- venerdì 12 luglio 2024, 08:29
Ischia il prefetto Di Bari: «Sicurezza, tolleranza zero sui cantieri della ricostruzione»
Full immersion a Ischia del prefetto di Napoli, Michele di Bari. Due i fronti aperti. Una prima riunione dedicata allo stato d’attuazione dei protocolli di intesa per la sicurezza e la legalità nei cantieri della ricostruzione post sisma e post frana (che inevitabilmente possono far gola a gruppi criminali).
La seconda riunione sulla problematica legata alla distribuzione degli sbarchi dei mezzi pesanti sui porti isolani.
Le ispezioni
Primo appuntamento a Palazzo Reale, uffici del commissariato alla ricostruzione, alla presenza dei sindaci, del questore di Napoli, del comandante provinciale della Guardia di Finanza, del prefetto Paolo Canaparo (responsabile della struttura SISMA operante presso il ministero dell’Interno). L’attenzione è caduta sul recente accesso ai cantieri ispettivi, il secondo dopo quello dello scorso gennaio che portò all’emissione di ben 16 interdittive antimafia, a dimostrazione di come la ricostruzione fosse finita nel mirino anche di personaggi e ditte dal “palmares” non proprio cristallino.
Anche nell’incontro con i cronisti il prefetto di Bari ripeterà il concetto quasi come un mantra: «Il protocollo prevede clausole incisive e chiare: chi lavora per un cantiere privato deve essere iscritto alla white list, non sono previsti subappalti a cascata, occorrono determinati requisiti. Abbiamo effettuato nuovi controlli, vedremo cosa ne verrà fuori. Tutte le attività devono essere svolte in forma sinergica».
Gli effetti
I primi risultati sono già arrivati: uno dei due cantieri è stato sospeso nell’immediatezza dall’Ispettorato del Lavoro per gravi violazioni in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro. Sono state riscontrate anche violazioni sull’affidamento dei subappalti. E nel corso del summit è spuntata una ipotesi tra il suggestivo e l’innovativo: l’introduzione dei badge nei cantieri, per poter avvalersi di un monitoraggio ancor più efficace. Sarebbe una primizia assoluta, mai registrata in altre località dello Stivale colpite da calamità.
Dal canto suo il commissario Giovanni Legnini ha fatto il punto sulle attività realizzate fin qui sull’isola ricordando i 400 interventi pubblici di cui 120 non ancora finanziati, 200 riferibili alla fase emergenzale (90 conclusi, altrettanti in fase di progettazione e 32 in esecuzione), 40 relativi alla ricostruzione pubblica post-sisma, 17 relativi agli edifici di culto. A tali cantieri si aggiungono quelli della ricostruzione privata che segnano un significativo avanzamento.
Poi Legnini ha lanciato un messaggio chiaro: «Legalità e speditezza possono, anzi devono coesistere, il protocollo contiene impegni sostanziali sui quali tutti i soggetti devono orientare le rispettive attività. Nei prossimi mesi vi sarà una forte crescita dei cantieri, anche privati, ed è opportuno intensificare le attività di vigilanza. Dopo le due tragedie che hanno colpito duramente questo territorio, l’isola non può permettersi l’onta e il discredito dell’inquinamento da parte delle imprese malavitose».
Un concetto, quello della tutela della legalità, ribadito con forza anche dal prefetto Paolo Canaparo.
I viaggi in terraferma
Subito dopo il prefetto Michele di Bari si è recato al municipio di Casamicciola, dove ad attenderlo c’erano ancora i sindaci isolani, i rappresentanti delle forze dell’ordine, il mondo delle associazioni, i rappresentanti delle compagnie di navigazione. Focus sullo sbarco costante e irrefrenabile di mezzi pesanti, di dimensioni spesso mastodontiche e che creano problemi logistici ma anche di immagine a una località a vocazione turistica.
Il prefetto, auspicando unità di intenti tra i primi cittadini ha voluto rimarcare con forza un concetto: «Bisogna venire incontro alle esigenze dei sindaci: le strutture sono quelle che conosciamo, però il disservizio deve essere superato. Ci sono già delle ordinanze che devono essere rispettate e oggi non lo sono ed a riguardo ho disposto una serie di controlli che partiranno già nei prossimi giorni. Per questo non servono soluzioni tampone, se si riuscisse a garantire quello che è già nero su bianco gran parte dei problemi sarebbero già risolti».
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