immagine Pagare i contributi volontari per la pensione costa di più, nel 2026 servono (almeno) 4.200 euro
  • mercoledì 11 marzo 2026, 17:36

Pagare i contributi volontari per la pensione costa di più, nel 2026 servono (almeno) 4.200 euro

Nuovo aumento per chi decide di versare di tasca propria i contributi previdenziali per non interrompere la propria carriera assicurativa.

Nel 2026 il costo minimo della prosecuzione volontaria sale a circa 4.200 euro l’anno, in crescita rispetto ai 4.141 euro richiesti nel 2025.

L’aggiornamento è contenuto nella Inps circolare n. 27 dell’11 marzo 2026, che ha pubblicato le nuove tabelle contributive applicabili dal 1° gennaio per lavoratori dipendenti, autonomi e iscritti alla Gestione separata. L’aumento deriva dall’adeguamento all’inflazione registrata nel 2025, pari all’1,4% secondo l’indice Istat dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati.

La soglia minima per i lavoratori dipendenti

Per chi è stato autorizzato a versare contributi volontari dopo aver interrotto o sospeso l’attività lavorativa, l’importo dipende dalla retribuzione di riferimento, cioè quella percepita nell’ultimo anno di lavoro, sulla quale si applica l’aliquota contributiva prevista.

Per gli ex dipendenti l’aliquota è pari al 27,87% se l’autorizzazione alla prosecuzione volontaria è stata concessa entro il 31 dicembre 1995 e al 33% per le autorizzazioni successive.

In ogni caso esiste un minimale di reddito settimanale, fissato per il 2026 a 244,74 euro. Ciò significa che il contributo non può essere inferiore a 80,76 euro a settimana, pari a 4.199,74 euro su base annua.

I parametri utilizzati

La circolare fissa inoltre altri parametri utilizzati per il calcolo contributivo:

  • prima fascia di retribuzione pensionabile: 56.224 euro, oltre la quale scatta l’aliquota aggiuntiva dell’1% per i lavoratori dipendenti;
  • massimale contributivo: 122.295 euro per i lavoratori senza anzianità assicurativa al 31 dicembre 1995 o che hanno optato per il sistema contributivo.

Artigiani e commercianti

Per i lavoratori autonomi iscritti alle gestioni artigiani e commercianti restano in vigore regole più datate, che continuano a fare riferimento alla legge n. 233 del 1990.

Il contributo volontario viene determinato assegnando l’interessato a una delle otto classi di reddito previste dalla normativa, sulla base del reddito medio mensile prodotto negli ultimi tre anni di attività.

Per il 2026 sono confermate le aliquote già in vigore:

  • 24% per gli artigiani;
  • 24,48% per i commercianti, ormai allineata anche a quella prevista per i collaboratori under 21.

Gestione separata: contributi più elevati

Ancora più elevato il conto per chi è iscritto alla Gestione separata. In questo caso si applica l’aliquota previdenziale IVS prevista per i soggetti privi di altra tutela pensionistica, pari al 33% (ridotta al 25% per i titolari di partita IVA).

Considerando che il reddito minimale per l’accredito contributivo resta fissato a 18.808 euro, i versamenti volontari non possono scendere sotto:

  • 4.702,08 euro annui (391,84 euro mensili) per i professionisti con partita IVA;
  • 6.206,64 euro annui (517,22 euro mensili) per gli altri iscritti alla Gestione separata.

 

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