% se si include anche l'impatto indiretto e indotto), a conferma del ruolo chiave di quest'area per il futuro del comparto e anche per la vitalità dell'economia nazionale. È un tipico, evidente esempio di cambio di paradigma sul Sud che i dati di SRM certificano in tutta la sua importanza, spiegando chiaramente perché la prima banca del Paese, Intesa Sanpaolo, ha deciso di rinnovare il proprio impegno per il turismo con 10 miliardi di euro di nuovo credito, di cui 3 miliardi destinati alle aziende del Mezzogiorno. Risorse, peraltro, che si aggiungono ai circa 9 miliardi di liquidità già erogati al settore dal 2020. La nuova misura, che verrà presentata dal Gruppo oggi a Taormina, è destinata a incentivare investimenti in chiave Transizione 5.0, competitività sostenibile ed efficientamento energetico lungo tre assi: riqualificazione e aumento degli standard qualitativi delle strutture, sostenibilità ambientale dell'offerta e digitalizzazione del modello di servizio. È una delle leve del programma «Il tuo futuro è la nostra impresa» della Divisione Banca dei Territori guidata da Stefano Barrese, che ha previsto l'impiego di 120 miliardi di euro fino al 2026 per gli investimenti delle aziende italiane, con focus su turismo e agribusiness. Un binomio, quest'ultimo, tutt'altro che occasionale dal momento che in Italia i soli turisti enogastronomici nel 2023 sono stati il 58% del totale, in forte crescita rispetto al 45% registrato nel 2019. 

La crescita 

Il Sud centrale, decisivo anche perché ha ulteriori, significativi margini di crescita in un contesto che, come detto, vedrà l'Italia protagonista nell'anno in corso. Intanto, la percentuale delle imprese turistiche meridionali che investono è superiore alla media nazionale, sia pure di poco (77%). E poi, in base all'analisi di SRM il Centro Studi collegato a Intesa Sanpaolo quest'anno si prevede nel Mezzogiorno il pieno recupero delle presenze turistiche post Covid: rispetto al 2019 il dato è stimato in crescita del 2,8% per un totale di quasi 89 milioni di notti trascorse e proseguirà, con forte intensità, la ripresa della domanda internazionale che si stima in crescita del 4,5% rispetto al 2023. Ma anche nel contesto europeo il Mezzogiorno è l'area che ha più potenzialità di salita: dall'analisi su 98 regioni dell'area Ue 4 (Italia, Spagna, Francia e Germania) tre regioni (Sardegna, Campania e Puglia) sono tra le prime 30, e la Sicilia è trentunesima, per livello di competitività turistica e comunque ben 6 comunque sono sopra la media europea. Inoltre, la presenza dei turisti stranieri continuerà ad aumentare: gli arrivi più consistenti provengono in particolare da Germania (16,7%), Usa (11,7%) e Francia 10,7% ma è il dato sugli americani che fa sorridere maggiormente gli operatori del settore. Dopo vari anni i turisti statunitensi tornano a essere un'importante fetta del turismo internazionale nel Mezzogiorno, sostituendo almeno in parte l'inevitabile flessione delle presenze dalla Russia. 

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L'occupazione 

Al Sud, del resto, si concentrano il 26,4% dell'occupazione turistica nazionale (ben 340.585 addetti) e il 31% delle imprese (60.936), con una forza lavoro ecco un altro elemento di assoluto rilievo - sostanzialmente giovane (circa il 59% dei dipendenti ha meno di quarant'anni e il 36,2% meno di 30) e in prevalenza femminile (52,3%). Di qui la forte attenzione di Intesa Sanpaolo al sostegno delle imprese del settore, già evidenziato peraltro dalle 70mila moratorie concesse a 36 mesi, la sospensione cioè di pagamenti, per le crisi di liquidità (il 26% al Sud). «Come banca di riferimento dei principali settori del Paese - dice Stefano Barrese - rinnoviamo il nostro sostegno all'industria turistica, la cui crescita è determinante per rafforzare strutturalmente l'economia italiana». 

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