- sabato 24 giugno 2023, 10:00
Vecchia piccola borghesia, per piccina che tu sia
5
De Luca, i dormienti e i subalterni
Vecchia piccola borghesia, per piccina che tu sia, hai fatto dell'ipocrisia la tua formula di poesia, cantava Claudio Lolli negli anni 70. Cinquant'anni dopo, il governatore De Luca riprende il refrain per azzannare la borghesia cittadina, colpevole a suo dire di essere «poco produttiva, troppo dormiente e troppo subalterna al potere». Da Croce a La Capria il tema della borghesia napoletana che si specchia su sé stessa, indolente e ferita a morte, è tutt'altro che nuovo. Borghesia dalle tonalità più diverse, tratteggiata di volta in volta come parassitaria, disfattista, aventiniana, malata o addirittura «subalterna alla camorra», come sostenne, con un'invettiva che fece scalpore, l'ex procuratore Gianni Melillo. Diffidiamo sempre dalle generalizzazioni, dal fare di tutta la borghesia un fascio: in città sono tanti i professionisti e le associazioni che si sono spesi e si spendono per il bene pubblico. Troppo semplice fare della borghesia un capro espiatorio, riversando su di essa ogni accusa e ogni colpa. Specie quelle della politica, che non sono poche.
3
Mergellina horror picture show
Mergellina disco inferno. Auto in terza fila, decibel fuori controllo, abusivi padroni delle strade, titolari degli chalet convinti di poter usare la città come il gabinetto di casa loro e vigili zero, meno di zero, non pervenuti, desaparecidi. La vergogna che proviamo per il disprezzo delle regole è pari solo alla rabbia (la nostra e quella di migliaia di residenti) per l'inerzia assoluta di chi avrebbe il dovere di farle rispettare.
4
La cenerentola manutenzione
I pini sventrati di Posillipo, sui quali anche la magistratura ha deciso di accendere un faro, compongono la trama di un paesaggio urbano ingovernabile e ingovernato. In quel paesaggio c'è forse il destino di una città senza manutenzione: ieri come oggi. E le penosissime condizioni economiche e finanziarie in cui versa il Comune, da tempo in predissesto, sono un alibi non più digeribile.
5
Scambiatevi i numeri
Con sgomento dapprima latente, e poi crescente, abbiamo assistito nei giorni scorsi all'incredibile balletto di cifre tra la Regione e il governo sui tagli alle scuole e al personale scolastico in Campania. Un guazzabuglio di dati, controdati, repliche e controrepliche che conferma quanto sia grande la confusione sul fronte dell'autonomia scolastica. Se questa, come ha osservato Adolfo Scotto di Luzio sul Mattino, è l'anticamera della nuova Italia federalista, allora c'è poco da stare allegri. Cifre e controcifre rispedite al mittente a mezzo stampa: ma scambiarvi i numeri di telefono, no?
- Annunci correlati

IlMessaggeroCasa.it
Scegli su quale social condividere questo contenuto con tutti i tuoi amici.