immagine Sud, 82 miliardi in 3 anni: le opere del dopo Pnrr da progettare adesso
  • di Ercole Incalza
  • mercoledì 21 agosto 2024, 07:33

Sud, 82 miliardi in 3 anni: le opere del dopo Pnrr da progettare adesso

Siamo a poco più di un mese dalla presentazione in Parlamento della Nota di Aggiornamento del Documento di Economia e Finanza (NADEF) e sono sicuro che, già da tempo, il Ministero dell'Economia e delle Finanze abbia predisposto il quadro delle possibili scelte e delle azioni che saranno contenute in tale documento. Di seguito tento di elencare quali dovrebbero essere le scelte utili per dare una concretezza programmatica al triennio 2025 2927, cioè al triennio che completa l'attuale Legislatura e faccio notare che, per la prima volta, il quadro di interventi nel Mezzogiorno supera la soglia di 82 miliardi di euro su un valore globale di 138 miliardi; cioè un valore superiore del 60% dell'intero impegno dello Stato e questa volta questo dato potrebbe essere non un banale annuncio ma una misurabile e difendibile scelta. Ricordo anche che i dati relativi alle reali esigenze finanziarie sono riportate nei vari atti programmatici delle varie Amministrazioni competenti (Ferrovie dello Stato, ANAS, Ministero Infrastrutture, Ministero Ambiente, ecc.)

Emergenza idrica

Interessante il lavoro svolto dalla Coldiretti che ha formalmente dichiarato: «La siccità sta già costando all'agricoltura 5 miliardi di euro che sommati ai 6 miliardi di euro della mancata di piogge del 2022 e ai 6,5 miliardi di danni causati dalle alluvioni dello scorso anno testimonia la rilevanza della criticità che l'intero comparto sta vivendo». Per questo il Presidente della Coldiretti Prandini ha ultimamente ribadito: «È urgente investire, nelle infrastrutture idriche quanto anticipato dal Ministro Salvini e cioè una disponibilità di 12 miliardi di euro; un importo che però non va speso con una cadenza di un miliardo di euro all'anno ma l'intero impegno finanziario dovrebbe essere assicurato in soli 4 anni». Prandini poi propone uno stanziamento della Unione Europea, in particolare «Un Repower UE dedicato alle sfide climatiche».

La sicurezza del territorio

È inutile dilungarsi sul quadro delle esigenze finanziarie per evitare che il Paese continui ad essere ricco di vere realtà idrogeologiche a rischio e privo di risorse necessarie per trasferire un numero rilevante di cittadini da aree a rischio tellurico in altri ambiti territoriali. Un esempio concreto è oggi il caso "Pozzuoli"; realtà a rischio non solo presente nel Mezzogiorno ma in vaste aree del centro del Paese e anche del Nord come il caso della Emilia Romagna. Da anni la stima minima per dare un concreto segno di attenzione ad una simile emergenza è pari a 20 miliardi di euro nei prossimi dieci anni. La stima è supportata da approfonditi studi dell'intero sistema Paese.

Il sistema Alta Velocità

Completare il sistema AV significa portare la offerta ferroviaria a livelli di elevata attrazione della domanda di trasporto forse superiore al doppio dell'attuale. Occorre però completare: il tratto Vicenza Padova, il Terzo Valico dei Giovi, la Battipaglia Reggio Calabria, l'asse adriatico Lecce Bologna. Inoltre occorre attrezzare la rete di un sistema digitale avanzato come l'ERTMS (European Rail Traffic Management System) che migliora le prestazioni, aumenta l'affidabilità e aumenta la capacità della linea. Per ora è in corso la realizzazione su 4.800 Km e entro il 2036 su tutta la rete. Effettuando una capillare analisi delle esigenze, alla luce anche dei livelli progettuali disponibili, la stima globale si attesta su un valore di 44 miliardi di euro.

