- domenica 7 luglio 2024, 08:00
Agroalimentare: intesa tra Italia e Algeria sul modello Eni
Terreni pressocché desertici che diventeranno fertili e garantiranno la sicurezza alimentare alla popolazione algerina. Nessuno scippo, come il “land grabbing” di Cina e Russia che ha ulteriormente affamato i Paesi africani, ma un moderno partenariato.
È il modello Eni, quello ideato da Enrico Mattei, in chiave agricola. Il governo Meloni ieri ha messo a segno una pedina importante del Piano Mattei che ha nell'agroalimentare uno degli asset principali. È stato formalizzato ad Algeri, infatti, alla presenza del ministro dell'Agricoltura e della Sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida, e del collega della Repubblica Democratica e Popolare di Algeria, Youcef Cherfa, l'accordo per la coltivazione di 36mila ettari, il 70% a grano e il 30% a legumi.
Il partenariato
Produzioni destinate al mercato locale. È il risultato concreto dell'incontro bilaterale che si è svolto, nell'ambito del recente G7 a Borgo Egnazia, tra il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e il Presidente della Repubblica di Algeria, Abdelmadjid Tebboune. Ieri è stata posta la prima pietra del «più grande investimento in agricoltura fatto sinora dall'Italia in Nord Africa dove il governo italiano - ha sottolineato una nota di Palazzo Chigi - è impegnato nel settore con un'azione ad ampio raggio che coinvolge diverse aree e nazioni della sponda Sud del Mediterraneo». «Si tratta ha spiegato Lollobrigida - di un investimento che garantisce autosufficienza alimentare, qualità dei prodotti e difesa dell'ambiente, perché gli agricoltori sono i primi ambientalisti del pianeta». Un partenariato senza alcuna forma di prevaricazione «non è un progetto italiano, non è un progetto algerino è - ha ribadito il ministro - un progetto algerino e italiano insieme come fossimo un'unica cosa».
A gestire l'iniziativa che comporterà un investimento complessivo di 420 milioni di euro, è BF International che ha costituito una joint venture con il Fondo Nazionale d'Investimento algerino. Un progetto che ha l'ambizione di favorire uno sviluppo nel segno dell'innovazione per le filiere agroalimentari algerine. E quanto quel Paese ci creda lo conferma la numerosa delegazione dei ministri presenti, oltre a quello dell'Agricoltura, i colleghi delle Finanze Laaziz Fayed, dell'Energia e delle Miniere Mohamed Arkab, dell'Industria e della Produzione Farmaceutica Ali Aoun, dell'Idraulica Taha Derbal, ma anche il presidente della Regione Wilaya di Timimoun Souna Benamar. A firmare l'intesa il direttore del Fondo nazionale di Investimento algerino Kemal Mansouri, e l'amministratore delegato di BF Spa, Federico Vecchioni.
La location
L'area agricola interessata si trova tra Adrar e Timimoun e si parte subito con la realizzazione dei pozzi per avviare le semine sui primi 3mila ettari per arrivare a regime sui complessivi 36mila nel 2028. La terra è e resta dell'Algeria, mentre BF International garantirà gestione, tecnologia e formazione qualificata. Si parte dalla realizzazione di strutture idriche hi tech, un campo in cui BF è all'avanguardia come su un ampio set di tecnologie, dai droni all'Intelligenza artificiale. Non ci saranno acquisti di ettari, ma solo un supporto finalizzato a consentire a quel territorio di raggiungere l'autosufficienza alimentare grazie a un prodotto che partirà dal campo e arriverà sulle tavole degli algerini. Il primo step è assicurare la risorsa più preziosa, l'acqua soprattutto in un Paese come l'Algeria tra i più colpiti dall'aumento delle temperature. Saranno realizzati anche fabbricati per la lavorazione dei prodotti e silos per lo stoccaggio (per una capacità complessiva di 62.000 tonnellate).
Il progetto Algeria rappresenta per BF International «il più importante esempio della capacità del gruppo di replicare la visione e l'esecuzione del modello BF e di progetti agricoli ad alta tecnologia (Agritech) e sostenibilità ambientale per una valorizzazione della terra e delle filiere alimentari». Ad affiancare Bf ci saranno S.I.S.( Società Italia Sementi S.p.A), Consorzi Agrari d'Italia, Irritec S.p.A. Ocrim S.p.A., Giorgio Tesi Group, Farchioni Olii, Diagram, Acea, Biosyntex e il Gruppo Salvi. Una squadra italiana forte per un progetto all'avanguardia. Ed è di alto profilo anche la formazione, strategica per supportare un programma di così ampia portata. In campo scenderà BF Educational s.r.l. (società controllata da B.F. S.p.A.) che punterà sull'istruzione finalizzata alla migliore gestione produttiva e all'agribusiness. Per questo lavorerà in collaborazione con le accademie e i centri di ricerca e si avvarrà anche delle esperienze dei giovani imprenditori di Coldiretti. Si punta infatti a creare una classe di imprenditori agricoli in grado di sviluppare un sistema agroalimentare moderno.
Il primo step
L'Algeria è il primo passo di un'azione che interesserà altri Paesi africani. E che offrirà una importante occasione a tutta l'area del Mediterraneo, in particolare delle regioni del Mezzogiorno. Ma si tratta anche dell'unico modo per arginare la piaga dell'emigrazione. La fame è oggi la principale spinta ad affrontare viaggi che spesso portano solo alla morte. Per disinnescare questa mina l'unica chance è portare cibo e ricchezza in territori che potranno diventare anche un interessante nuovo mercato per l'Europa.- Annunci correlati

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