- venerdì 14 luglio 2023, 23:58
Venere incendiata a Napoli: «Prime adesioni alla raccolta fondi»
La Venere degli stracci rinascerà, nello stesso luogo. Tornerà a dominare Napoli dai suoi sette metri d’altezza grazie alle donazioni dei napoletani: la raccolta dei fondi partirà ufficialmente oggi anche se il conto corrente è stato attivato già da ieri mattina. L’ha creato l’associazione «L’Altra Napoli», da sempre impegnata in progetti per il territorio, che ha accolto le richieste del sindaco Manfredi e s’è impegnata in un’operazione inusuale per l’associazione, ma considerata di grande valore in favore della città: «Noi solitamente promuoviamo progetti specifici che riguardano bambini, iniziative sociali, piccole realtà che cercano di impegnarsi per il territorio - spiega il presidente Ernesto Albanese -. Stavolta chiediamo sostegno per un’iniziativa differente ma determinante per l’immagine della città».
Tutti i dettagli sulla raccolta dei fondi saranno disponibili da questa mattina presso il sito dell’associazione L’Altra Napoli in una pagina specifica nella quale campeggia un appello del sindaco Manfredi di fianco alle coordinate per i versamenti (Iban IT44O0306909606100000197564 - intestato a «L’Altra Napoli Ente Filantropico» con causale «L’Altra Napoli per la Venere»).
Nel suo messaggio, il sindaco Manfredi spiega che «Ricostruire la Venere degli stracci nei modi e nelle forme che vorrà darle Michelangelo Pistoletto è una maniera per risorgere e rigenerarsi dopo l’incendio che l’ha distrutta. Per far questo c’è bisogno che la spinta venga dal basso con l sostegno di tanti napoletani».
Proprio l’idea di chiedere il sostegno dei napoletani, soprattutto quelli che vivono lontani dalla città, è quella che sostiene il progetto de L’Altra Napoli: «Sappiamo che ci sono tante persone che vivono lontane dalla città ma che sono legate ad essa in maniera indissolubile - spiega il presidente Albanese - noi ci rivolgiamo soprattutto a loro perché hanno un rapporto viscerale con Napoli e sono certo che hanno voglia di contribuire a cancellare questo evento che ha riportato la città, in forma negativa, nelle cronache di tutto il mondo».
Albanese è convinto che la raccolta sarà consistente. In genere l’Altra Napoli chiede il sostegno di grandi gruppi, di aziende pronte a contribuire a progetti specifici legati al territorio, stavolta il percorso dovrebbe essere diverso, si chiede il contributo alle singole persone, non alle aziende: «Anche se ho già provato a contattare qualche azienda - confida Albanese - e ho ricevuto promesse di sostegno che mi hanno confortato. Però, lo ripeto, questa deve essere una raccolta che coinvolge tutti, deve essere la risposta di chi ama Napoli. Non ci aspettiamo solo le grandissime donazioni ma anche le piccole quote che i semplici cittadini hanno la possibilità di impegnare».
Ernesto Albanese, come tutti i napoletani, si dispera per quest’evento che, sebbene sembri ridotto all’iniziativa di un singolo, sta riportando sulla città un cono d’ombra che pareva definitivamente allontanato dopo il boom turistico e i grandi reportage delle testate internazionali: «Napoli finalmente è considerata “cool” all’estero, è attrattiva, ricercata - spiega il presidente de L’Altra Napoli - questa vicenda rischia di rappresentare una picconata all’immagine della città». Albanese spiega che l’evento è diventato globale per la fama dell’autore dell’opera vilipesa: «Michelangelo Pistoletto è un artista noto in tutto il mondo, e in tutto il mondo le immagini del rogo della sua opera sono state diffuse e commentate. Ecco perché c’è bisogno di una reazione immediata. Quella Venere deve tornare al suo posto in tempi brevissimi così le nuove immagini verranno viste in tutto il mondo e si racconterà della reazione della città».
Per la Venere data alle fiamme, il Comune aveva versato 170mila euro. Per ottenere una nuova statua di vetroresina, però, l’investimento potrebbe essere inferiore: la struttura metallica che sostiene gli “stracci” ha resistito alle fiamme, sicché il costo riguarderebbe solo la fusione di una nuova statua: «Noi puntiamo a raccogliere centomila euro - spiega Albanese - sono certo che ce la faremo».
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