- venerdì 6 marzo 2026, 19:19
«Si può dire "veggie burger" ma non "bistecca vegetale"». Le nuove regole Ue sui prodotti vegani
Sì a «veggie burger», no a «bistecca». È stato raggiunto a Bruxelles un accordo provvisorio dal Consiglio e dal Parlamento sul cosiddetto "meat sounding" a tutela delle denominazioni delle carni e di alcuni prodotti a base di carne per garantire la trasparenza per i consumatori e una concorrenza leale. Il divieto di usare il termine «carne» per alimenti che non la contengano, non impedirà di continuare ad usare denominazioni come “veggie burger”, "salsiccia di soia" o "filetto vegan" ovvero per prodotti vegetali che riecheggiano nel nome preparati a base di carne. Tuttavia, sarà vietato chiamare «bistecca» un prodotto non a base di carne o addirittura prodotto in laboratorio.
Quali parole riguarda la nuova regola
In particolare, le norme sulla protezione del termine «carne» e delle seguenti denominazioni correlate alla carne riguardano: «manzo», «vitello», «maiale», «pollame», «pollo», «tacchino», «anatra», «oca», «agnello», «montone», «ovino», «capra». Anche i tagli e le parti della carne: «coscia», «filetto», «controfiletto», «fianco», «lombo», «bistecca», «costolette», «spalla», «stinco», «braciola», «ala», «petto», «fegato», «coscia», «punta di petto», «costata», «osso a T», «scamone» e «pancetta». In particolare, l'intesa raggiunta, che dovrà essere approvata dal Consiglio e dal Parlamento europei prima di essere formalmente adottata ed entrare in vigore, riguarda una modifica specifica del Regolamento dell'Organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli (Ocm) e dei Regolamenti che disciplinano la politica agricola comune
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