- domenica 21 dicembre 2025, 00:59
Pensioni, arriva una mini-stretta sulle anticipate. Imprese, tornano i fondi: ecco i correttivi alla manovra
Il mandato ai quattro relatori a riferire in Aula è arrivato in serata, attorno alle 18:45. La Manovra con misure da 22 miliardi ha avuto il disco verde della commissione Bilancio di Palazzo Madama. I senatori hanno scongiurato di dover passare la Vigilia di Natale a votare il disegno di Legge di Bilancio. Il nuovo maxi-emendamento risolutivo è arrivato di prima mattina. Dentro la norma sono tornate tutte le misure per le imprese che erano state stralciate da un precedente correttivo targato governo. Il pacchetto per le aziende si arricchisce nuovamente e comprende 1,3 miliardi per gli incentivi agli investimenti in Transizione 4.0; 532 milioni per la Zona economica speciale del Mezzogiorno, il ripristino delle risorse per contrastare il caro materiali e permette di completare le opere pubbliche. Spazio poi ai fondi del Piano Casa: da 300 milioni sul biennio della versione iniziale si passa a 200 milioni. «Si tratta di misure indispensabili per mettere il Paese al riparo dal rischio blocco dei cantieri, con ripercussioni negative per la crescita», ha commentato la presidente dell’Ance, Federica Brancaccio. Entra nel provvedimento anche la rimodulazione dei finanziamenti per il Ponte sullo Stretto. Dato lo stop impresso dalla Corte dei Conti all’iter, salgono le risorse per il 2032 e il 2033.
L’intervento
A metà mattinata, nel piano ammezzato del Senato, dove si trova la commissione Bilancio, è arrivato anche il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti. È stato lui ad spiegare ai senatori i contenuti del maxi-correttivo e le coperture, compresa la mini-stretta sulle pensioni anticipate. Questa volta, a differenza della passata versione poi cancellata, finanziata sterilizzando il peso del riscatto della laurea e l’allungamento dei tempi per l’effettivo pensionamento una volta raggiunti i requisiti, non c’è stata alcuna levata di scudi.
Nella modifica del governo entra infatti una mini-stretta sulle pensioni anticipate. Dal 2033 ci sarà una sforbiciata di 40 milioni al fondo dedicato all’uscita anticipata dei lavoratori usuranti. E aumentano anche i tagli per lavoratori precoci, ossia per chi ha raggiunto i 12 mesi di contributi prima di aver compiuto 19 anni. La modifica introduce infatti un’ulteriore riduzione di 50 milioni dal 2033 che diventa di 100 milioni dall’anno successivo. A queste due misure si somma lo stop alla possibilità di andare in pensione di vecchiaia prima cumulando gli importi di forme previdenziali complementari per raggiungere gli importi necessari a uscire dal mondo del lavoro con 20 anni di contributi. «È una cosa introdotta l'anno scorso, dal nostro governo, che pare non interessasse a nessuno. A me dispiace ma evidentemente non è stata ritenuta strategica», ha commentato Giorgetti.
Rientra inoltre, anche se leggermente rivisto rispetto alla prima versione, l’introduzione di un periodo di silenzio-assenso per l’iscrizione dei neo-assunti alla previdenza complementare che scatterà dal prossimo luglio (ci saranno 60 giorni per cambiare idea). Dal 2032 anche le imprese con 40 dipendenti dovranno versare il Tfr all’Inps. Una grossa parte della copertura arriverà da un contributo aggiuntivo chiesto alle assicurazioni che dovranno anticipare l’85% della maggiorazione sulle polizze responsabilità civile previste come sostegno al servizio sanitario nazionale. Una nuova richiesta alle compagnie, chiamate già a un aggravio dell’Irap e che in manovra hanno visto anche entrare una interpretazione sulla tassazione che grava sui premi per le polizze infortunio conducente. Parte quest’ultima di tutto un capitolo del disegno di legge di Bilancio che interviene sul settore finanziario alzando allo 0,4% la tassa sulle transazioni finanziarie e con una stretta alle deducibilità fiscali per le banche. Quanto al capitolo dei fondi per le metropolitane di Roma, Milano, Brescia e Napoli, dal ministero delle Infrastrutture sono arrivate rassicurazioni. E gli spazi saranno affrontati in sede di assestamento di bilancio, in estate, rispettando tempi e modulazioni previste.
I farmaci
All’interno del correttivo del governo entra infine una misura sul tetto della spesa farmaceutica: sale dal 2026 di uno 0,1% annuo e la copertura, 140 milioni di euro annui, arriva dalla riduzione del Fondo per i farmaci innovativi.
Il testo è quindi pronto ad approdare in Aula domani con la relazione di Guido Quintino Liris, Claudio Borghi, Mario Borghese e Dario Damiani. Sarà quindi licenziato martedì, così da poter essere trasmesso alla Camera per una rapida lettura.
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