immagine Roma, ai Mercati di Traiano, l'eternità secondo Constantin Brâncuși
  • di Valeria Arnaldi
  • mercoledì 25 febbraio 2026, 23:34

Roma, ai Mercati di Traiano, l'eternità secondo Constantin Brâncuși

Il mondo arcaico romeno, per radici e sentimento. E quello classico romano, per ricerca ed elezione. A farne sintesi, la modernità dello sguardo. È nella tensione all'essenza di forme ed emozioni il cuore della visione di Constantin Brâncuși, figura fondante della scultura moderna. A indagare la sua arte, a 150 anni dalla nascita, è la mostra Constantin Brâncuși. Le Origini dell’Infinito, a cura di Erwin Kessler, direttore Museo nazionale d’arte della Romania, ospitata da oggi al 19 luglio ai Mercati di Traiano nell’Anno culturale Romania-Italia 2026.


LA FILOSOFIA

«Per Brâncuși, Roma era un ritorno alla sorgente della propria identità», dice Federico Mollicone, presidente Commissione Cultura della Camera che ha contribuito a promuovere l’esposizione. Così la “taille directe”, tecnica mutuata dall'intaglio del legno, tipica della terra natale dell’artista, l’Oltenia, - esposte alcune colonne - si sposa con l'ideale estetico della scultura romana antica. E l'attrazione per il mito, nei frammenti della sua narrazione, si traduce nella rappresentazione di archetipi astratti.
È nel “senza tempo” che Brâncuși cerca il suo spazio. La forma diventa strumento per indagare l'infinito. E lo sforzo, anche fisico, della creazione, si fa misura del desiderio. Ecco allora Mademoiselle Pogany, Prometeo e opere dal Târgu-Jiu. Ancora, Testa di ragazzo, ispirata all’arte romana. E Torso, scolpito come frammento della statua di un'antica Venere a rappresentare il passare dei secoli che consuma la materia, ma non toglie emozione al Bello. Presentando le opere come falsi reperti archeologici, Brâncuși rivoluziona l'idea stessa di tempo. Preghiera, espressione di una fede remota, unendo volume e ideale, si fa emblema di eternità. «La semplicità - diceva lo scultore - non è obiettivo nell'arte ma si raggiunge anche senza volere penetrando nel vero senso delle cose».

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