- venerdì 2 agosto 2024, 22:45
Autonomia differenziata, il sindaco Manfredi firma per il referendum
Gazebi nelle piazze, nonostante il gran caldo. Ma proprio per andare incontro a chi preferisce il mare all’attivismo politico, iniziative sono pronte anche in spiaggia. In campo quasi tutti. Il campo larghissimo del centrosinistra, insieme con Cgil e Uil, per raccogliere sempre più firme contro l’autonomia differenziata.
Il centrodestra con alcune controiniziative definite “informative” per sostenere il provvedimento voluto dal Governo. Nonostante già giovedì sia stata raggiunta la quota delle 500mila firme, quelle necessarie per raggiungere il quorum per sottoporre alla Corte di Cassazione il referendum, le iniziative del fronte anti-ddl Calderoli continua. L’obiettivo dichiarato è quello di un milione di sottoscrizioni. E due giorni fa, tra le firme già raccolte, si è aggiunta una sigla autorevole: quella del sindaco di Napoli Gaetano Manfredi.
Giovedì sera, dunque, il primo cittadino si è recato nella sede Anpi sezione Capodimonte “Salvatore e Ciro Palumbo” per firmare la richiesta di referendum per l’abrogazione della riforma. «Giusto che si esprimano i cittadini su un tema così delicato. Questa riforma aumenta i divari e frammenta il Paese», il breve commento di Manfredi, che sin dall’inizio si è schierato nettamente contro il ddl Calderoli.
Una scelta, quella di firmare nella sede dell’Anpi, per premiare l’attivismo dell’associazione partigiani che pure sostiene la battaglia referendaria. Bene ricordare che Manfredi avrebbe dovuto apporre la sua firma martedì scorso, nel corso di un’iniziativa programmata in piazza Municipio contro l’autonomia differenziata. La notte prima, però, c’è stata la tragedia di Scampia e l’iniziativa è stata annullata. Solo ieri, dopo la settimana forse più difficile da quanto indossa la fascia tricolore, Manfredi è riuscito a recuperare.
La battaglia contro l’autonomia, d’altronde, è una delle poche che unisce davvero il campo larghissimo. Un tema sul quale il sindaco ha contatti costanti con i vertici di Pd e M5S. E sul quale anche le divisioni con Vincenzo De Luca sembrano venir meno. Lo stesso presidente della Regione, nel corso della festa dell’Unità a Mantova giovedì sera, è tornato a parlare del tema: «In questa valanga di cittadini che sono andati a firmare si registra un inizio di critica politica seria al governo nazionale». Poi nel merito: «Sono il principale nemico del Sud della lamentazione e della inconcludenza. E sono pronto ad accettare la sfida dell’efficienza nei confronti di chiunque. Sono più autonomista di Zaia, credo che dobbiamo combattere contro il centralismo dello Stato, ma senza intaccare l’unità del Paese».
Intanto ieri ci sono state nuove iniziative per la raccolta firme. Anche il Partito socialista italiano ha organizzato una mobilitazione nazionale fino a domenica nelle principali piazze italiane. Nel pomeriggio il segretario nazionale Enzo Maraio era in piazza Carlo III dove sono stati allestiti i banchetti per la raccolta firme. E da lì arriva una stoccata al centrodestra campano accusato di «tacere ancora sull'autonomia differenziata. Forza Italia avrebbero potuto seguire l'esempio dei colleghi calabresi. Qualcuno baratta il silenzio con il via libera della Lega per la corsa a Palazzo Santa Lucia».
Questa mattina, invece, iniziativa in spiaggia. Al “Mappatella Beach”, la spiaggia della Rotonda Diaz, ci sarà la raccolta firma tra i bagnanti promossa dal deputato di Avs Francesco Emilio Borrelli, dal sindaco di Bacoli Josi Della Ragione, dalla consigliera regionale Roberta Gaeta e dalla vicepresidente del consiglio comunale Flavia Sorrentino.
In spiaggia ci andrà anche Fratelli d’Italia che sta portando avanti un tour sui litorali italiani per raccontare le riforme del Governo. A Napoli iniziative in questo senso dovrebbero esserci la prossima settimana. Ma la campagna di risposta alla raccolta firme è già partita. Ieri pomeriggio in Largo Berlinguer a via Toledo, il coordinamento cittadino del partito di Giorgia Meloni ha allestito un gazebo informativo sulle riforme costituzionali approvate dal Governo a partire da premierato e autonomia.
«Non c’è nessun pericolo in questa riforma, ma anzi una grande opportunità per il Sud. L’importante, per il Mezzogiorno, è selezionare una classe dirigente all’altezza», dice il numero uno di Fdi a Napoli Marco Nonno.
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