Reti metropolitane

Anche in questo caso una lettura attenta delle esigenze già avanzate da varie città consente la identificazione di interventi per le seguenti realtà: Torino (Linea 2 e Torino Ceres), Genova (completamento rete metropolitana), Milano (completamenti M4, M5 e rete ferroviaria), Bologna (interventi nell'hinterland sulla rete FS), Roma (anello ferroviario e completamento Linea C), Napoli (prolungamento Linea 1, reti EAV e rete FS), Bari (completamento interventi Appulo Lucane , Sud Est e Ferrotranviaria), Catania (completamento Circumetnea e rete FS), Palermo (completamento rete FS). La stima globale legata alle esigenze prodotte dai vari progetti disponibili è di circa 22 miliardi di euro.

Reti viarie Anas

Escluse le tratte date in concessione, rientrano nelle competenze dello Stato una serie di interventi di cui sono disponibili i relativi progetti e quindi si è in grado di stimare le esigenze finanziarie. In particolare gli interventi più urgenti riguardano: il completamento della Strada Statale 106 Jonica (in testa per incidentalità 14 morti in un anno), il completamento della Palermo Agrigento Caltanissetta, il completamento della Maglie S. Maria di Leuca, il collegamento dell'asse autostradale tra il porto di Ancona e l'autostrada A14, Messa insicurezza dell'Aurelia, asse autostradale Orte Mestre. Il valore globale di tali interventi è pari a circa 26 miliardi di euro.

Porti e interporti

Anche in questo caso, sulla base dei programmi disponibili e delle progettualità in alcuni casi anche avanzate, si è in grado di stimare una esigenza finanziaria minima di almeno 6 miliardi di euro. Una somma mirata essenzialmente ad interventi all'interno delle piastre portuali ed ai collegamenti funzionali tra il porti e la rete ferroviaria e stradale. Per gli interporti inoltre trattasi di interventi mirati ad aumentare la capacità di alcuni impianti come ad esempio la linea del freddo e la digitalizzazione. La stima risulta pari a circa 5 miliardi di euro.

Hub aeroportuali 

In questo caso le esigenze finanziarie sono essenzialmente legate ai collegamenti ferroviari o metropolitani tra singoli HUB e le aree metropolitane. Dalla serie di programmi e progetti già pronti si è in grado di identificare un importo di 3 miliardi di euro.

Il ponte

Accanto a questo quadro di interventi va aggiunto quello relativo alla realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina che risulta già coperto per un valore di circa 13 miliardi di euro.

Un passo cruciale

In realtà il respiro programmatico della prossima NADEF dovrebbe essere pari a circa 138 miliardi di euro; tutte risorse che non solo vanno identificate con appositi provvedimenti ma che vanno anche trovate e rese disponibili in un arco temporale di 5 7 anni.
In fondo forse il Governo ed il Parlamento non se ne sono ancora resi conto ma stiamo in presenza di una seconda Legge Obiettivo per cui sarebbe utile dare corso ad un immediato confronto tra Stato e Regioni (per la Legge Obiettivo il confronto durò sei mesi e portò alla identificazione delle Intese Generali Quadro) per definire insieme un simile atto programmatico e rivedere, se necessario, l'utilizzo delle risorse comunitarie (Residuo PNRR, residuo FSC 2021 2027, Repower, ecc,) e dare vita, contestualmente, a forme di Partenariato Pubblico Privato (PPP) coscienti che non si sia in grado di inserire, nel prossimo quinquennio (la prossima Legge di Stabilità ha un arco temporale di cinque anni), le risorse finanziarie necessarie ma solo una parte molto limitata.

Sicuramente questo quadro andrà approfondito, sicuramente ci saranno molte critiche ad una simile impostazione, ma penso che la prossima NADEF non possa raccontare, come avvenuto almeno negli ultimi dieci anni, il "nulla" o, al massimo, anticipare gratuite statistiche del comparto delle costruzioni. Il Governo, ripeto, sa bene che questo è una NADEF ed una Legge di Stabilità tutta particolare perché, in fondo, porta l'attuale esperienza di centro destra verso il bilancio di fine Legislatura.

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