- giovedì 8 agosto 2024, 11:29
Sciopero balneari venerdì 9 agosto: cosa succede? Ombrelloni chiusi per 2 ore ma la categoria si spacca
È confermato per domani, 9 agosto, lo sciopero ombrelloni: gli stabilimenti balneari resteranno chiusi per 2 ore. Lo annuncia il sindacato italiano balneari: senza provvedimenti che rassicurino gli operatori, si susseguiranno le manifestazioni di dissenso, con disagi per il turismo.
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Lo sciopero: cosa succederà domani
Questa la decisione del Sindacato italiano balneari: gli stabilimenti il 9 agosto apriranno con due ore di ritardo (alle 9.30 del mattino) come segno di protesta per il futuro incerto delle concessioni.
«Non vi è ancora alcun provvedimento legislativo che dia certezza agli operatori pubblici e privati sulla questione balneare» hanno affermato in una nota congiunta Antonio Capacchione, presidente del Sindacato (aderente a Fipe/Confcommercio) e Maurizio Rustignoli, presidente di Fiba/Confesercenti, confermando la parziale chiusura di domani.

Ma cosa è garantito al pubblico in queste due ore? «Il 9 agosto i balneari che aderiranno allo sciopero dovranno garantire la gratuità delle spiagge e, quindi, dovranno scorporare quel giorno di disservizi e disagi per gli utenti, dagli abbonamenti settimanali e mensili, a titolo di risarcimento del danno - dice Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori -. Anche gli ingressi giornalieri, se pagati in anticipo, dovranno essere restituiti. Unica eccezione è se i turisti chiederanno di accedere alle spiagge una volta terminato lo sciopero. In questo caso dovranno versare l'intero importo. In difetto ci riserveremo ogni azione a tutela degli utenti».
Le possibili prossime proteste
I lavoratori del settore balneare hanno aspettato fino all'ultimo prima di protestare, così da consentire all'esecutivo di varare un provvedimento e che tutelasse gli operatori. Ma il governo ha lasciato chiudere lo spiraglio senza alcun intervento, provocando l'ira di quella parte degli operatori che già aveva preannunciato la mini-serrata del cosiddetto "sciopero degli ombrelloni". Il 9 agosto gli stabilimenti apriranno quindi con due ore di ritardo, alle 9.30 del mattino, mentre restano in stand-by le analoghe proteste previste per il 19 e il 29 agosto, per dare tempo a queste prime manifestazioni di sortire il loro effetto.
Le Regioni e i Comuni sono alle strette: alcuni hanno già iniziato a predisporre le gare per la messa in concessione, sapendo tuttavia che rischiano di essere fuori legge. «Il tempo delle promesse e delle chiacchiere è finito. Ora prendiamo noi in mano la situazione e portiamo i balneari verso un approdo sicuro [...] - ha detto all'ANSA, ad esempio, l'assessore regionale al turismo dell'Emilia-Romagna Andrea Corsini».
Italia divisa: Assobalneari e La base balneare non aderiscono
Non tutti però aderiscono all'iniziativa: Assobalneari e La base balneare, ad esempio, non si uniscono alle proteste.
«Applicare in maniera arbitraria le direttive europee, infatti, crea in Italia solamente danni a imprese e consumatori, come avvenuto di recente a Jesolo dove il prezzo medio degli ombrelloni è cresciuto del 50% - commentano Fabrizio Licordari e Bolla, rispettivamente presidenti di Assobalneari e Bettina Bolla, e di La Base Balneare con Donnedamare -. Inoltre, è notizia di questa settimana che il più grande gruppo italiano di forniture di attrezzature per gli stabilimenti balneari ha annunciato la cassa d'integrazione per 50 dipendenti a fronte di un calo del fatturato del 25%».
Per Assobalneari e La base balneare, «difendere la mappatura rimane l'unico modo possibile per la corretta applicazione della Direttiva per generare nuove imprese, assicurare una sempre maggiore concorrenza, garantire maggiore benessere economico, creare occupazione, soddisfare i consumatori e supportare l'intero indotto».
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