immagine Pensioni, a marzo gli aumenti (con arretrati) di 20 euro: ecco per chi. Le lettere dell'Inps
  • venerdì 6 febbraio 2026, 10:43

Pensioni, a marzo gli aumenti (con arretrati) di 20 euro: ecco per chi. Le lettere dell'Inps

L’aumento delle pensioni più basse parte dal cedolino di marzo, con effetti immediati sugli assegni e il pagamento degli arretrati.

Pensioni, a marzo gli aumenti (con arretrati)

La manovra di bilancio 2026 entra così nella fase operativa: l’Inps ha già avviato l’applicazione delle misure, anticipando le circolari ufficiali e inviando comunicazioni digitali a una platea selezionata di pensionati fragili.

Le lettere annunciano un incremento strutturale dell’assegno mensile e il riconoscimento degli arretrati relativi ai mesi precedenti, con accredito diretto insieme alla pensione di marzo.

 

Nuovo importo dell’assegno: +20 euro al mese

Dal punto di vista tecnico, l’incremento è pari a 20 euro mensili, che si sommano alla rivalutazione ordinaria dell’1,4%. Su base annua l’aumento complessivo è di 260 euro, con effetti estesi anche alla tredicesima mensilità.

Secondo le tabelle contenute nelle comunicazioni INPS, l’importo complessivo dell’assegno (comprensivo di maggiorazione sociale) passa da 748 a 768 euro al mese. La variazione è strutturale e resta valida fino a dicembre 2026.

 

A chi sono destinate le comunicazioni Inps

Le comunicazioni sono rivolte ai pensionati che percepiscono il cosiddetto incremento al milione, cioè i titolari di trattamenti assistenziali a basso reddito. In particolare rientrano nella platea:

  • invalidi civili totali
  • beneficiari di assegno sociale
  • altre prestazioni assistenziali assimilate.

L’aumento viene riconosciuto automaticamente, senza presentazione di domande: l’INPS ha effettuato un ricalcolo d’ufficio degli importi, anticipando l’attuazione delle misure previste dalla legge di bilancio. Le comunicazioni sono disponibili esclusivamente in formato digitale nel Fascicolo previdenziale INPS e non vengono inviate per posta.

 

 

Arretrati di gennaio e febbraio: pagamento a marzo

Oltre all’aumento stabile, l’INPS riconosce anche 40 euro di arretrati, relativi alle mensilità di gennaio e febbraio, in cui il nuovo importo non era ancora applicato.

Gli arretrati saranno corrisposti in un’unica soluzione con la pensione di marzo, senza alcun adempimento richiesto ai beneficiari.

 

Le comunicazioni

Dal punto di vista formale, le lettere INPS non riportano esplicitamente la norma di legge che introduce l’aumento, a differenza delle comunicazioni del 2025. Il testo si limita a indicare il ricalcolo automatico dell’assegno e i nuovi importi spettanti: una scelta che riduce la trasparenza informativa, ma che non incide sull’effettiva erogazione delle somme.

 

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