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  • di Luigi Roano
  • domenica 14 luglio 2024, 09:42

Fondi Coesione, De Luca: «I progetti ci sono voglio un confronto pubblico»

Ci mette poco più di un'ora il governatore Vincenzo De Luca a replicare al ministro per la Coesione Raffaele Fitto sugli Fsc - Fondi sviluppo e coesione - che lo bacchetta sulla mancata spesa dei finanziamenti, motivo per cui l'accordo Regione-Governo non si fa.

«Sono parole sconcertanti nei toni e nei contenuti. Il ministro continua a non rispondere nel merito all'unica domande pertinente: che cosa manca per la sigla dell'accordo di coesione della Regione Campania?» la sfida del Governatore. Insomma, è sempre più lontano l'accordo e non è un caso che la polemica scoppi alla vigilia dell'arrivo dello stesso Fitto e soprattutto della premier Giorgia Meloni che a proposito di Fsc firmerà domani a Bagnoli un accordo che vale un miliardo e 218 milioni a valere sui fondi coesione. Soldi nelle casse del sindaco Commissario Gaetano Manfredi che serviranno a completare il risanamento e la rigenerazione urbana dell'area ex Italsider. Soldi che sono figli del dialogo istituzionale tra sindaco e Governo che tanto fa imbestialire De Luca. Con il sindaco che incassa però il sostegno politico dei dem nazionali e locali e il Pd è il partito del Governatore: «Il Pd sostiene con forza gli amministratori capaci di recepire e spendere i finanziamenti previsti per le nostre comunità» racconta Marco Sarracino parlamentare delegato al sud della segretaria Elly Schlein.

Va inquadrato in questo scenario politico il botta e risposta tra Fitto e De Luca invitato alla cerimonia di domani a Bagnoli dove ha assicurato la sua presenza. E chissà che cosa succederà in un lunedì che si annuncia di fuoco e non solo per il caldo. Parola ancora a De Luca: «Nonostante due pronunciamenti del Tar e del Consiglio di Stato, che sollecitavano la conclusione del procedimento in tempi certi - spiega De Luca rispetto all'accordo sugli Fsc - nonostante il confronto con gli uffici del Dipartimento della Coesione; nonostante il confronto avvenuto con i Ministeri, e l'accoglimento da parte della Regione di tutte le proposte unilateralmente avanzate dai Ministeri, nonostante l'invio nella giornata di venerdì dei Codici dei progetti richiesti solo il giorno prima; si continua a non dire cosa manca nel merito per la sigla dell'accordo di coesione, a un anno dall'assegnazione alla Regione dei fondi di sua competenza».

De Luca ribadisce ciò che sta facendo ma è altrettanto chiaro che il Presidente della Regione è pronto a tornare nei tribunali e ricorrere anche alla Corte costituzionale per far valere le sue ragioni. A cosa si riferisce De Luca? «Faccio finta di non aver letto un passaggio intimidatorio contenuto nella citata dichiarazione». Dalla Regione fanno sapere che De Luca non ha digerito il fatto che Fitto abbia già distribuito ai comuni della Campania 2 miliardi trattando direttamente con i sindaci.

«Il Governo - dice - è titolato a verificare che l'accordo di coesione sia in coerenza e non si sovrapponga a iniziative del Pnrr e di programmazioni centrali, non a sostituirsi nelle scelte di sviluppo e programmatiche della Regione» dice al riguardo. Al ministro che con i dati della Ragioneria dello Stato alla mano contesta alla Regione di avere speso solo il 16% degli Fsc a disposizione De Luca fa sapere che quei dati «sono stati contestati e abbiamo anche rilevato che con Regioni di gran lunga al di sotto della Campania gli accordi sono stati siglati». Per De Luca «vi è un solo modo per spiegare tutto con chiarezza e con certezza ai nostri concittadini: avere un confronto pubblico con il ministro, su tutti i punti sollevati, e spiegare dettagliatamente a tutti, il vero e proprio calvario cui la Regione è sottoposta da mesi. Che cosa impedisce di avere, in tempi immediati, questo confronto pubblico che da mesi io sollecito? Suggerirei in ogni caso al ministro Fitto di non perdere proprio alla fine, il suo aplomb».

I dem

De Luca ha anche un fronte interno a cui badare il Pd ha preso le distanze da tempo dal governatore e Sarracino lo sottolinea «Sono contento - dice il parlamentare - che dopo una battaglia politica portata avanti da alcuni esponenti della segreteria metropolitana e dal presidente del Partito Dinacci, anche la stragrande maggioranza della federazione napoletana abbia deciso di sostenere il sindaco Manfredi su una vicenda che ha visto il fallire le classi dirigenti di questa città negli ultimi anni».

Il riferimento è a Bagnoli: «Nelle prossime settimane - conclude il deputato - con "l'estate militante" lanciata dalla segretaria Elly Schlein, continueremo ad essere impegnati nelle tante sfide in difesa del Mezzogiorno, dal salario minimo alla raccolta firme contro l'autonomia differenziata». Insomma un conto sono le battaglie politiche - il ragionamento di Sarracino - altra cosa la tutela dei territori. Parola a Dinacci: «La firma dell'accordo per Bagnoli è un atto di grande rilevanza che conferma la ritrovata centralità nazionale di Napoli grazie del Sindaco Manfredi. Il dialogo e la collaborazione istituzionale costituiscono un metodo corretto per condividere programmi e progetti di sviluppo, perché Napoli merita la giusta attenzione a livello nazionale». Non ha battuto nessun colpo il segretario Giuseppe Annunziata che invece su questa vicenda - ovvero la centralità di Napoli e la rinascita di Bagnoli - non ha detto mezza parola.

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