- sabato 17 giugno 2023, 10:30
«Pecché o Vommero è vicino a' Sanità»
«Ce può mettere mezz'ora pecché o Vommero è vicino a' Sanità» cantava Gigi D'Alessio a metà degli anni 90. La hit “Fotomodelle un po' povere”, incentrata su un incontro mancato tra una giovane del quartiere bene e un ragazzo del rione, sottolineava le discrepanze tra agglomerati urbani. Meglio di un trattato di sociologia, il verso «staje semp' a Napule»: troppe cose funzionavano diversamente a cinque chilometri di distanza. Nemmeno trent'anni dopo, non è più così.
Più delle differenze, contano le somiglianze: l'aperitivo il sabato sera, ad esempio, è più trend farlo ai Vergini che su via Scarlatti, la giovane cantata da D'Alessio ci si sarebbe fiondata. Le case a via Foria, poi: possono toccare le stesse cifre di via Luca Giordano, con la certezza rimarcata dall'agente immobiliare che giù Napoli e più facile rientrare nelle spese, basta lasciare una stanza per i turisti. Ma prendiamo l'aggressione di alcuni ragazzini da parte di altri più grandi, fuori a un parco malmesso. Dov'è successo: periferia, zona popolare o quartiere salotto buono della città? Chi ha letto le cronache risponderà: al Vomero, ai giardinetti di via Ruoppolo, e di quale salotto stiamo parlando, qua ci stanno gli scarrafoni. La verità è che può succedere e succede ovunque. Le diversità le abbiamo superate allargando il problema a tutti. L'unico fatto rimasto identico è che a volte, sia traffico o attesa di un autobus o della metro, ci vuole ancora mezz'ora tra Vanvitelli e Museo.
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