immagine Meloni, agenda di governo: «Mezzogiorno e Pnrr le priorità»
  • di Nando Santonastaso
  • sabato 31 agosto 2024, 10:00

Meloni, agenda di governo: «Mezzogiorno e Pnrr le priorità»

«Noi sappiamo che l'Italia cresce davvero solo se riesce a rimettere in moto tutta la sua economia e tutti i suoi territori». È un passaggio dell'ampia comunicazione con la quale ieri la premier Giorgia Meloni ha introdotto il primo Consiglio dei ministri dopo le ferie estive. Un passaggio, nel giorno in cui l'Istat segnala il calo storico del tasso di disoccupazione e l'ulteriore incremento dei posti di lavoro, anche grazie alla componente femminile, che in chiave Sud acquista un significato particolare. Meloni sottolinea infatti il peso sempre più concreto del Mezzogiorno nella crescita del Paese, rivendicando al suo governo la paternità di questa svolta: «Pensate ai dati che ci arrivano dal rapporto Svimez sulla crescita del Pil nel Sud, che nel 2023 è aumentato più della media nazionale, cosa che non accadeva dal 2015: quasi mezzo punto percentuale» dice la premier. E aggiunge: «Un dato che contrasta con la narrazione, distorta, della sinistra che ci dipinge come nemici del Mezzogiorno, che vogliono umiliare il Sud e spaccare l'Italia con l'autonomia differenziata. Perché non possono dire la verità, e cioè che con questo governo gli investimenti al Sud sono aumentati del 50%, che significa che si poteva fare anche prima ma non è stato fatto». 

Il Pnrr 

È il Consiglio dei ministri nel quale viene ufficializzata l'indicazione del ministro per gli Affari europei, il Pnrr, il Sud e la politica di coesione, Raffaele Fitto, per la Commissione europea. E il ruolo svolto dal fedelissimo di Meloni per il Mezzogiorno è un altro dei passaggi chiave della sua comunicazione: «Anche grazie allo straordinario lavoro del ministro Fitto - dice Meloni - l'Italia ad oggi si conferma al primo posto in Europa per obiettivi raggiunti e avanzamento finanziario del Pnrr. Siamo lo Stato membro dell'Unione europea che ha ricevuto, finora, l'importo economico più alto: 113,5 miliardi di euro, oltre il 58% delle risorse totali. Il 28 giugno abbiamo raggiunto i 37 obiettivi della sesta rata da 8,5 miliardi di euro. E in questi giorni siamo impegnati nella fase di verifica con la Commissione europea per il pagamento della rata entro il 31 dicembre. Il Pnrr non consente soste e quindi siamo impegnati nelle attività necessarie per il raggiungimento dei 69 traguardi e obiettivi della settima rata da 18,2 miliardi di euro e con il monitoraggio dello stato di attuazione del Piano e della messa a terra degli investimenti programmati. La messa a terra del Pnrr, ovviamente, è e rimarrà una priorità assoluta dell'intero governo». 

Il Mezzogiorno

La priorità è chiara e il Mezzogiorno continuerà ad essere al centro dell'azione dell'esecutivo, chiarisce Meloni. Non a caso nel Cdm dell'8 agosto, con una tempestività considerevole, era stato deciso il raddoppio, fino a 3,2 miliardi, delle risorse da assegnare al credito d'imposta per le imprese della Zes unica Sud che ne avevano fatto richiesta (più di 16mila le domande arrivate all'Agenzia delle Entrate per oltre 9 miliardi di finanziamenti. Una scelta forte, specie dopo le polemiche sollevate sull'importo originariamente deciso dal governo nella Legge di Bilancio e la modesta percentuale indicata dall'Agenzia per il riconoscimento del credito stesso, il 17%. Pochi giorni dopo l'asse Meloni-Fitto aveva confezionato la risposta e disposto il decreto poi approvato dal governo.

Una scelta che, ovviamente, impegna altre risorse, com'era avvenuto anche per la proroga fino al 31 dicembre prossimo della Decontribuzione Sud e di Resto al Sud, in uno scenario di finanza pubblica non proprio idilliaco (la maggior pate dei fondi ottenuti dall'Italia per il Pnrr è a prestito e va dunque restituita). Non a caso le avvisaglie di un confronto aspro sulla prossima legge di Bilancio sono già evidenti, dentro e fuori della maggioranza. «È fondamentale rafforzare e consolidare - il quadro economico ha detto la premier - anche con le scelte che faremo nella prossima manovra economica. Sarà una legge di Bilancio ispirata, come quelle precedenti, al buon senso e alla serietà. La stagione dei soldi gettati dalla finestra e dei bonus è finita e non tornerà fin quando ci saremo noi al governo. Tutte le risorse disponibili devono a mio avviso continuare a essere concentrate nel sostegno alle imprese che assumono e che creano posti di lavoro e per rafforzare il potere di acquisto delle famiglie, con la solita attenzione particolare a quelle con bambini».

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Puntuale anche il riferimento al Piano Mattei che mette il Sud in una condizione di assoluta centralità nella strategia di ponte tra Europa e Africa al quale il Piano stesso si ispira: «È un piano di respiro nazionale, che risponde al nostro interesse nazionale di creare un nuovo modello di sviluppo e partneriato con l'Africa, e restituire all'Italia la centralità che storicamente le è propria nel Mediterraneo. Ma è immaginato come un piano strategico che dovrebbe andare oltre anche la durata di questo Governo. E per questo mi auguro che sia considerato così da tutti, a partire dalle forze politiche che oggi sono all'opposizione e che finora, secondo me, hanno avuto su questa vicenda una chiusura pregiudiziale. Lo abbiamo condiviso con il Parlamento proprio per ascoltare anche le opposizioni e sperare che almeno su questo si potesse lavorare tutti insieme. Finora non è accaduto ma spero ancora possa accadere in futuro». La premier smentisce poi presunti tagli per le famiglie: «Fin quando ci sarà questo governo le famiglie italiane non avranno nulla da temere». 

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