- sabato 31 gennaio 2026, 09:30
Iscro, aumenti importi 2026: l'indennità per gli autonomi sale fino a 817,69 euro
Nel 2026 l’Indennità straordinaria di continuità reddituale e operativa (Iscro), destinata ai lavoratori autonomi iscritti alla Gestione separata, registra un aggiornamento al rialzo rispetto all’anno precedente.
Iscro, gli aumenti del 2026
Le variazioni interessano sia il reddito di riferimento necessario per accedere alla prestazione sia gli importi minimi e massimi mensili erogabili. La finestra per le domande per accedere al sostegno per gli autonomi, si dovrebbe aprire attorno alla metà di giugno e si chiuderà - come ogni anno - il 31 ottobre.
I nuovi importi
Per le domande presentate nel 2026 il reddito da prendere a riferimento – ossia quello dichiarato nell’anno precedente – sale a 12.749,18 euro, contro i 12.648,00 euro validi per il 2025.
Parallelamente, vengono aggiornati anche gli importi dell’indennità mensile. Nel 2026 l’ISCRO non può essere inferiore a 255,53 euro e non può superare 817,69 euro. Nel 2025, invece, i limiti erano fissati rispettivamente a 252,00 euro e 806,40 euro. Ciò significa che il valore minimo cresce di 3,53 euro, mentre il tetto massimo aumenta di 11,29 euro.
Cos'è l'Iscro
L'Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa è una misura di sostegno al reddito, simile a una cassa integrazione, ma destinata ai lavoratori autonomi. Il sostegno dura 6 mesi.
Istituita in via sperimentale per il triennio 2021-2023 dalla legge di bilancio 2021 è andata a regime a partire dal 1° gennaio 2024, con la Manovra 2024. Si rivolge ai lavoratori iscritti alla Gestione Separata che esercitano attività di lavoro autonomo come professione abituale.
Chi può chiederlo
Il beneficiario deve rispettare tutti i requisiti previsti:
- non essere titolare di trattamento pensionistico diretto;
- non essere assicurato presso altre forme previdenziali obbligatorie alla data di presentazione della domanda;
- non essere beneficiario di Assegno di Inclusione per l’intero periodo di fruizione della indennità ISCRO, pena la decadenza dalla prestazione;
- avere prodotto un reddito di lavoro autonomo, nell'anno precedente alla presentazione della domanda (anno di riferimento), inferiore al 70% della media dei redditi da lavoro autonomo relativo ai due anni precedenti all'anno di riferimento. Esempio: se la domanda è presentata nel 2024, il reddito da considerare è quello risultante dalla dichiarazione dei redditi del 2023 (anno di riferimento) che deve essere inferiore al 70% della media dei redditi da lavoro autonomo degli anni 2021 e 2022 (due anni precedenti all’anno di riferimento);
- aver dichiarato, nell'anno precedente alla presentazione della domanda, un reddito non superiore a 12mila euro, calcolato ogni anno sulla base della variazione dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati rispetto all'anno precedente;
- essere in regola con la contribuzione previdenziale obbligatoria;
- essere titolare di partita IVA attiva da almeno tre anni, alla data di presentazione della domanda, per l’attività che ha dato titolo all'iscrizione alla gestione previdenziale in corso;
- autocertificare, in fase di presentazione della domanda, i redditi prodotti per ogni anno di interesse, se non già a disposizione dell’Istituto.
Le incompatibilità
L’indennità Iscro è incompatibile con:
- pensioni dirette;
- indennità di disoccupazioneNASpI, DIS-COLL, ALAS e dell’indennità di discontinuità per i lavoratori dello spettacolo;
- cariche elettive e/o politiche che prevedono, come compensi, indennità di funzione e/o altri emolumenti diversi dal solo gettone di presenza.
Decorrenza e durata
L’indennità è erogata per sei mesi, a partire dal giorno successivo alla data di invio della domanda; non può essere richiesta nel biennio successivo all'anno di inizio di fruizione della stessa.
La prestazione concorre alla formazione del reddito e non comporta accredito di contribuzione figurativa.
Quanto vale
L’importo dell'Iscro mensile non deve dunque essere inferiore 255,53 euro e non può superare 817,69 euro.
È pari al 25%, su base semestrale, della media dei redditi da lavoro autonomo dichiarati dal soggetto nei due anni precedenti all'anno precedente alla presentazione della domanda. Esempio: se il reddito dichiarato per gli anni 2022 e 2023 è pari rispettivamente a 6mila euro e a 5mila euro, si deve:
- determinare la media del reddito (6.000 euro + 5.000 euro = 11.000 euro/2 = 5.500 euro);
- dividere il risultato per due (base semestrale 5.500 euro /2 = 2.750 euro);
- moltiplicare il risultato per il 25% (2.750 euro x 25% = 687,50 euro);
Gli importi sono calcolati ogni anno sulla base della variazione dell'indice Istat dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati rispetto all'anno precedente.
Come fare domanda
La domanda va presentata esclusivamente online, entro il 31 ottobre (scadenza uguale ogni anno), effettuando l’accesso al servizio con le proprie credenziali sul portale Inps.
In alternativa:
- via Contact center al numero 803 164 da rete fissa (gratuito) oppure 06 164 164 da rete mobile (a pagamento, in base alla tariffa applicata dai diversi gestori);
- rivolgendosi agli enti di patronato e intermediari dell’Istituto, attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi
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