immagine Il piano Mattei metodo italiano: così è cambiato tutto
  • di Ercole Incalza
  • lunedì 17 giugno 2024, 10:54

Il piano Mattei metodo italiano: così è cambiato tutto

Mi ha colpito in modo particolare un passaggio dell'editoriale del direttore Roberto Napoletano su "Il Mattino" di ieri, in particolare lì dove ribadisce, a proposito dei risultati del G7: «Si sono riconfigurate le catene mondiali della logistica e sono cambiati i punti cardinali della nuova cartina dei grandi deal del futuro che oggi ruotano intorno alle due sponde del Mediterraneo. È cambiato tutto o quasi, il merito di Giorgia Meloni è quello di averlo capito prima degli altri e di avere tradotto questa intuizione strategica nel Piano Mattei che fa oggi scuola in Europa ed in America».

Sì, ha ragione Napoletano «è cambiato tutto» ed il Piano Mattei è stato il comune denominatore che forse, per la prima volta nella storia del pianeta, ha ridimensionato o quanto meno messo in crisi la logica degli schieramenti contrapposti, la logica della contrapposizione tra i Paesi del G7 e quelli dei Paesi Brics (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa).

Aver portato a Borgo Egnazia sia il presidente del Brasile Lula da Silva che il primo ministro indiano Modi rappresenta un ribaltamento concettuale: non ha più senso contrapporsi quando gli interessi comuni stanno ormai raggiungendo una soglia così elevata ed in cui diventa ridicolo non accettare il confronto e continuare a gareggiare sulla soglia dei Pil reciproci, quello dei Paesi del G7 e quello dei Paesi Brics; cioè non ha più senso un confronto scontro che la Presidente Meloni in Puglia, in una Regione del Mezzogiorno, in fondo ha cercato di rivedere in modo sostanziale.

Ma ciò che è stato più significativo è stato, a mio avviso, lo strumento con cui testimoniare ai partecipanti un simile cambiamento storico, cioè il Piano Mattei, sì quel Piano che molti continuano a ritenere una proposta interessante ma priva di scelte e di iniziative concrete; ebbene la serie di presenze in tale occasione come Larry Fink numero uno mondiale di Black Rock, come Satya Nadella numero uno di Microsoft o come i capi azienda di Enel, di Eni e di Cassa Depositi e Prestiti ed altri grandi banche internazionali, dimostra due cose sostanziali:

Legittimamente il Piano Mattei è una intuizione tutta italiana voluta dall'attuale governo e condivisa, per la prima volta, a scala mondiale. Il Piano vede interessati i massimi livelli della economia mondiale e quindi giorno dopo giorno si arricchirà sempre più di contenuti e di strategie.

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Nasce spontanea una considerazione: la presidente Meloni, come detto prima, ha cercato, riuscendoci, di aprire un confronto davvero inimmaginabile tra Paesi del G7 ed alcuni dei Paesi Brics, elevando una intuizione programmatica e strategica come il Piano Mattei a scala mondiale; mi sarei aspettato che gli schieramenti politici che oggi sono all'opposizione riconoscessero, quanto meno, questo grande risultato; per assurdo si apre un confronto positivo e costruttivo sulla intera economia mondiale e all'interno del nostro Paese si mantiene l'acredine ed il convinto non apprezzamento e non riconoscimento a risultati tangibili.

Questo purtroppo testimonia una triste negatività che alberga purtroppo nel nostro Paese: una sempre più limitata "coscienza dello Stato"; una limitata coscienza degli interessi comuni.
 

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