- sabato 22 giugno 2024, 20:11
Napoli, l’anno dei congressi: superate Torino e Venezia
Numeri mai così alti per la meeting-industry a Napoli. Il primo trimestre del 2024 ha fatto registrare il record di sempre, quanto all’organizzazione di eventi e convegni all’ombra del Vesuvio, con una crescita del 14% rispetto a gennaio-marzo del 2023. I congressi sono aumentati addirittura del 33% rispetto ai primi tre mesi del 2022. Un indotto, quello portato dal settore solo l'anno scorso, che si aggira intorno ai 600 milioni di euro, secondo le stime dell’Osservatorio dell’assessorato comunale al Turismo. Non solo il boom di vacanzieri, insomma. Partenope sta scalando la classifica delle metropoli più accoglienti anche per le fiere, le aziende e per gli eventi legati alla professione. A testimoniarlo, ci sono anche i dati Oice (Osservatorio italiano dei congressi e degli eventi) presentati nei giorni scorsi all’Enit di Roma.
La crescita
L’impennata della meeting-industry partenopea è un’ulteriore spia del fatto che, nel post-Covid, Napoli abbia cambiato marcia. L’immagine della città ha acquistato appeal non solo a livello nazionale, ma anche in ambito continentale ed extra-Ue. Ben il 30% delle richieste di organizzare un evento all’ombra del Vesuvio arriva dall’estero, e – come fanno sapere dal Convention Bureau di Napoli (Cbn) – stanno aumentando le prenotazioni in particolare dalla Cina, dagli Stati Uniti e dal Sud-America. Limitandoci solo ai primi 6 mesi dell’anno in corso, Napoli – dopo aver vinto la candidatura presentata proprio dal Cbn – ha ospitato quattro grandi congressi internazionali da oltre 500 persone ciascuno. I settori sono diversi: design pubblicitario, ingegneria spaziale, chirurgia pediatrica e scienze zoologiche e marine. Stiamo parlando, in buona sostanza, di un modo per generare allo stesso tempo indotto e cultura sul territorio. Come emerge dallo studio Oice, cui hanno partecipato l’11,2% delle 5644 sedi di meeting italiane (di cui 289 in Campania e 780 al Sud), il Mezzogiorno vanta l’80% di sedi che hanno ospitato almeno un evento e insegue ad appena 2,3 punti percentuali il Nord. 340mila gli eventi complessivi del 2023 in Italia, con 27,1 milioni di partecipanti. Una fetta di mercato che copre l'11,2% delle presenze annuali nelle strutture alberghiere. Il Sud ha ospitato, nel complesso, il 10% dei meeting. In termini di numeri, il Mezzogiorno, pur considerando una crescita del 30% rispetto al 2022, ha recuperato meno delle altre aree d’Italia rispetto al pre-Covid. In questo contesto, però, come emerge da uno studio presentato a maggio da International Congress and Convention Association, l’Italia è prima in Europa per numero di congressi organizzati (davanti a Francia, Germania e Uk), e Napoli, al 66esimo posto nel mondo quanto a turismo congressuale, è la quinta città italiana di questa speciale classifica,
L’indotto
L’osservatorio dell’assessorato comunale al Turismo di Teresa Armato stima in «circa 700 euro la spesa media di un turista congressuale, il triplo di un visitatore in vacanza». I partecipanti ai congressi solo alla Mostra d'Oltremare sono stati 44.920 nel 2023, più i 12446 che hanno preso parte alle fiere. «Stimiamo un indotto totale di almeno 600 milioni, per il congressuale in città nel '23 – aggiunge Armato – E cresciamo ancora nel '24. Napoli si sta avvicinando molto a Firenze, e ha superato Torino e Venezia. L’incremento del congressuale in città si aggira intorno al 30%, con il 4% di incremento medio degli anni pre-Covid. Segno del fatto che turismo a Napoli sta crescendo non solo in quantità, ma anche nei servizi e nella qualità dell’offerta. Non ci fermeremo e continueremo a investire». Tra le aree della città che traggono maggiore giovamento dal boom del congressuale, vanno indicate Fuorigrotta (con Città della Scienza e la Mostra d’Oltremare) o la Stazione Marittima. Ma si diffondono meeting anche in hotel più piccoli. «Il comparto congressuale cittadino vive una crescita importante – argomenta Margherita Chiaramonte, presidente del Convention Bureau Napoli – Il Sud ha ancora un gap con il Nord, ma la crescita qui ha prospettive maggiori. La partecipazione a fiere di settore, insieme all’organizzazione di Fam Trip e Press Tour, rappresenta uno strumento molto utile per far conoscere l’efficienza e l’unicità del nostro territorio che sempre più sta attraendo congressi anche internazionali. Tolti gli anni del Covid, la crescita negli ultimi 10 anni è stata costante. Questi risultati sono il frutto del lavoro di collaborazione e partenariato fra operatori del settore come noi e le sedi congressuali, più o meno convenzionali, di cui la città dispone. Mostra d’Oltremare, Città della Scienza o Stazione Marittima, ad esempio, sono le sedi più grandi, ma anche gli alberghi e altre sedi suggestive con capienza inferiore, per convegni al di sotto dei 500 partecipanti, sono una risorsa fondamentale. L’obiettivo è ora stabilizzare la quota di turismo congressuale raggiunta, ma anche aumentare l’appetibilità di Napoli nei mesi di bassa stagione, affinché accolga nuovi eventi».
- Annunci correlati

IlMessaggeroCasa.it
Scegli su quale social condividere questo contenuto con tutti i tuoi amici.