• di Giorgio Sbordoni
  • lunedì 27 aprile 2015, 09:27

Quando l'abitazione diventa "B&B" il reddito familiare si incrementa

Tutto quello che c'è da sapere per l'avvio del "Bed and Breakfast". Attività ricettive a conduzione familiare, con propria organizzazione. La normativa




Bed and breakfast, letteralmente “letto e colazione”. Una possibilità di investimento per chi ha a disposizione un appartamento, soprattutto in una città dal flusso turistico ininterrotto come Roma. Secondo le Norme Regionali in vigore, costituiscono attività ricettive a conduzione familiare, Bed and Breakfast, le strutture gestite da privati che, avvalendosi della loro organizzazione familiare, utilizzano parte della propria abitazione per ricevere turisti, con periodi di apertura annuali o stagionali e con un numero di camere e letti limitati, sulla base proprio delle suddette leggi regionali di settore o di regolamenti comunali specifici.
Primi passi
La prima cosa da fare per aprire un B&B è quella di consultare la specifica Legge Regionale in materia. Ad ispirare le norme valide regione per regione, la Legge 29 marzo 2001 n.135 “Riforma della legislazione nazionale del turismo”, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 92 del 20 aprile 2001. Una volta lette tutte le specifiche, è necessario accedere, on line o fisicamente, allo sportello Suap del Comune di pertinenza, lo Sportello unico per le attività produttive, per ritirare la modulistica necessaria per la Dichiarazione di Inizio Attività. La SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività), è la nuova procedura che sostituisce la DIA (Denuncia di Inizio Attività). “Il vantaggio offerto da questo nuovo strumento è quello che con la presentazione della SCIA l'apertura della struttura ricettiva è immediata – ci spiega Sarah Pacetti, componente della Giunta nazionale dell’Anaci –. Alla SCIA, tramite gli strumenti cartacei o telematici, vanno allegati i documenti necessari per la completa definizione della pratica. Gli allegati variano da regione a regione e si può passare dalla sola planimetria dell'abitazione al contratto di proprietà o di affitto, per arrivare fino alla copia della polizza di assicurazione di responsabilità civile a favore dei clienti. I passi successivi riguardano l'avvio delle pratiche, gestite dalle locali A.A.P.I.T., l’Azienda autonoma provinciale per l’incremento turistico, o dagli Uffici Turistici, per la classificazione della struttura e per il monitoraggio e la comunicazione degli ospiti alle Autorità di Pubblica Sicurezza. Riguardo a queste procedure vanno consultati gli uffici competenti in quanto ci potrebbero essere delle differenze tra regione e regione”.
Requisiti per l’alloggio
Tutte le Regioni chiedono che gli immobili utilizzati per il B&B siano in regola con i requisiti urbanistico-edilizi, igienico-sanitari e di sicurezza prescritti per le abitazioni e individuano dei requisiti minimi delle stanze. “È prevista – ci spiega Sarah Pacetti – una superficie minima in rapporto ai posti letto e può essere chiesta la presenza di alcuni arredi di base. Gli ospiti devono poter accedere alla propria stanza senza attraversare altre camere da letto o di servizi destinati alla famiglia o ad altri ospiti. Anche i bagni devono offrire attrezzature minime (vasca da bagno, doccia, specchio con presa di corrente, lavabo, water ... etc) e almeno un bagno ad uso esclusivo degli ospiti quando viene superato un certo numero di camere o posti letto. Di norma viene chiesta la pulizia quotidiana dei locali, mentre il cambio della biancheria può avvenire con cadenza diversa (ad esempio, almeno due volte alla settimana) e sempre ad ogni cambio dell'ospite. L'alloggio deve avere massimo da 3 a 6 camere (i requisiti variano da regione a regione) debitamente arredate con letto, armadio, comodini, lampade, sedie, cestini gettacarte, per un massimo di 6/20 posti letto (i requisiti variano da regione a regione). Per rispettare il carattere saltuario dell'attività è prevista un'interruzione di un certo numero di giorni (il numero varia da regione a regione), anche non consecutivi, nel corso dell'anno. In questo caso non serve l'apertura della partita IVA. I requisiti minimi richiesti per l'apertura di un B&B sono: 14 mq per la camera doppia, 8 mq per la singola, conformità alle norme si sicurezza degli impianti elettrici, a gas, di riscaldamento, rispetto delle norme igieniche ed edilizie. Anche questi possono subire delle variazioni da regione a regione. Di norma viene richiesto anche che il titolare del B&B abbia la residenza (o il domicilio durante il periodo di apertura del B&B) presso la struttura. Alcune Regioni consentono però la residenza anche in altri immobili vicini alla struttura ed è comunque sempre richiesta la reperibilità”.
Prima colazione
Nel servizio di B&B, la prima colazione è sempre compresa, ma le Regioni prevedono modalità di somministrazione diverse. In genere è prevista la sola somministrazione di prodotti senza manipolazione (eventualmente solo riscaldati). In alcuni casi è richiesta la provenienza dal territorio regionale. Il divieto di manipolazione è limitato al gestore, qualora non abbia le autorizzazioni igienico-sanitarie di legge, ma ciò non toglie che è possibile acquistare e servire prodotti manipolati da chi ha tutte le autorizzazioni igienico-sanitarie del caso.
Prezzi e adempimenti
I prezzi applicati devono essere comunicati all'ente indicato dalla Regione ed essere esposti. Anche i B&B, come gli altri, sono tenuti a comunicare alla locale autorità di Pubblica Sicurezza le generalità degli ospiti. Nel Lazio ci possono essere massimo 3 camere per 6 posti letto e vige il divieto di permanenza oltre 90 giorni consecutivi. Il periodo di inattività dell'esercizio è di almeno 60 giorni l'anno, anche non consecutivi, ridotto a 30 nei comuni privi di altre strutture.


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