- domenica 22 ottobre 2023, 09:00
Nicola Gratteri procuratore di Napoli: «I magistrati facciano autocritica»
«Dobbiamo sporcarci le mani, spiegare ai ragazzi che non conviene essere corrieri della droga perché si guadagna quanto un idraulico. Dobbiamo dire loro quanto guadagna uno che porta 2 chili di cocaina da Napoli a Milano e quanto uno che aggiusta lavatrici». Così il neoprocuratore di Napoli, Nicola Gratteri, a margine della sua prima uscita pubblica. L'occasione per affrontare il tema del disagio e della criminalità giovanile («quest'anno sono 1.500 le segnalazioni di assenze saltuarie e dispersione solo per la città di Napoli», ha ricordato la procuratrice minorile Maria de Luzenberger) è stata la presentazione del libro di Nicola Cotugno “Fare scuola a Scampia - Buone pratiche digitali per la coesione educativa” (Erickson) che rientra nell'iniziativa “Le scuole a Castel Capuano: idee per la consapevolezza civica dei giovani”.
Nella sede della Fondazione Castel Capuano con il presidente Aldo De Chiara sono intervenuti Eugenio Forgillo, presidente Corte di Appello, Antonio Gialanella, procuratore generale della Repubblica, Antonella Ciriello, vicepresidente Scuola Superiore Magistratura, Alfredo Guardiano, magistrato Corte di Cassazione, Marcello Ravveduto, docente all'Università di Salerno. Presenti il questore Maurizio Agricola, il prefetto Claudio Palomba, l'assessore comunale all'istruzione Maura Striano, la presidente del Tribunale Elisabetta Garzo, rappresentanti delle forze dell'ordine. «Con quest'iniziativa la Fondazione Castel Capuano ribadisce il suo interesse verso la scuola - ha detto De Chiara - soggetto fondamentale nel portare avanti l'azione tesa a rimuovere le cause del disagio giovanile alla base di gravi atti criminali. Occorrono adeguate risorse finanziarie, un corpo docente motivato e un impegno maggiore da parte della politica».
«Grazie a lei ho imparato ad accendere il computer». Quando arriva nel Saloncino dei busti di Castel Capuano Nicola Gratteri scherza affettuosamente con Floretta Rolleri, 85enne magistrato ligure in pensione ed ex responsabile del centro informatico per la rete della giustizia, che ricorda: «Quando lo conobbi, lui era sostituto procuratore. Oggi è la persona giusta per Napoli». «Per farsi ascoltare dai giovani bisogna essere credibili - dice il nuovo capo della Procura rispondendo ai cronisti - noi adulti dobbiamo essere coerenti in ciò che diciamo e facciamo, quindi più che discorsi dobbiamo fare fatti, loro ci giudicheranno e valuteranno nei risultati. Così il nostro insegnamento potrà essere utile a questi ragazzi, altrimenti sarà una recita per tutti». «Qui proverò a fare la mia parte e ce la metterò tutta ogni giorno coinvolgendo più persone possibile per rendere più vivibile questo territorio». In riferimento al libro presentato Gratteri ha poi aggiunto: «La parte che mi è piaciuta di più è la prima, dove Cotugno è riuscito a essere credibile con alunni di un territorio difficile e già questo è un grande successo. Ma se è un modello vincente, perché non viene replicato? Perché nessun governo finora ha investito nella scuola? Il prof è visto come uno sfigato. Invece chi viene con il Suv da 120mila euro è vincente, come lo è la ragazza che arriva tutta rifatta. Oggi si conta in base a ciò che si ha e non a ciò che si è». «Siamo in una società in cui la cultura non è un valore - incalza - se a casa i genitori sono stati egoisti, vogliono fare i ragazzini, si vestono come ventenni, se i loro sono figli di mafiosi e si nutrono di cultura mafiosa allora noi dobbiamo fare di più». «In Italia - insiste Gratteri - ci sono duemila Caivano. Non dobbiamo perdere di lucidità e vivere solo in funzione del minuto e mezzo di visibilità al telegiornale».
Spazio poi alla necessità di fare processi brevi: «Non possono durare 5 o 6 anni. Cominciamo col chiudere i Tribunali piccoli, fare quello distrettuale e ad essere più seri. Dobbiamo fare autocritica. Dopo il caso Palamara non abbiamo recuperato un millimetro di credibilità con la gente, perché il Csm andava sciolto», conclude.
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