- mercoledì 10 giugno 2026, 11:35
Uova marroni o bianche, qual è la differenza (e perché alcuni supermercati hanno deciso di venderne solo una varietà)
Le uova sono uno degli alimenti più consumati al mondo. Basti pensare che in un anno, in tutto il globo, ne vengono consumate ben 1.700 miliardi, circa 200 per ogni essere umano. La Cina è il maggiore produttore e il maggiore consumatore, e proprio perché si tratta di un prodotto di largo consumo produce anche molte emissioni.
La scelta di Sainsbury's
Non tutte le uova però hanno lo stesso impatto ambientale. È da questo assunto che Sainsbury's, famosa catena di supermercati inglese, ha deciso di non vendere più uova beige/marroni per dare spazio nei propri punti vendita solamente alle uova bianche, considerate più ecosostenibili. Ma perché?
Le uova devono il loro colore alla razza della gallina che le depone. Da una ricerca effettuata proprio dalla stessa catena di supermercati, si è evinto che le uova bianche hanno un'impronta di carbonio inferiore del 12,7% rispetto a quelle marroni. Questo perché le galline che fanno uova bianche hanno bisogno di meno mangime per produrre la stessa identica quantità di uova, riducendo quindi le risorse necessarie lungo tutta la filiera produttiva.
Lo studio portato avanti da Sainsbury's ha interessato anche la stampa nazionale. Secondo The Independent, che ha stimato che in UK si consumano circa 14,5 miliardi di uova all'anno, generando al contempo 4,35 milioni di tonnellate di anidride carbonica, se l'intero settore ottenesse la riduzione del 12,7% dichiarata da Sainsbury's, le emissioni di CO² potrebbero diminuire di oltre 550 mila tonnellate all'anno. Ciò equivale, all'incirca, a togliere dalla circolazione quasi 300.000 auto dalle strade britanniche.
Le differenze tra i due tipi di uova
Ma uova bianche e marroni in cosa si differenziano? In nulla, oltre al colore. Fino agli anni '70 del secolo scorso, le varietà bianche dominavano il mercato, salvo poi essere soppiantate da quelle marroni per via dell'aumento della domanda, e della facilità nell'allevare quelle specifiche razze di gallina. L'aumento di disponibilità delle uova marroni unita alla parallela diminuzione di quelle bianche ha fatto si che queste ultime venissero viste come "migliori" dal punto di vista nutrizionale, ma in realtà non è così.
La questione del tuorlo
Le uova hanno tutte gli stessi macronutrienti, e se qualcuno pensa che il colore acceso del tuorlo possa essere un simbolo di buona o cattiva qualità, anche qui commette un errore. I risultati di uno studio del 2024, pubblicato dalla National Library of Medicine, hanno evidenziato che la paprika migliora il colore dei tuorli d'uovo e influenza i livelli di colesterolo nel sangue delle galline in modi diversi. La tonalità di un tuorlo è determinata pertanto da pigmenti chiamati carotenoidi, che si trovano naturalmente in ingredienti come mais, calendula, peperoni e carote. Se la gallina ne assume in grandi quantità, il tuorlo di un suo uovo ha molte possibilità di tendere all'arancione acceso, ma comunque non cambia nulla rispetto a un tuorlo giallo chiaro.
Piccoli numeri grandi differenze
Le uniche differenze che si possono denotare tra due uova, sono legate alla serie di numeretti che vengono stampati su di esse. Le uova biologiche, più costose e meno reperibili sul mercato, sono contrassegnate dal numero 0. Le uova prodotte invece da galline allevate all'aperto, libere di scorazzare nell'aia sono accompagnate dal numero 1. Quelle deposte da galline allevate a terra, ma non necessariamente all'aperto, sono contrassegnate dal numero 2. Infine, quelle prodotte da galline allevate in gabbia, anche se non più presenti come in passato nei supermercati italiani, sono segnate con il numero 3.
Le galline allevate in gabbia
Queste ultime sono state oggetto di ferree regolamentazioni da parte dell'UE negli ultimi anni per la salvaguardia degli animali. Nel 2012 sono state messe al bando le gabbie tradizionali, ma sono ancora consentite le cosiddette gabbie "arricchite" ossia, spazi un po' più ampi per le galline, corredati con alcuni elementi aggiuntivi come posatoi e nidi. Attualmente, anche se nei supermercati non si trovano più facilmente come prima, le uova provenienti da allevamenti in gabbia sono largamente usate nell'industria alimentare, dove molto spesso non viene specificato la provenienza e il modo in cui vengono prodotte.
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