immagine Pensioni, Tfr ai fondi complementari: le nuove regole, il silenzio assenso e i tempi ridotti
  • di Fausto Caruso
  • sabato 7 febbraio 2026, 09:37

Pensioni, Tfr ai fondi complementari: le nuove regole, il silenzio assenso e i tempi ridotti

 Si riduce da sei mesi a 60 giorni per i nuovi assunti il tempo per decidere se destinare il proprio Tfr alla previdenza integrativa o se lasciarlo in azienda. Si rafforza il criterio del silenzio assenso e solo se in questi due mesi si manifesterà espressamente la volontà di non aderire alle forme pensionistiche complementari il Tfr sarà lasciato in azienda.

 

Le regole

Ma cambiano le regole e si va verso una crescita della platea delle aziende che dovranno versare il Tfr inoptato al Fondo di Tesoreria presso l'Inps. In una circolare l'Inps ha chiarito quali sono le imprese obbligate a questo versamento sulla base delle nuove norme introdotte dalla legge di Bilancio. Nel 2026 le aziende che raggiungono o superano i 60 dipendenti nella media del 2025 dovranno versare al Fondo di Tesoreria presso l'Inps il Tfr dei lavoratori che non hanno aderito a fondi di previdenza complementare. Nel 2027 il limite sarà ancora a 60 dipendenti mentre passa a 50 dipendenti nel 2028/3031 e diventa di 40 dal 2032. La soglia che dà il via all'obbligo può essere raggiunta anche negli anni successivi a quello di inizio dell'attività. L'obbligo riguarda i datori di lavoro privati, esclusi quelli di lavoro domestico, gli Organismi pubblici privatizzati e gli Enti pubblici economici, e le pubbliche amministrazioni «se i rapporti di lavoro sono regolati integralmente dal diritto comune».

 

L'obbligo

L'obbligo di versamento delle quote di Tfr al Fondo di Tesoreria sorge nell'ipotesi in cui il lavoratore, entro 60 giorni dalla data di prima assunzione, manifesti espressamente la volontà di non aderire ai fondi integrativi ma ricorre anche per i lavoratori non di prima assunzione non aderenti ai fondi. Il requisito dimensionale si determina sulla base della media annuale dei lavoratori in forza nell'anno solare precedente rispetto all'anno del periodo di paga considerato. La media annuale dei dipendenti deve essere calcolata avendo riguardo esclusivamente ai mesi di effettiva attività del datore di lavoro, escludendo dal computo eventuali periodi di sospensione dell'attività aziendale come ad esempio la cassa integrazione.

 

I calcoli

Per le aziende di nuova costituzione continua ad applicarsi il criterio vigente prima della modifica introdotta con la legge di Bilancio 2026 e quindi chi ha iniziato l'attività nel 2025 e ha raggiunto in quell'anno i 50 dipendenti deve versare al fondo di Tesoreria. Ai fini del calcolo devono essere considerati tutti i lavoratori con contratto di lavoro subordinato alle dipendenze dello stesso datore di lavoro, indipendentemente dalla tipologia e dall'orario di lavoro, compresi i lavoratori con contratto part-time. Questi ultimi, a prescindere dalla tipologia del contratto (orizzontale, verticale o misto), sono computati in proporzione all'orario.

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