immagine Yusbwoi, da Instagram a TikTok è record di visualizzazioni
  • di Francesca Piccolo
  • mercoledì 31 luglio 2024, 19:00

Yusbwoi, da Instagram a TikTok è record di visualizzazioni

Napoli potebbe cullare un astro nascente dell’afro-beat, Yusbwoi, giovane musicista corteggiato già da molti producer e arrivato in Italia sei anni fa su un barcone con tanti altri clandestini partiti dall’Africa.

«Dovevo restare aggrappato al sogno della musica come a quel salvagente», racconta lui che oggi è vocal e autore di video che superano le 500 mila visualizzazioni grazie anche alla collaborazione di ballerini, coreografi professionisti, make up artist e fotografi che parlano tante lingue.

Yusbwoi racconta la sua “integrazione napoletana” con le persone e i luoghi della città vissuta ogni giorno, come la libreria “Dante e Descartes” che fa da scena ad uno dei video più cliccati - “Visionary” - o il parco di Capodimonte e le scale del quartiere Montesanto.

Le clip prodotte con il musicista Giancarlo Messina collegano tante parte del mondo tramite le piattaforme Instagram, Spotify, Apple music, TikTok e Youtube.

Da sempre a Napoli la contaminazione di generi musicali highlife, funk, soul si incrocia nella fucine del centro storico dove oggi «si ascolta e si balla ”afromandin” - racconta Yus - e si mescolano il napoletano e lo slang nigeriano dell’Inglese rotto come nel video “Commander”. Sono i linguaggi di generazioni giovanissime che cercano il loro posto nel mondo globalizzato, altrimenti lo afferrano con decisione, si ispirano alle derive delle culture afro-beat nigeriano e ghanese».

«L'anno scorso ero sotto contratto esclusivo con la casa discografica Sony Vision – spiega – r ho suonato al concerto del Pizza Village Festival 2023 davanti a 50.000 persone, poi all’ Arena Sound Festival in feet con gruppi importanti, poi  all'Heroes Festival Preview di Bagnoli e poi ancora all'Havana Beach. Quest’anno ho suonato molto anche al Nord e dal 6 al 9 settembre sarò al Festival Afrobrix di Brescia. Avevo 16 anni quando mi sono allontanato da casa in Gambia – racconta ancora – ma fui arrestato in Libia. In prigione un capo guardia mi affidò a una famiglia dove un ragazzo a cui badavo mi disse: non so come farti tornare in Gambia a casa tua ma so come farti arrivare in Italia. Per fortuna avevo soldi e accettai di imbarcarmi, il 5 ottobre 2017. Arrivammo in Calabria a Crotone e restai mesi al centro di accoglienza per minori non accompagnati. Con altri ragazzi e iniziai a fare ascoltare i miei testi su basi rimontate con il cellulare facendo free-style con un amico nigeriano conosciuto lì». 

Una mattina una delle operatrici mi invitò a partecipare a un festival di studenti in un piccolo comune vicino Crotone, in piazza la mia musica piacque molto. «Sulle piattaforme social c’erano i miei demo, alcuni fratelli del Gambia mi invitarono a venire a Napoli dove potevo trovare sale di registrazioni all'avanguardia ma soprattutto produttori e musicisti». «In questa città ho fatto tanti lavori nei ristoranti, poi con l'organizzazione Save the Children e per due anni con i ragazzi della Lega del Filo d'Oro, oggi lavoro regolarmente presso la boutique vintage “Retrofilia” perché adoro la moda. Sinceramente sarei rimasto in Gambia con la mia famiglia che non vedo da allora e avrei continuato a studiare, invece il destino mi ha dato la musica e mi ha portato a Napoli che oggi è la mia seconda città». 

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