- martedì 17 marzo 2026, 07:21
Pensioni, chi è escluso dall'aumento dell'età di uscita da lavoro: le categorie esentate
Dal 2027 l’età pensionabile salirà ancora e saranno in pochi a sfuggire all’adeguamento legato alla speranza di vita.
La platea dei lavoratori esclusi dagli aumenti previsti dalla legge di bilancio 2026 resta infatti limitata: solo alcune categorie ben definite potranno continuare ad accedere alla pensione con i requisiti attuali fino al 31 dicembre 2028. Per tutti gli altri, invece, l’uscita dal lavoro si allontana.
Pensioni, cosa cambia dal 2027 e cosa no
Secondo quanto chiarito dall’Inps nella circolare n. 28/2026, i requisiti anagrafici e contributivi cresceranno progressivamente: dal 1° gennaio 2027 l’età per la pensione di vecchiaia salirà a 67 anni e 1 mese, per poi arrivare a 67 anni e 3 mesi nel 2028. Parallelamente, la pensione anticipata richiederà fino a 43 anni e un mese di contributi.
I pochi esclusi dagli aumenti
A restare fuori dagli incrementi saranno essenzialmente tre gruppi: lavoratori usuranti, notturni e addetti alle mansioni gravose, ma solo a precise condizioni.
Usuranti e notturni: requisiti congelati
Per chi svolge attività usuranti o lavoro notturno, continua a valere un regime di favore già previsto da tempo. L’accesso alla pensione resta possibile con le cosiddette “quote”, a patto che l’attività sia stata svolta per almeno sette anni negli ultimi dieci o per metà della vita lavorativa.

In questi casi, fino al 2028 si potrà andare in pensione con:
- almeno 61 anni e 7 mesi di età,
- almeno 35 anni di contributi,
- quota 97,6 (somma tra età e contributi).
Restano inoltre invariati:
- la pensione di vecchiaia a 66 anni e 7 mesi con almeno 30 anni di contributi,
- la pensione anticipata ordinaria (42 anni e 10 mesi di contributi, uno in meno per le donne),
- l’uscita anticipata per lavoratori precoci con 41 anni di contributi.
Mansioni gravose: doppio binario
Diverso ma altrettanto rilevante il caso dei lavoratori impegnati in attività gravose, come operai edili, conducenti di mezzi pesanti o personale dell’infanzia.
Qui la normativa distingue due situazioni:
Almeno 7 anni di lavoro gravoso negli ultimi 10: questi lavoratori beneficiano di una doppia esenzione e potranno continuare ad accedere fino al 2028:
- alla pensione di vecchiaia con 66 anni e 7 mesi,
- alla pensione anticipata con 42 anni e 10 mesi di contributi,
- alla pensione per precoci con 41 anni di contributi.
Almeno 6 anni negli ultimi 7: in questo caso l’esenzione è più limitata. Fino al 2028 si potrà andare in pensione:
- a 67 anni con almeno 30 anni di contributi,
- oppure con i requisiti invariati per le pensioni anticipate.

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