- mercoledì 10 luglio 2024, 07:31
Napoli fabbrica del futuro: «San Giovanni Valley è il posto giusto per progettarlo»
A sentir parlare il CEO di nessun cartellino da timbrare, aree relax in cui rilassarsi sorseggiando una tisana o un caffè, allenarsi nella palestra aziendale, prendersi un break nella sala bazar giocando alla PlayStation o al biliardo, lasciare i bimbi nell'asilo nido sito all'interno del luogo di lavoro, gustare i piatti della mensa che gli chef preparano attingendo dalle risorse a chilometro zero, e molto presto direttamente dall'orto che nascerà da un terreno preso in gestione, uno giurerebbe che siamo nella Silicon Valley.
Tutto questo però non accade in California e nemmeno negli States. Siamo a Napoli, precisamente a Gianturco che insieme a gran parte di San Giovanni a Teduccio, è diventata la nostra Technology Valley, grazie a imprenditori coraggiosi e visionari che con il loro lavoro stanno cambiando il tessuto sociale ed economico dell'area Est e conquistando il mondo. Giovanni Fiengo è tra questi. Da oltre sette anni, con Kineton macina numeri da capogiro e da semplice startup oggi ha superato di gran lunga la barriera di PMI avendo oltre 520 dipendenti a tempo indeterminato principalmente nella sede napoletana, ma anche in quelle di Torino, Milano, Reggio Emilia, Tirana in Albania e Birkenhead nel Regno Unito. Con un fatturato di 30 milioni di euro annuali, la società di ingegneria del software guarda sempre più lontano: continua ad assumere laureati per tutte le sedi (ma in particolare quella di Napoli) e ha acquisito un grande spazio in via Ponte dei Granili, che diventerà entro dicembre 2025 la sede ufficiale di Kineton dove «restituire al territorio ciò che ci ha dato, prendendoci cura delle persone che vivono in questo quartiere».
Focus Mezzogiorno
Kineton è un esempio di business in cui il Mezzogiorno è protagonista. «Avremmo potuto aprire ovunque, al nord Italia in particolare, perché alla fine non abbiamo nessun cliente nel sud: non sarebbe cambiato nulla se fossimo stati altrove» ammette Fiengo. «Restare a Napoli ha un significato importante: c'è molto più gusto nel combattere per la nostra terra piuttosto che andare a cercare altri luoghi. Il senso è quello di dimostrare di saperlo fare bene ovunque, ma in particolare restando qui. C'è un gusto differente, c'è un senso di appartenenza anche nel fare impresa, anche nell'assumersi delle responsabilità, quindi non è una questione economica. Fare impresa è altro e farlo in questo modo questo per noi è molto importante». Kineton sviluppa software (o forse sarebbe più adeguato dire che li inventa) per il settore automotive, media, aerospace dal marzo 2017, quando era una piccola startup fondata con un gruppo di otto amici-colleghi, mantenendo salde le radici nel mondo accademico e della ricerca, da cui Fiengo proviene e dove continua a insegnare (Università del Sannio). In pochissimo tempo, Kineton si fa largo nell'industria internazionale e conquista lo status di scaleup, grazie all'elevata crescita in termini di dimensioni, fatturato e investimenti. Tra i suoi clienti i più importanti produttori di autoveicoli come Stellantis, Jaguar, McLaren, e grandi broadcaster come Sky, tanto per citarne qualcuno.
L'esperienza accademica di Fiengo forse fa la differenza, e imposta Kineton con un visione internazionale che affonda le radici nella filosofia di Olivetti e arriva fino all'Office Meditation Room delle multinazionali del tech. «L'idea di Olivetti è stata di ispirazione, ha cambiato le cose, - spiega - anche se in quel caso era una fabbrica, e noi siamo un'impresa di ingegneri, quindi concetti completamente differente, oltre che epoche differenti. Quello che vogliamo è realizzare la nostra idea di impresa, con al centro tutte le persone che la compongono, e focus sul loro benessere». Focus che si realizza anche con lo status di Società Benefit che ha l'obiettivo di generare un impatto positivo sulla società e sull'ambiente, insieme al profitto finanziario. «Kineton è un'azienda incentrata sulle persone e nel suo modello aziendale che dà priorità all'innovazione per il miglioramento della vita delle persone. Noi cerchiamo di rendere il posto di lavoro attraente, dove appunto ci sono una serie di benefici e vantaggi. Per noi ogni giovane che entra in azienda deve svegliarsi con il piacere di venire qui». I colloqui di lavoro, infatti, sono incentrati sulla convinzione della scelta. «Non timbrano il cartellino, devono svolgere otto ore lavorative ma non abbiamo un conta ore, non c'è un controllo. C'è un rapporto di obiettivi di lavoro basato sulla fiducia e sui risultati che si devono raggiungere». C'è anche la possibilità di fare smart working «che significa essere libero e flessibile di lavorare per raggiungere risultati nel modo che si reputa migliore per se stessi. Siamo però anche molto convinti dell'importanza dello scambio e del contatto umano, che è anche quello napoletano: la cultura dello stare insieme, condividere un momento di pausa sorseggiando un caffè, stare insieme, perché di ispirazione e confronto».
Impegno sociale
Kineton però è impegnato anche nel sociale e ha istituito il Centro Studi Kineton guidato da Piero Marrazzo, organizzando convegni per esplorare tematiche cruciali legate all'innovazione e alla digitalizzazione. L'impegno verso la comunità si riflette nella collaborazione con l'associazione Figli in Famiglia. In questo ambito, Kineton ha finanziato progetti con Amatori Rugby Napoli e organizzato un corso di gaming per i ragazzi dell'associazione, durante il quale è stato ideato e realizzato un piccolo gioco, visibile sul sito aziendale. Progetti attuati anche con NEST, attraverso il finanziamento di corsi di mestieri del teatro per residenti di San Giovanni dove si trasferiranno a breve.- Annunci correlati

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