immagine Comune di Caserta, attacco del centrodestra: «Subito le dimissioni»
  • di Roberto Della Rocca
  • sabato 29 giugno 2024, 07:00

Comune di Caserta, attacco del centrodestra: «Subito le dimissioni»

Passa all’offensiva il centrodestra che, anche fuori dall'aula, intende continuare ad alzare l'asticella dello scontro con l’amministrazione di Carlo Marino dopo la bufera giudiziaria che ha travolto il Comune con 5 arresti (ai domiciliari, tra cui l’assessore Marzo e i dirigenti Biondi e Natale) e 14 indagati (tra loro anche il vicesindaco Casale e il dirigente Vitelli). Ieri è cominciata una campagna di affissioni, attesa già in occasione del voto sul bilancio consuntivo, per chiedere al sindaco e ai consiglieri di centrosinistra di restituire la città ai casertani.

«Caro sindaco e cari consiglieri di maggioranza di centrosinistra - recita il breve testo - è giunto il momento che vi assumiate la responsabilità amministrativa e morale del disastro che avete creato». In calce i simboli di Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia e le firme dei consiglieri iscritti ai gruppi oltre a quella di Roberto Desiderio, eletto in consiglio nella lista Caserta Tu a sostegno della candidatura a sindaco di Pio Del Gaudio.

Nel mirino del centrodestra c’è la gestione della città che viene reputata fallimentare, fin dal 2016. Bersaglio del centrodestra non sono solo gli eletti nelle liste di Carlo Marino nel 2021 ma anche quelli che lo hanno sostenuto al ballottaggio. Per questo si è scelto di parlare di «maggioranza di centrosinistra» includendovi idealmente anche Raffaele Giovine (candidato sindaco di Caserta Decide), Romolo Vignola e Dino Fusco (i due hanno annunciato la costituzione di un nuovo gruppo socialista con il consigliere di maggioranza Gianluca Iannucci) e Del Gaudio, la cui assenza dal manifesto rappresenta un caso tutto interno al centrodestra.

«Ha votato per Marino al ballottaggio, noi vogliamo dialogare ma - sostiene Donato Aspromonte (Forza Italia) - lui rifletta su quello che ha fatto. A lasciare la porta aperta è Elio Di Caprio (Lega): «È una persona di valore, uno storico elemento del centrodestra e spero che sarà recuperato. Ci vuole certamente anche la sua volontà». Di congetture ineleganti parla Romolo Vignola, coordinatore provinciale del Psi: «Facciano opposizione a modo loro e lascino fare a noi la nostra. Sono talmente abituati ai cambi di casacca da non riconoscere più la coerenza. Mi sono candidato contro Carlo Marino e ho espresso più volte il mio giudizio negativo sull’amministrazione ma sono politicamente incompatibile con il centrodestra. Sono rimasto più volte in aula da solo a contrastare la maggioranza e non ho atteso delle indagini per accorgermi dei problemi che ci sono in città».

A replicare all’uscita pubblica del centrodestra è Marino. «Noto che la destra è passata alla fase dell’affissione dei manifesti. Lo ha fatto - dice il sindaco - in quanto è totalmente incapace di fare opposizione, dal momento che non abbiamo mai registrato, da parte dei suoi esponenti, una proposta seria per la crescita della città. Se, come dicono loro, la città va restituita ai casertani, sono certo che dopo le prossime elezioni non saranno certo loro a governare. Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia, infatti, con l’approvazione dello scellerato ddl sull’autonomia differenziata, stanno mettendo in ginocchio il Sud. Tale assurdo provvedimento renderà le città come Caserta più deboli e incapaci di offrire servizi ai cittadini. Queste scelte sconsiderate, al momento del voto sicuramente avranno un peso determinante».

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Parole dure che provocano la reazione del principale partito del centrodestra, Fdi. «Il sindaco non fa che parlare di politica nazionale cercando di sviare ogni tipo di discorso sulla città da lui pessimamente amministrata. D'altronde, non può che fare altrimenti, dato che è sotto gli occhi di tutti la noncuranza e l'approssimazione con cui guida il capoluogo» tuona il capogruppo Paolo Santonastaso. «Ci sono i verbali dei consigli e quelli delle commissioni con le proposte, puntualmente ignorate, del centrodestra - sostiene Pasquale Napoletano -. L’unico argomento che Marino riesce a proporre è quello dell’autonomia differenziata ma che c’entra un disegno di legge approvato nell’ultimo mese con otto anni di disastroso governo della città? Per 6 anni ha goduto di una filiera istituzionale completa senza ottenere alcun risultato concreto. Le sue previsioni sul futuro sono fondate sul nulla, come quelle sulla buona salute delle finanze cittadine clamorosamente smentite dall’Osl. La sua gestione è un fallimento e ne deve solo prendere atto poi, se gliene darà modo in tempi brevi interrompendo questo strazio, saranno i casertani a fare le giuste valutazioni».

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