immagine Innovazione tecnologica, piccole imprese crescono
  • di Nando Santonastaso
  • venerdì 23 agosto 2024, 07:16

Innovazione tecnologica, piccole imprese crescono

Da qualche mese al Consorzio di tutela della Mozzarella di bufala campana Dop è partito un nuovo progetto di digitalizzazione e informatizzazione che coinvolge la parte zootecnica della filiera, le stalle cioè. In pratica, un sensore, del tipo di quello utilizzato negli impianti di distribuzione dei carburanti, monitora i volumi di produzione del latte: lo step successivo, come spiega il Direttore generale del Consorzio Pier Matia Saccani, «sarà quello di fare in modo che questi sensori riescano a calcolare le quantità di grassi e proteine nel rispetto del disciplinare della MBC, e poi a garantire la misurazione di carica batterica e cellule somatiche, anche in chiave antifrode, per avere così la massima qualità del latte. Perché solo sulla qualità possiamo vincere la sfida nel mondo globale».

È solo l'ultima dimostrazione di come l'Intelligenza Artificiale sia ormai di casa nel sistema produttivo anche del Sud dove, nonostante una percentuale di spesa in ricerca e innovazione ancora inferiore (ma di poco) rispetto alla media nazionale, i segnali del cambio di paradigma si fanno sempre più sentire. Un esempio? Secondo i dati di Confindustria e Istat, le imprese del Mezzogiorno superano ormai la media nazionale del 6,2% riguardo all'utilizzo di sistemi di Intelligenza Artificiale applicati. Ad esempio, il 68,3 % delle imprese della sola Puglia è riuscito ad insediarsi nel mondo dell'IA che a livello europeo ha una media solo di poco superiore, il 68,8%. Altro dato interessante è quello relativo alla crescita quantitativa delle Pmi innovative, l'evoluzione quasi sempre naturale delle start up: in Italia, secondo Cribis, alla fine del 2023 se ne contavano 16mila complessivamente, con un fatturato di poco inferiore agli 8 miliardi euro. Il Mezzogiorno tra le macroaree è al secondo posto, senza le isole, preceduto solo dal Nord Ovest ma davanti a Centro e Nord Est con il 21,1% del totale. Calcolando però anche Sicilia e Sardegna (che insieme totalizzano il 6%), lo scarto sugli inseguitori aumenta. Campania terza tra le regioni e Napoli terza tra le città capoluogo in assoluto completano il quadro.

Gli esempi

Numeri a parte, la spinta meridionale allo sviluppo tecnologico del Paese, presupposto indispensabile per accrescerne la competitività e il peso internazionale, è in aumento. Dalle pmi alle grandi imprese, dalle università ai centri di ricerca, la sfida lanciata da pubblico e privato è ormai un dato di fatto. Dice Fabio De Felice, docente universitario e fondatore di Protom, una delle più brillanti aziende meridionali del settore dell'Information Technology dove da anni l'IA è praticamente di casa: «Sembra controintuitivo, eppure soluzioni particolarmente innovative che integrino intelligenza artificiale e robotica sono possibili nel nostro territorio sia grazie alla presenza di competenze difficilmente reperibili altrove sia per il nostro innato spirito di adattamento al cambiamento e desiderio di navigare nella complessità. Ne è un esempio il nostro Probot, un edudroide interamente concepito e realizzato a Napoli che porta con sé l'ambizioso obiettivo non solo di rivoluzionare l'istruzione dei nostri giovani, ma anche supportare gli anziani accompagnandoli in un percorso di invecchiamento sereno e dignitoso».

Gli investimenti

È solo uno dei tanti esempi possibili. Il mega investimento sui chip di ultima generazione di STMicroelectronics in Sicilia, il nuovo polo dell'innovazione nato tra Calabria e Sicilia con l'Harmonic Group sulla scia dell'esperienza di Entopam, i progetti di società molto innovative come Graded che a Napoli investe sui cervelli di ritorno o la ricerca di eccellenza di Materias, guidata dall'ex ministro Gino Nicolais: l'elenco è sempre più esteso. Ma è la quota di nuovi investimenti a supporto della tecnologia e dell'innovazione a dare il senso di tutto questo ragionamento. Se il 40 per cento delle imprese italiane sceglie di investire, al Sud la percentuale sale al 43 per cento e da Roma in giù è più elevata la quota di progetti digitali. Il 44,6 per cento delle imprese del Sud, infatti, investe in innovazione contro il 41,8 della media italiana.

Il risultato è che le prospettive d'investimento future delle imprese meridionali si mantengono migliori rispetto a quelle nelle altre aree del Paese. Lo ha spiegato con la consueta chiarezza l'ultimo rapporto dell'Osservatorio Ripresa e Resilienza, collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo, che ha analizzato gli ultimi tre anni economici per tracciare un profilo dinamico delle tendenze prevalenti tra le imprese italiane e meridionali in particolare, anche alla luce del Pnrr e dell'esperienza delle ex Zes. Anche al Sud c'è stata una frenata ma non è un caso che tra le tipologie di probabili investimenti indicate dai titolari di Pmi meridionali ai primi posti figurano proprio i settori a più alto impatto tecnologico. C'entra, ovviamente, l'Intelligenza Artificiale ma sbaglierebbe chi pensasse a un percorso non condiviso con il sistema delle università e della ricerca. È vero, anzi, il contrario. Lo dimostrano l'esperienza a dir poco positiva del Polo della Federico II a San Giovanni a Teduccio ma anche il peso in parte ancora poco conosciuto dell'esperienza che si sta da anni realizzando in Calabria.

Il polo in Calabria

L'Unical, l'Università della regione, è un polo di eccellenza nell'Intelligenza Artificiale al punto che uno dei massimi esperti mondiali di questa disciplina, Georg Gottlob, ha deciso di trasferirsi da Oxford per insegnarla in questo ateneo, raccogliendo linvito del Rettore Leone con il quale condivideva da anni gli studi sulla materia. A Cosenza, poi, grazie sempre alla sinergia con l'Università della Calabria, sono arrivati anche i giapponesi di Ntt Data: la multinazionale ha trasferito proprio qui uno dei suoi tre poli mondiali dell'IA, un innovation center che utilizza la metodologia del digital twin (gemello digitale) in cui concentrare gli studi su corpo umano e qualità della vita. Cosenza dopo Tokyo e Palo Alto, negli Stati Uniti. Il Sud che avanza, anche senza la luce di tanti riflettori, è questo.

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