immagine Caserta, Rimpasto di giunta a Caserta: per Pd e moderati «Cambio di passo soft»
  • di Daniela Volpecina
  • venerdì 21 giugno 2024, 07:00

Caserta, Rimpasto di giunta a Caserta: per Pd e moderati «Cambio di passo soft»

Terremoto giudiziario al Comune di Caserta, tutti d’accordo sul cambio di passo. Politico e amministrativo. Anche tra i banchi della maggioranza. Ad una settimana dagli arresti dell’assessore ai lavori pubblici Massimiliano Marzo, dei due dirigenti Francesco Biondi e Giovanni Natale, dell’imprenditore Gioacchino Rivetti e del dipendente Giuseppe Porfidia (sono tutti ai domiciliari) e dell’avvio delle indagini per altre 14 persone tra cui il vice sindaco Emiliano Casale e il dirigente Luigi Vitelli e all’indomani degli interrogatori di garanzia, i partiti e le liste della coalizione che sostiene l’amministrazione Marino confermano la linea della sobrietà e il profilo basso ma senza negare la necessità di un cambiamento dell’attuale quadro complessivo, seppur non nell’immediato.

«Gli accadimenti della scorsa settimana - fa notare Massimo Russo, capogruppo dei Moderati - hanno soltanto accelerato una istanza che era già nell’aria da un po’ e che probabilmente sarebbe stata affrontata a settembre. Siamo a metà mandato ed è tempo di bilanci e revisioni. Ben venga dunque la volontà manifestata dal sindaco di procedere, subito dopo le decisioni del Tribunale del Riesame, con una rivisitazione delle deleghe in giunta. Non credo nell’ipotesi dell’azzeramento. Sarebbe ingiusto nei confronti di quegli assessori che hanno lavorato bene».

E in relazione all’annuncio in aula del consigliere di opposizione, Romolo Vignola (Progressisti per Caserta), di voler dar vita ad un nuovo gruppo socialista, Russo precisa: «Se hanno un’idea di governo, ci si può confrontare, ma prima facciano chiarezza al loro interno perché non si è ben capito dove si collocheranno».

«Questa amministrazione ha il dovere di portare a termine ciò che ha iniziato - è il commento di Gianni Comunale, capogruppo del Pd - il nuovo assetto politico dovrà quindi garantire la continuità. E dovrà farlo nel migliore dei modi. La priorità sarà pertanto quella di riorganizzare la squadra nel suo complesso, tenendo naturalmente conto delle figure autorevoli che ne fanno parte, ma con una visione più ampi». Chiede le dimissioni in blocco della giunta Marino invece il consigliere di minoranza, Maurizio Del Rosso (Lega): «Per noi - dice - il cambio di passo significa ricostruire da zero. Per il bene della città. Dispiace invece rendersi conto che per alcuni invocare un cambiamento è una strategia per entrare in maggioranza e proseguire su questa strada».

L’allusione è ai colleghi dell’area di centrosinistra con i quali il centrodestra condivide i banchi dell’opposizione. E in particolare a Caserta Decide, rappresentato in consiglio da Raffaele Giovine, che proprio oggi si prepara a scendere in piazza per un confronto con i cittadini. L’appuntamento è alle 18 in piazza Ruggiero. Per commentare le ultime vicende giudiziarie e immaginare i possibili scenari futuri. «È necessario lavorare - spiega - per costruire una reale alternativa all’attuale classe dirigente della città».

All’assemblea pubblica parteciperà anche il movimento Speranza per Caserta che chiede le dimissioni di sindaco, assessori e consiglieri: «I recenti accadimenti - spiega il coordinatore Francesco Apperti, già consigliere - non fanno altro che sovrapporre al fallimento politico, già conclamato, dell’amministrazione in carica, anche quello morale. È urgente confrontarsi per costruire una proposta politica alternativa, che sia totalmente discontinua rispetto a quella attuale».

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Reca invece la firma di dieci diverse associazioni impegnate in ambito sociale e ambientale, la lettera aperta inviata ieri agli organi di stampa. «La pagina di malgoverno emersa negli ultimi giorni - scrivono Lipu, Arci, Uisp, comitato Città Viva, Spazio Donna e tanti altri - è la fotografia dei pessimi risultati in termini di vivibilità, di servizi negati e di futuro compromesso che scaturiscono da una cattiva gestione della cosa pubblica. Eppure, limitatamente al verde pubblico e agli spazi comuni, avevamo più volte denunciato le storture di alcune decisioni. Aldilà del percorso che farà la magistratura, evidenziamo che questa modalità di agire, da parte dell’amministrazione, così reticente al confronto, alla trasparenza e alla co-progettazione con i cittadini, rappresenta, a nostro avviso, un terreno fertile dove con estrema facilità l’interesse privato rischia di imporsi su quello pubblico».

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