- mercoledì 17 luglio 2024, 08:13
Scaramuzzino (Hig): un campus per valorizzare le risorse umane
La Calabria dell'innovazione, che abbraccia anche la Sicilia fino a progettare tra Catanzaro e Catania il più grande campus dell'innovazione, appunto, e della ricerca di tutta l'area del Mediterraneo è uno dei momenti più attesi e inediti della giornata conclusiva, oggi, del G7 calabrese del commercio. Sarà il presidente dell'Harmonic Innovation Group, Pasqualino Scaramuzzino a illustrare alle delegazioni straniere il valore e gli obiettivi dell'Harmonic Innovation Ecosystem, nato per essere una infrastruttura globale al servizio di governi, grandi player industriali e finanziari, startup, centri di ricerca, comunità e territori per promuovere, insieme, come più volte ha spiegato Scaramuzzino, «una visione etica ed umanistica dell'innovazione e contribuire, così, alla costruzione di un mondo autenticamente migliore e più sostenibile». Non solo una sfida, dunque, che potrebbe trattenere al Sud i "cervelli" ancora incerti se restare o meno (il campus ospiterà i più importanti operatori pubblici e privati globali) ma anche un approccio culturale diverso che non guarda al business e al profitto come unico scopo.
La visione
Già impegnato negli Usa con il progetto Innovit, l'hub dell'innovazione del governo italiano nella Silicon Valley, voluto dal Presidente della Repubblica e promosso dal ministero degli Esteri e dall'Ice, l'Harmonic Innovation Group disegna con il campus una prospettiva di forte impatto per il Sud. «Stiamo facendo tutto questo anticipa al Mattino il presidente Scaramuzzino - con l'obiettivo di svolgere l'inedito ruolo di "ecosystem integrator", un "ecosistema degli ecosistemi" capace di integrare in un unico framework collaborativo i principali ecosistemi per l'innovazione globali, valorizzandone le migliori risorse umane, industriali, finanziarie ma nel contempo insediato in un contesto geografico e sociale capace di garantire, rispetto alle principali attuali esperienze internazionali, maggiore sostenibilità nei costi di gestione, maggiore efficienza nelle economie operative e maggiore efficacia ed effettività nella generazione di impatti socio-economici tangibili, con i maggiori protagonisti e con la tradizione dell'umanesimo classico e rinascimentale. Una piattaforma per l'innovazione "as a service" che democratizza e razionalizza l'accesso ai relativi servizi anche facendo germinare alleanze strategiche e di lungo termine nella più ampia cornice di un neoumanesimo sostanziale e non retorico».
Obiettivo ambizioso ma praticabile, dicono i promotori, specie con il coinvolgimento del sistema delle università del Mezzogiorno nella loro dimensione euromediterranea e con il Piano Mattei a indicare la rotta verso l'Africa e il nuovo protagonismo paritario dell'Italia con i Paesi di quel continente. «È necessario ricercare nella storia tracce utili all'oggi: occorre, cioè, recuperare i "sentieri interrotti" trasformandoli in "traiettorie di cambiamento" insiste Scaramuzzino -. Esistono concrete condizioni storiche di fattibilità. La geografia economica sta velocemente cambiando ed il Mediterraneo sta progressivamente ri-diventando, sempre più, scenario privilegiato». Un'opportunità che il Sud deve cogliere e non solo per sé.
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