- martedì 6 agosto 2024, 08:00
Rientro dei cervelli, Eugenio Izzo: «A Napoli ci sono le occasioni per sviluppare nuove idee»
«Il Sud cresce ed il cambio di paradigma è evidente. Ma non bisogna puntare solo sul turismo, ci sono settori con effetto moltiplicativo molto più pronunciato». Eugenio Izzo, 28 anni, bocconiano con laurea e perfezionamento, ha scelto Napoli a Milano nonostante un titolo pesante in economia e management.
È stato difficile prendere quel treno diretto al Sud?
«Assolutamente no. Ho fatto una scelta convinta, sono un convinto sostenitore del cambio di paradigma. Basta piangersi addosso, abbiamo capacità e professionalità che ci invidiano tutti».
A Milano ha avuto esperienze di lavoro?
«Si è tutte molto interessanti. Lavoravo come consulente finanziario per diverse importanti aziende anche per Cassa Depositi e Prestiti».
E poi il richiamo al Sud. Ha inciso anche la famiglia?
«No, ho fatto mie valutazioni e ho capito che era giunta l'ora di apportare il mio personale contributo al Gruppo Izzo. Io sono da sempre convinto che l'innesto di un giovane in una azienda deve accompagnare un progetto nuovo. Nel Gruppo di famiglia ho introdotto la cantieristica, un settore mai al centro degli interessi della famiglia Izzo».
La nascita di I-Boat, il cantiere navale nel porto di Napoli?
«Esattamente. Ho lavorato tanto su questo progetto. Ho avuto consulenti importanti che mi hanno affiancato e ho conquistato la fiducia di mio padre. Eccoci qui. Nello stabilimento che abbiamo all'interno del porto di Napoli stiamo costruendo una nuova generazione di barche. La nautica va forte in questo momento è più ancora va forte il Mezzogiorno».
Lei si occupa del coordinamento e dello sviluppo dell'azienda.
«Sì, ci tengo a portare avanti le opportunità di sviluppo. A mio avviso chi ha le opportunità deve provarci. Lo dobbiamo alla nostra città, le spinte che arrivano dalle nuove generazioni vanno assecondare, accudite, aiutate il più possibile».
Ha individuato la cantieristica per innovare?
«Sì, lo sbocco della nautica mi è parso quanto mai interessante. Abbiamo potuto lavorare su design alternativi, tecniche costruttive nuove. L'interesse intorno a questa sfida è evidentissimo, andremo al Salone di Genova per sentire il polso del mercato. Ma posso già dire che gli apprezzamenti non mancano».
La blue economy a Sud è un asset che attira tante iniziative.
«Sì, i dati dicono questo. A mio avviso, comunque, il rapporto è troppo sbilanciato sul turismo, un comparto sicuramente attrattivo, ma con scarso effetto moltiplicativo. Il governo deve tenere conto di questo dato. Va bene far visitare a tanti turisti i nostri paradisi, ma sono settori come logistica e cantieristica quelli che generano maggiori effetti moltiplicativi».
Solo logistica e cantieristica?
«Sono settori di primario interesse. Ma ci sono anche altri comparti importanti. Pensi alla Zes, alle opportunità che le zone economiche speciali posso portare in tutto il Mezzogiorno. Ci vuole determinazione e sforzi per assecondare la crescita di questi settori che generano molto valore aggiunto».
Il Gruppo Izzo è specializzato in allestimenti navali e ferroviari. Con il suo arrivo cambia il percorso?
«Assolutamente no. Io ho introdotto un nuovo ramo in questa azienda. I-Boat è nato ed è già in crescita. Abbiamo presentato il primo modello, ma già stiamo lavorando alle evoluzioni più grandi».
Resterete nel porto di Napoli?
«Assolutamente sì. Abbiamo un capannone di 70mila metri quadrati che ci consente di lavorare con tutto lo spazio necessario. Inoltre abbiamo uno scalo di alaggio a mare che è una grande ricchezza per chi lavora nella cantieristica».
Modelli in arrivo?
«Stiamo lavorando a un modello entrobordo con la cucina a poppa per poter cucinare all'aperto in modo conviviale con gli ospiti. L'idea iniziale è stata di mio padre Francesco, ma l'abbiamo perfezionata con l'introduzione di particolari che hanno aumentato il comfort».
Suo padre si è anche attribuito il merito del prendisole di prua stile Le Corbusier?
«Sì, lui ha sempre difeso la barca pratica e comoda. La nostra risente in tutto di questa filosofia che è vincente».
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