immagine Acqua, asse tra Acea e Intesa Sanpaolo: 20 miliardi destinati a reti idriche e al riciclo
  • di Nando Santonastaso
  • venerdì 19 luglio 2024, 07:00

Acqua, asse tra Acea e Intesa Sanpaolo: 20 miliardi destinati a reti idriche e al riciclo

Prende forma, almeno sul versante dei capitali privati, il Piano Marshall per la gestione moderna (a partire dal riuso) e antisprechi (come in particolare nel Mezzogiorno) delle risorse idriche sollecitato solo pochi giorni fa da Fabrizio Palermo, amministratore delegato di Acea, il primo operatore idrico del Paese. Intesa Sanpaolo e la stessa Acea hanno infatti siglato il primo accordo nazionale per la salvaguardia e la gestione sostenibile dell'acqua nei processi produttivi delle aziende anche in relazione alle misure del Pnrr che ha destinato 4,4 miliardi di euro per tutelare la risorsa idrica. La prima banca del Paese metterà a disposizione 20 miliardi per supportare le iniziative delle aziende e degli operatori della filiera idrica, nell'ambito del più ampio plafond creditizio di 410 miliardi di euro annunciato dal Ceo Carlo Messina per nuovi finanziamenti a sostegno delle iniziative del Pnrr. 

Le soluzioni 

Si punta a «sviluppare nuove iniziative sistemiche con soluzioni innovative che hanno l'obiettivo di favorire un uso efficiente della risorsa acqua attraverso forme di advisory tecnologica, insieme a investimenti per il riuso delle acque depurate all'interno delle cosiddette comunità idriche, con impatti positivi per l'ambiente, i territori e le imprese stesse che potranno stabilizzare il proprio approvvigionamento di acqua».

L'accordo è stato presentato ieri dallo stesso Palermo, da Stefano Barrese, responsabile Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, e da Mauro Micillo, responsabile Divisione Imi Corporate & Investment Banking del Gruppo bancario (sono intervenuti anche Laura Campanini, Responsabile Local Public Finance Research Department di Intesa Sanpaolo, e Alessandro Leto, senior advisor di Acea che hanno presentato lo studio congiunto su “L'opportunità del riuso delle acque reflue depurate”, mentre Marco Pastorello, responsabile Ceo Office di Acea ha illustrato i principi generali di questa collaborazione volta a incentivare comportamenti virtuosi in termini di sostenibilità). Un'iniziativa, ha commentato in chiusura il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, che è il segnale concreto verso una scelta responsabile dell'utilizzo della risorsa idrica per la competitività del sistema imprenditoriale. 

Le azioni 

Cosa produrrà in concreto l'accordo? Si va da un'azione congiunta per supportare l'evoluzione delle infrastrutture idriche del Paese e promuovere una gestione più attenta lungo tutta la filiera, a iniziative mirate a favorire il riuso delle acque depurate attraverso le comunità idriche, con l'obiettivo di «garantire un riutilizzo dell'acqua sempre più efficiente, e di sviluppare una rete di distribuzione locale per fornire l'acqua depurata ai distretti agricoli e industriali limitrofi con interventi di adattamento degli impianti produttivi». Il riuso, insomma, che è la vera novità dell'accordo e che viene ampiamente trattato nel primo numero dell'Osservatorio sul settore idrico di Acea, anch'esso presentato ieri, e dedicato al tema del riuso delle acque reflue depurate che potrebbe contribuire significativamente alla riduzione dello stress idrico. Il Report analizza la situazione attuale e i vincoli che ne condizionano una maggiore diffusione mentre nei prossimi numeri saranno analizzati gli altri grandi nodi, infrastrutturali, normativi e culturali, che rallentano il raggiungimento del livello di Water Security di cui ha bisogno il Paese e il Mezzogiorno in particolare.

«La collaborazione con Acea, oltre alla nostra disponibilità di credito da 20 miliardi per gli investimenti, stimola una nuova cultura della responsabilità - industriale, economica e personale di ciascuno - per un uso sostenibile ma soprattutto per il riuso delle risorse idriche, superando la logica della gestione emergenziale verso una prospettiva di riduzione degli sprechi e circolare», commenta Barrese. E aggiunge: «È nostro comune obiettivo attivare tutti gli investimenti e le leve possibili per efficientare presto le infrastrutture idriche del Paese, incentivare processi produttivi in logica circolare e sostenibile, favorire le comunità idriche». Per Fabrizio Palermo l'accordo «darà una forte spinta strategica a tutto il nostro sistema produttivo con ricadute positive sulla crescita economica del Paese, considerato che le risorse idriche abilitano il 40 per cento del Pil nazionale. Crediamo che questo accordo possa rappresentare una modalità particolarmente efficace per sostenere le imprese sia da un punto di vista finanziario che industriale. Acea, infatti, metterà a disposizione le sue professionalità e le sue competenze per una gestione dell'acqua più efficiente e più sostenibile all'interno delle filiere produttive, alla luce della consolidata esperienza e del primato acquisito nell'intero ciclo idrico: dalla captazione all'adduzione fino alla depurazione». 

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